«Agatha Christie e Asterix sono le mie passioni ma vorrei poter leggere di più»

Sarah Fahr, 19 anni

Sarah Fahr ha solo 19 anni (li ha compiuti a settembre) ma ha già l’esperienza e il talento per essere considerata una delle giocatrici di pallavolo più promettenti a livello internazionale. Nata in Germania dai biondissimi (come lei) e tedeschi Florian e Julia, si trasferisce con loro subito a Piombino, di fronte all’Isola d’Elba. E dove la famiglia (col tempo è arrivato anche Gianluca, fratellino di Sarah) continua a vivere. L’altissima atleta (192 centimetri) ha il doppio passaporto ed è una pedina fissa della squadra azzurra con la quale ha già vinto l’argento ai Mondiali nel 2018 e il bronzo agli Europei nel 2019. Gioca dal 2018 in Serie A1, prima con Club Crai Italia, poi con Bisonte Firenze, approdando l’anno scorso all’Imoco Volley Conegliano.

I PRIMI LIBRI


«Quando avevo 12 o 13 anni ero fissata con i gialli di Agatha Christie – racconta Sarah – Mi piacevano tantissimo perché mi sentivo trasportare in quelle storie, ero parte di quello che accadeva nelle pagine. Di solito leggevo la sera. I miei genitori mi mandavano a letto presto, tipo alle nove e io, se non avevo sonno, leggevo anche fino a notte fonda. Non posso dire quale romanzo abbia più amato della Christie. Ce ne sono di bellissimi, come “Dieci piccoli indiani”, ma li amavo tutti, senza distinzione».

IL PIÙ AMATO

«C’è un libro che mi ha consigliato Paola Egonu – spiega Sarah, riferendosi alla compagna di squadra all’Imoco Volley Conegliano – In estate eravamo in camera insieme e lei era sul letto che leggeva “Sognavo l’Africa” di Kuki Gallman. Ho seguito il suo consiglio e l’ho letto anch’io. Mi ha fatto emozionare molto, ho anche pianto, devo ammetterlo. Scorrendo quelle pagine, mi sembrava di essere là, in Africa, e dentro quei magnifici paesaggi».

LEGGERE E RILEGGERE

«Sono davvero affezionata a un fumetto – va avanti la campionessa di pallavolo – Parlo di Asterix e Obelix. Mio nonno in casa, in Germania, ha tutti i libricini della serie e fin da piccolina me li ha fatti leggere. E ancora oggi, ogni volta che vedo in televisione un film con Asterix e Obelix come protagonisti, o anche soltanto un personaggio che vagamente somigli a loro, mi ricordo di quando ero bambina e di mio nonno che me li ha fatti scoprire».

L’ULTIMO LIBRO LETTO

«Ho finito da poco “Le coordinate della felicità” di Gianluca Gotto – dice Sarah – L’autore vive viaggiando e racconta di come sia riuscito a staccarsi dagli stereotipi, dalle cose che, al giorno d’oggi, facciamo un po’ tutti ma quasi per obbligo. Come ad esempio l’università e l’idea che se non ti iscrivi, non sei nessuno in questo momento. Gotto è così diventato un nomade digitale che vive viaggiando per il mondo e scopre sempre nuove cose. Mi piace molto l’idea, questo senso di libertà che caratterizza la sua esistenza. Per dire, anche a me piacerebbe farlo».

PASSIONI DA CONCILIARE

«Mi piacerebbe leggere di più di quanto in realtà riesca a fare – le parole di Sarah – Quando ero piccola, leggevo tantissimo, tutto il tempo. Ma lì non avevo ancora la pallavolo che, ovviamente, m’impegna molto. Negli ultimi anni la lettura l’ho messa, infatti, un po’ da parte, soprattutto per mancanza di tempo. Rientravo da scuola e mangiavo, poi un po’ riposo, quindi allenamento e, al ritorno, studio fino a notte fonda. Adesso che ho sostenuto finalmente la maturità e mi sono diplomata, sto cercando di recuperare la lettura, di riscoprirla, ed è una passione che mi piace sempre tanto. Molto più di un film, ad esempio. Anche solo mettermi lì ad accendere la tv, mi annoia. I libri mi permettono di viaggiare con la mente, di andare dove voglio, di immaginarmi i personaggi. È vero, c’è sempre una descrizione anche nel libro, ma alla fine sono libera di immaginarmi quel che mi pare. Alla tv il personaggio è quello e basta. I libri rendono più liberi». —

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