«Da lì posso vedere il mare» In vendita la villa di Puccini che fa gola a molti stranieri

È la dimora di Chiatri dove il Maestro compose “La Fanciulla del West” Sono 1.860 metri quadrati, più altri tre annessi e diciotto ettari di terreno

Luca Cinotti

lucca. È in queste stanze, sulle alture che dividono Lucca dalla Versilia, con lo sguardo che può spaziare dal lago di Massaciuccoli al mare, che Giacomo Puccini lavorò al primo atto di Fanciulla del West. Nel silenzio della sua amata casa fatta costruire nella minuscola frazione di Chiatri. Una casa – anzi, una villa – che ora è stata messa in vendita dall’attuale proprietario, l’avvocato milanese Lionel Ceresi.


Non è la prima volta che villa Puccini finisce sul mercato. Cinque anni fa ci provò Sotheby’s a trovare un nuovo proprietario, senza riuscirci. Oggi questo compito tocca, in esclusiva, all’agenzia Serimm – Frank Knight di Lucca e al suo titolare Alessandro Deghè. La trattativa è classificata come “riservata”, quindi di cifre esplicite non si parla. Si tratta comunque di un affare a sei zeri, in una forbice tra i 5 e i 10 milioni di euro.

Villa amatissima da Puccini, quella di Chiatri. E anche unica fra le abitazioni del Maestro a essere rimasta in mano di privati. Il compositore la acquistò a fine Ottocento, capitalizzando i proventi di due delle sue grandi opere, Bohème e Manon Lescaut. Puccini comprò soprattutto un luogo e una posizione che gli consentisse di scorgere « la costa, da Livorno a Spezia; l'Arno e il Serchio; la Corsica, in tempo chiaro, le isole di Gorgona e Capraia, ed anche la macchia di San Rossore, Migliarino e la macchia lucchese dei Borboni».

Fece demolire l’edificio presente per sostituirlo con uno in neogotico toscano progettato dall’ingegnere Giuseppe Puccinelli. Un’impresa non facile, visto che alla villa si poteva arrivare con un sentiero o poco più. Tanta fatica, tanti soldi spesi per poi soggiornare sulle colline solo per brevi periodi. Anche perché l’isolamento del luogo era apprezzato dal compositore ma assai meno dalla moglie Elvira.

Fu durante una di queste vacanze, nel 1908, che Puccini compose gran parte del primo atto della Fanciulla. L’ultimo soggiorno documentato risale al 1924, circa un mese prima della morte del Maestro a Bruxelles.

La villa di Chiatri rimase in mano alla famiglia Puccini fino al 1943, quando il figlio Antonio la vendette. Una ventina di anni fa fu acquistata da Ceresi, grande appassionato di musica, che la salvò da un possibile frazionamento.

Il complesso è impegnativo, innanzitutto per le dimensioni: 1.860 metri quadrati di villa, più altri tre annessi, più 18 ettari di terreno. E importanti lavori di ristrutturazione da realizzare. A chi può interessare? Un indizio può arrivare dal portafoglio clienti dell’agenzia di Deghè: «Per il 95% si tratta di stranieri, che hanno continuato ad acquistare anche durante questo anno. Per due motivi, credo: innanzitutto grazie allo smart working i dirigenti di azienda possono lavorare a distanza. E poi, chi se lo può permettere, ha cominciato a pensare “e se torna un’altra crisi simile?”, decidendo di rallentare e godersi la famiglia in luoghi come i nostri». Appare, invece, assai più difficile la strada di un acquisto da parte di un soggetto pubblico. —

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