Chille de la Balanza lanciano la “Resilienza civile del teatro”

FIRENZE. Che fine faranno gli spettatori (già in calo) ora che i teatri sono chiusi da un anno e sulla cui riapertura nessuno è in grado di fare previsioni? Ci sarà ancora un sentire comune che lega la pattuglia di chi è disposto a uscire di casa, pagare un biglietto e poi magari restare deluso? Troppe le variabili in campo perché si possa scommettere in un verso o nell’altro. Claudio Ascoli, patron della compagnia Chille de la Balanza residente a Firenze da oltre vent’anni nell’ex-manicomio di San Salvi, fa il sofista e gioca di fino: «I Dpcm che impongono la chiusura dei teatri parlano di off limits al pubblico non agli spettatori. Tra i due termini c’è una bella differenza. E come mai in televisione vedo le platee dei vari show tutt’altro che vuote? Forse a chi vi assiste viene fatto il tampone? E allora anche noi sottoporremo i nostri spettatori al test, e lo faremo a nostre spese». Detto fatto. Quella che Ascoli chiama una «dolce provocazione» va in scena domenica 17 alle 17,30 come “Giornata di resilienza civile del teatro” quando i Chille riallestiscono per cinque spettatori il loro ultimo spettacolo “Napule ‘70”, in una edizione straordinaria. La sollecitazione di Ascoli è stata accolta con entusiasmo. «Sono più di 20mila le visualizzazioni sulla nostra pagina facebook – rivela – e oltre 400 condivisioni sono giunte un po’ da tutt’’Italia, teatri, compagnie, artisti che solidarizzano con noi, da Ascanio Celestini a André Ruth Shammah, da Roma a Trieste, da Genova a Napoli». Il meccanismo messo in piedi per selezionare i cinque fortunati è una lotteria. E la cinquina dei vincitori, assunti come “attor-spettatori” a costo zero, giovedì 14 insieme alla compagnia, saranno sottoposti al tampone.

« Cos’è “Napule 70”? Forse è più facile dire cosa non è né vuole essere – dice Ascoli – certo non è un amarcord, né un eravamo meglio noi, né una confessione-racconto. È piuttosto un incontro tra corpi di allora e di adesso, tutti positivamente infettati dall’idea di cambiare il mondo anche nell’apparente impossibilità. Alla nostra sfida hanno risposto anche gruppi di spettatori che il 17 andranno a bussare gli ingressi dei teatri chiusi». Dalla serata, in diretta streaming sulla pagina Fb dei Chille, nascerà un docufilm con regia di Marco Tricarico. Gabriele Rizza