«Ecco la mia musica per sentirci vivi». Noa si tuffa nel jazz con “Afterallogy”

Noa, pseudonimo di Achinoam Nini

La cantante israeliana torna in aprile col nuovo album «Il lockdown? Non sto ferma e continuo le mie battaglie»

A fine aprile uscirà il nuovo album di Noa e Gil Dor anticipato dal singolo “My Funny Valentine” uscito nel giorno della festa degli innamorati. Si intitolerà “Afterallogy” e conterrà brani di autori e poeti come Cole Porter, Lea Goldberg, Pat Metheny, Leonard Bernstein, Rodgers & Hammerstein anche se non mancheranno brani inediti. Noa, pseudonimo di Achinoam Nini, israeliana di Tel Aviv dove è nata nel 1969 ma adesso cittadina italiana, con questo nuovo album prosegue il suo racconto in musica insieme al citarrista e arrangiatore Gil Dor, così come prosegue il suo impegno civile contro tutte le guerre e le sopraffazioni, prime fra tutte quelle imputate al suo Paese d’origine. Un impegno che in passato l’ha vista spesso al centro di polemiche e di ostracismo soprattutto in Israele.

Noa, lei e Gil Dor collaborate da oltre trent’anni, cosa vi ha uniti per così tanto tempo?


«Noi siamo grandi amici, ci stimiamo reciprocamente in modo molto profondo, abbiamo una risonanza unica ci completiamo a vicenda, ci fidiamo l’una dell’altro e abbiamo a cura noi stessi e la musica. Mettiamo sempre la musica prima del nostro ego personale. Siamo entrambi felicemente sposati con persone magnifiche e abbiamo bellissime famiglie. Siamo entrambi persone che credono nel lavoro di squadra, nella collaborazione, nell’eccellenza, nella bellezza dell’innovazione, della scoperta, della creatività e della profondità. Siamo entrambi molto coinvolti a livello sociale, siamo anche molto diversi, ma è lì che sta il bello. Noi nuotiamo come delfini nel mare della musica con il nostro stile».

“My Funny Valentine” uscito il 14 febbraio è il primo singolo che anticipa il nuovo album “Afterallogy” registrato durante la pandemia e racconta un aspetto molto bello dell’amore, ce ne parla?

«My Funny Valentine è una canzone d’amore che trovo sia importante per i tempi che stiamo vivendo perché parla di accettazione. Noi tutti desideriamo essere amati per quello che siamo, non vogliamo essere costretti a cambiarci per riuscire ad essere amati, non vogliamo soffrire l’umiliazione di continuare costantemente ad adattarci ad uno stampo artificiale semplicemente per ottenere l’approvazione della società. Adoro questa canzone perché riflette ciò che tutti noi nel profondo nei nostri cuori vogliamo sentire: “Io ti amo con tutta la tua imperfezione, con la tutta la tua umanità, ti amo per quello che sei veramente e non per quello che voglio che tu sia, per favore non cambiare”».

Voce e chitarra e una selezione di artisti e brani di tutto rispetto, quella che troviamo nel disco come l’avete composta?

«Voce e chitarra perché è quello che siamo Gil ed io. Tutto quello che c’è di molto unico tra noi due, la nostra abilità di creare un intero universo con due strumenti, il nostro modo speciale di approcciare una canzone. La scelta delle canzoni è stata intuitiva, sono canzoni che amiamo, a cui possiamo contribuire. Compositori che volevamo mettere in evidenza e alcune sono anche composizioni originali».

Quale è la linea rossa che attraversa l’album?

«È un album jazz nel senso più classico del termine, le canzoni sono tratte principalmente dall’American Songbook, cioè canzoni che sono state scritte da compositori statunitensi con armonia e ritmo e linguaggio melodico che caratterizza quel genere. C’è moltissima improvvisazione melodica e riarmonizzazioni, i contributi originali, ci sono anche quelli, con nuovi testi aggiunti a canzoni vecchie ed altri che sono composizioni musicali nuove, ma tutto questo sempre con un massimo profondo rispetto dell’anima della canzone per il testo e l’idea che c’è dietro».

Cosa vorrebbe per questo disco?

«Spero che le persone porteranno dentro il loro cuore e dentro le loro case questo nuovo album, che lo ascolteranno intensamente e che tutto questo darà loro gioia, comodità, ispirazione e nutrimento per i pensieri e i sogni, che li aiuti ad affrontare i momenti difficili. Mi auguro che questo album illumini le loro vite e che li faccia ridere, piangere e li faccia sentire vivi, cosa che mi auguro sempre per ogni album che compongo».

Come vive questo momento così strano?

«Io provo a trarne la migliore parte possibile, sono stata bene durante il tempo che ho dovuto trascorrere a casa con la mia famiglia dopo tanti anni in cui non avevo fatto altro che viaggiare. Ho goduto della semplice routine tipo andare a piedi lungo la riva del mare ogni mattina, cucinare, aiutare i miei ragazzini a trascorrere questo tempo folle fatto di chiusure e isolamento. Sono stata anche molto creativa, ho scritto musica, ho registrato questo nuovo album e ho fatto delle trasmissioni live, ho fatto volontariato, ho aiutato gli altri e io adoro farlo, sono stata molto attiva politicamente nel movimento di protesta perché la pandemia ha creato una situazione terribile dal punto di vista politico in Israele come in altri stati, quindi non è stato affatto un tempo noioso». —

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