Cassius Clay, Malcolm X e “One night in Miami” che è in odore di Oscar

Alessandra Magliaro

Dopo l’anteprima mondiale alla Mostra del cinema di Venezia e il passaggio al Festival di Toronto, arriva il 15 gennaio su Amazon Prime Video l’ottimo esordio alla regia di Regina King che secondo i rumors si guadagnerà un posto nella notte degli Oscar. “One night in Miami”, con gli applausi della critica, interpretato da Kingsley Ben-Adir, Eli Goree, Aldis Hodge e Leslie Odom Jr. racconta dell’incontro e dell’amicizia tra Malcolm X, Cassius Clay, il cantante Sam Cooke e la star del football e attore Jim Brown, che passarono un’intera notte insieme dopo l’incontro che incoronò l’allora 22enne pugile campione del mondo dei pesi massimi nel 1964.


Tratto da una pièce teatrale di grande successo, con radici nelle autobiografie dei protagonisti, la sceneggiatura di Kemp Powers è un dialogo a quattro voci sul black power, i diritti dei neri, le lotte per l’emancipazione, una dialettica fatta anche di scontri, di punti di vista diversi, ma di uguale desiderio di scardinare una volta per tutte il razzismo in cui vivevano all’epoca. La regista è la stessa che ha vinto l’Oscar come migliore attrice non protagonista in “Se la strada potesse parlare” e prima ancora in decine di interpretazioni in film e soprattutto serie tv.

Nonostante l’ambientazione nella metà anni 60, il film è quanto di più attuale si possa immaginare, per quanto traguardi come la vicepresidenza Usa di Kamala Harris possa indurre alla svolta. «È incredibile come oltre 50 anni dopo queste conversazioni tra neri – ha detto Regina King, protagonista del movimento #MeToo e attivista – siano sempre le stesse che potremmo ascoltare oggi: come essere accettati, come contare, come non avere le porte chiuse dai bianchi, come farsi rispettare, come non essere chiamati negri. La storia vera di “One night in Miami” è incredibilmente molto contemporanea. Vederla oggi, con le lotte americane del movimento Black Lives Matter, fa impressione. Le riprese sono precedenti all’omicidio di George Floyd che ha infiammato l’America, ma evidentemente quest’opera aveva dentro di sé un destino, marciava da sola e io ne sono fiera e spero con questo film di poter fare la mia parte per la mia comunità, contribuire ad un cambiamento che è ormai indispensabile».

Il film mostra Cassius Clay (Eli Goree) spavaldo sul ring, danzare come faceva lui, felice di piacere a se stesso e agli altri, vincere il 25 febbraio 1964 a Miami Beach l’incontro contro Sonny Liston, un match che è negli annali della storia della boxe. La festa dopo la vittoria è ben altro: nella stanza squallida di un motel per neri. Accanto a lui l’amico Malcolm X (Kingsley Ben-Adir) il leader della lotta afroamericana di quegli anni, suo consigliere spirituale, colui che farà di Cassius Clay Mohammed Alì. Tra loro si intromettono il cantante Sam Cooke (Leslie Odom Jr) e il giocatore Jim Brown (Aldis Hodge), molto più laici nei comportamenti, convinti che vincere il razzismo sia avere lo stesso potere dei bianchi e anche i loro stessi soldi. —