Da Turati a Bordiga, le immagini ritrovate del Congresso di Livorno del 1921

I lavori del XVII Congresso dell’Internazionale socialista a Livorno nel gennaio 1921. I delegati davanti al teatro prima del Congresso

I filmati dei giorni della scissione fra socialisti e comunisti restaurati dalla Cineteca di Bologna e on line da lunedì

BOLOGNA. Cento anni fa nasceva il Partito comunista d’Italia: per l’occasione la Cineteca di Bologna restaura e mette online uno straordinario documento d’epoca, cronaca viva dei giorni del gennaio 1921 in cui si svolse a Livorno il XVII Congresso del Partito socialista, che si concluse appunto con la scissione dei comunisti.

“Uomini e voci del Congresso socialista di Livorno”, custodito dalla Cineteca di Bologna grazie alla copia depositata dalla documentarista Cecilia Mangini e restaurato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata con le musiche di Daniele Furlati, sarà online da lunedì prossimo (18 gennaio) sulla piattaforma “Il Cinema Ritrovato fuori sala”, presentato dal regista livornese Paolo Virzì, dal professor Paolo Capuzzo, direttore del Dipartimento di Storia dell’Università di Bologna, e dal direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli. Il film sarà disponibile fino al 17 febbraio, assieme agli altri titoli della piattaforma “Il Cinema Ritrovato fuori sala”, progetto realizzato dalla Cineteca di Bologna per la visione online – in collaborazione con MYmovies – di classici restaurati e rarità dalla storia del cinema, con un programma che si rinnova ogni 30 giorni.


«Il film sul Congresso di Livorno, in due bobine, girato in 35 millimetri, della durata complessiva di 30 minuti, non ha indicazioni né sulla produzione, né su chi lo abbia diretto e non ebbe mai un visto di censura – spiega Farinelli – Pur essendo un documentario, è un vero esperimento, perché cerca di offrire il ventaglio delle molte posizioni e delle importanti personalità che animavano quelle giornate, pur non avendo a disposizione il sonoro, ma solo didascalie, e una pellicola poco sensibile, che rendeva quasi impossibili le riprese all’interno del teatro Goldoni. Sfilano i rappresentanti dell’Internazionale socialista, Turati e Terracini, Bordiga e Bombacci, Argentina Altobelli e Francesco Misiano, che scappato in Urss diede vita alla casa di produzione Mezrapom, per un decennio lo studio più innovativo del cinema sovietico. Per sintetizzare i lavori del congresso – dice ancora Farinelli – spesso l’autore fa ricorso al linguaggio simbolico delle immagini, come il mare in tempesta o parti animate, e il racconto di quelle giornate che dovevano decidere il futuro dell’Italia si chiude, senza chiarire gli esiti del Congresso e l’avvenuta scissione, su una bandiera rossa e sulla speranza di un futuro radioso. Alle elezioni del 16 novembre 1919 il Partito socialista era stato il partito più votato, con il 32% dei voti e 156 seggi, a quelle del 15 maggio ottenne il 24% dei voti e 123 seggi, il Partito comunista d’Italia il 4% e 15 parlamentari. Il vento era girato, la marcia su Roma era ormai alle porte». —