Volterra delusa, ma vuole ripartire Giani: «Sarà la capitale toscana»

VOLTERRA. Vince Procida, Volterra si lecca le ferite. Ma vuol già ripartire. E, secondo quanto si dice, sarebbe andata anche vicina al successo se è vero che, dopo lunghe discussioni, la commissione giudicatrice dei progetti abbia proposto al ministro Dario Franceschini di scegliere più vincitori. Una mini-lista con dentro la città dell’alabastro, ma che avrebbe comportato uno stravolgimento impossibile da attuare.

Dietrologia che non cambia il risultato. E anche i piani di Palazzo dei Priori (sede del Comune volterrano) dove s’intende comunque realizzare gran parte degli eventi del dossier.


Determinante sarà il ruolo della Regione, il cui presidente Eugenio Giani sarà a Volterra venerdì per firmare il protocollo d’intesa col sindaco Giacomo Santi e dare avvio a un’operazione di ricerca di finanziamenti proprio con l’obiettivo di dare seguito al lavoro svolto per la candidatura a Capitale italiana della cultura 2022. Giani, in realtà, ha già fatto un passo importante.

«Da anni penso che la nostra regione abbia bisogno di istituire il titolo di città toscana della cultura – spiega il presidente – Nel 1986 ho vissuto da 27enne segretario cittadino del Partito socialista italiano la vittoria del titolo europeo di Firenze con 200 eventi in un anno e una scia di effetti benefici durata anni a vantaggio di cittadini e forze economiche locali. Volterra ha superato il giudizio della commissione ministeriale e acquisisce il titolo per il 2022. Dall’anno successivo istituiremo un iter ufficiale per assegnarlo ogni anno».

Tutto molto bello, ma essere Capitale della cultura significa anche godere di investimenti in grado di realizzare i progetti e lanciare lo sviluppo di un territorio. Per la competizione nazionale, dallo Stato arriva un milione di euro oltre a finanziamenti privati.

L’idea di Giani è creare un’associazione d’impresa con dentro anche enti pubblici per reperire finanziamenti.

Un meccanismo tutto da costruire per la Toscana e, in questo caso, per Volterra il cui budget ipotizzato in caso di vittoria per mettere in pratica gli eventi inseriti nel dossier era tra i quattro e i cinque milioni di euro. Secondo il direttore della candidatura, Paolo Verri, «una stima realistica di quanto avremo bisogno per creare gli appuntamenti del programma e promuoverli si aggira sui due milioni».

«Con Giani parleremo di come muoverci per arrivare a poter proseguire il lavoro fatto negli ultimi mesi», sottolinea il sindaco Santi, aggiungendo: «Abbiamo dimostrato che anche un piccolo centro come Volterra può pensare in grande. Il riconoscimento a Procida è significativo perché riscopre località che riservano grandi ricchezze pur in posizioni periferiche o con numeri di abitanti ridotti».

Tutto questo impegno non dovrebbe andare sprecato. Anche perché gli appuntamenti sono notevoli. A fine anno è prevista la mostra per i 500 anni della Deposizione di Rosso Fiorentino, custodita alla pinacoteca volterrana. Nel 2023 si festeggeranno con un grande evento i 50 anni di Volterra 1973, la manifestazione con artisti contemporanei che fece scuola in quel periodo. In mezzo, una mostra sugli Etruschi e tre collezioni di oggetti in alabastro della designer di fama internazionale Luisa Bocchietto per risollevare le sorti dell’attività artigianale più famosa da queste parti. —

Andreas Quirici

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