Il Maggio va in scena anche a platea vuota fra opere liriche e la grande classica

Una scena di “Linda di Chamounix” di Donizetti da venerdì sul sito del Maggio per un mese

La nuova produzione “Linda di Chamounix” di Donizetti allestita domenica e da venerdì visibile sul sito del teatro

FIRENZE. In occasione del prossimo Dpcm, il 16 gennaio, si parlerà di musei e sale di spettacolo che, contagi permettendo, potrebbero riaprire con tutti i dispositivi e le cautele che conosciamo. Ma se per i cinema qualche seppur flebile spiraglio potrebbe aprirsi, non c’è niente da fare per i teatri. Destinati chissà ancora per quanto a tenere le luci spente e le porte sbarrate. In questa plumbea atmosfera il Maggio fiorentino persegue una strategia che cerca di opporsi all’oscuramento, consapevole che prima o poi, per dirla con Eduardo, “adda passà a’nuttata”. In altre parole non facciamo come se nulla fosse, la sala vuota mentre lo spettacolo va “regolarmente” in scena ha un che di paradossale, non sappiamo quanto digeribile per gli interpreti, ma pure non tiriamo i remi in barca, c’è un stagione da portare a termine, lo streaming non è la soluzione ma uno strumento di visibilità portentoso, la città deve sapere che si ci siamo e lavoriamo.

«Anche se il pubblico non può vederci tutti i giorni, la macchina del Maggio corre lo stesso per trovarci pronti quando finalmente potremo riaprire», dice il sovrintendente Alexander Pereira. Testimoni di questa attività che non si muove al ribasso ma tiene alta qualità e professionalità, sono i critici e giornalisti invitati ad assistere dal vivo agli allestimenti in cartellone, appurata in diretta, subito prima dell’inizio dello spettacolo, la propria negatività a seguito del test sierologico. Così è stato a dicembre per l’Otello verdiano diretto da Zubin Mehta, così è stato domenica per “Linda di Chamounix” di Donizetti, che dopo da venerdì 15 sarà disponibile sul sito del Maggio per un mese.


L’opera di Donizetti, non un dramma ma una commedia sentimentale dai risvolti favolistici, salutata trionfalmente a Vienna nel 1842, approda al Maggio per la prima volta (a Firenze si era vista alla Pergola nel 1910) impaginata dalla regia soffice e raffinata con echi contemporanei di Cesare Lievi (anche lui debuttante di lusso al Maggio), sul podio convincente Michele Gamba, protagonista assoluta nel ruolo del titolo una superba Jessica Pratt. Scene e costumi Luigi Perego, luci Luigi Saccomandi.

Fedele alla linea intrapresa, Pereira conferma i titoli in cartellone, naturalmente via streaming: il 29 gennaio la bacchetta di Lahav Shani, che succede a Mehta alla testa della Israel Philharmonic Orchestra, guida complessi del Maggio fra Carl Maria von Weber e Schumann. «Shani è uno dei più promettenti direttori, abbiamo già avuto Klaus Makela e Lorenzo Viotti ed è mia intenzione quella di portare i giovani e più promettenti direttori sul podio del Maggio, così presto avremo anche Joana Mallwitz che ha appena diretto con grande successo a Salisburgo e recupereremo anche il concerto diretto da Lorenza Borrani», assicura il sovrintendente. Poi il 2 febbraio sarà il maestro indiano a dirigere pagine di Haydn, Schubert e Liszt. Il Maggio sta lavorando ad altri due progetti per portare a termine, come da calendario, le nuove produzioni di “Rigoletto” e di “Così fan tutte”. Le prove dei due spettacoli procederanno fino alla generale per poi poter trasmettere in streaming una recita: per Verdi (direttore Riccardo Frizza e regia di Davide Livermore) l’appuntamento è per il 23 febbraio; mentre per Mozart (direttore Zubin Mehta e regia di Sven-Erich Bechtolf) si pensa di diffonderlo on line il 28 marzo. —

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