Case popolari, assolti dirigente e funzionaria del Comune di Viareggio

Vincenzo Strippoli e Antonella Fruster erano accusati di presunti favoritismi nelle graduatorie. Per il giudice non si va neanche a processo: «Già chiarita la loro correttezza»

VIAREGGIO. Si sgonfia del tutto l’inchiesta sulle case popolari che aveva portato all’imputazione del dirigente comunale Vincenzo Strippoli e dell’ex funzionaria Antonella Frusteri. Il giudice del tribunale di Lucca Antonia Aracri ha deciso di prosciogliere entrambi dall’accusa di presunti favoritismi nelle graduatorie delle case Erp: non si va neppure a processo, perché nel corso dell’udienza preliminare il giudice ha ritenuto che fosse stato chiarito ogni aspetto della vicenda e che nessuna regola, in realtà, è stata violata.

Si chiude, così, un capitolo aperto da un’indagine della Guardia di finanza su mandato della Procura che aveva messo nel mirino Strippoli, oggi dirigente dell’area Servizi alla persona ma all’epoca responsabile dell’ufficio casa del Comune, per presunte violazioni tra l’aprile del 2014 e il febbraio del 2017. Frusteri, oggi in pensione, è stata indagata come funzionaria dell’ufficio casa per il periodo tra il settembre del 2015 e il novembre del 2016. Ad entrambi veniva contestato l’abuso d’ufficio.


Secondo le Fiamme gialle, l’ufficio casa del Comune aveva favorito alcuni richiedenti di alloggi popolari a scapito di altri. L’indagine aveva avuto un primo stop quando era stato deciso il rinvio a giudizio senza passare dall’udienza preliminare. Un errore che, su segnalazione degli avvocati difensori, era stato corretto dal tribunale. Che aveva rimandato tutto l’incartamento appunto all’udienza preliminare.

Qui il giudice Aracri, oltre a valutare gli elementi dell’inchiesta, ha sentito la funzionaria Frusteri. Anche Strippoli si era reso disponibile ad essere ascoltato, ma il giudice non lo ha ritenuto necessario.

Alla fine il giudice Aracri ha deciso il non luogo a procedere e ha pronunciato una sentenza di assoluzione piena. Saranno le motivazioni a chiarire le valutazioni fatte dal magistrato, ma è evidente che è stato deciso che non c’era bisogno del processo per stabilire la correttezza dell’operato di Strippoli e Frusteri.

A difendere Strippoli era l’avvocato Emilio Soppelsa, mentre Frusteri era tutelata dagli avvocati Francesco Frati e Alice Nocchi.

«I nostri assistiti – dice l’avvocato Soppelsa – sono ovviamente molto soddisfatti del pronunciamento del giudice, che ha affermato la loro correttezza nella gestione dell’ufficio casa senza che ci fosse bisogno di andare a processo. Riteniamo, perciò, chiarita definitivamente la loro innocenza». —

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