Fibonacci e la sua rivoluzione “inevitabilmente” pisana

La vita, le opere e il significato del lavoro di Leonardo Pisano nel volume dello scrittore Alessandro Canestrelli 

il libro

Igin, Andras, Ormis, Arbas e così via fino a Celentis e naturalmente Zefir, lo zero. Sono i nomi delle cifre indiane (dall’uno al nove e poi lo zero) con le quali Leonardo Pisano, il Fibonacci, inizia il suo Liber Abaci. Ma sono anche i nomi dei capitoli del volume, che torna di grande attualità in questi giorni in cui Pisa celebra il suo più grande matematico negli 850 anni dalla nascita, intitolato “Leonardo Pisano Fibonacci. Per novem Figuras Indorum” dello scrittore Alessandro Canestrelli. L’autore non è nuovo a pubblicazioni che nascono dall’intento di “illuminare” luoghi e personaggi della storia antica e recente per farli conoscere a un pubblico più vasto. Lo ha fatto con le opere dedicate alla sua terra d’origine, l’Isola d’Elba e ancora con volumi sulla storia, l’arte e il patrimonio naturalistico di Pisa e della Toscana. “Leonardo Pisano Fibonacci. Per novem Figuras Indorum” racconta in centocinquanta pagine con intento divulgativo la rivoluzione a molti (pisani compresi) ancora poco nota della quale Fibonacci fu portatore. Una rivoluzione tanto grande per l’epoca «da poter essere messa in parallelo – racconta l’autore – con quella informatica che ha caratterizzato i nostri tempi». Il libro è un viaggio nello spirito degli anni vissuto da Fibonacci, attraverso i luoghi - l’Algeria, l’Egitto, la Siria ma naturalmente e soprattutto Pisa - della formazione e della crescita del matematico. E in qualche modo è anche la dimostrazione che la rivoluzione di Fibonacci per la matematica e l’economia del suo (e del nostro) tempo sia in qualche modo “inevitabilmente” pisana: il frutto, cioè, della mente di un pensatore continuamente stimolato dalle dinamiche di una città cosmopolita, crocevia di traffici e culture, una potenza internazionale - come la si definirebbe oggi - dentro e fuori la quale il giovanissimo Fibonacci si muoveva. In questo contesto l’incontro fondamentale è quello con il mondo arabo e i numeri indo-arabi. Canestrelli ricostruisce i passaggi cruciali, della formazione prima e delle scoperte dopo, di Fibonacci. Ne segue i passi nella scrittura del Liber Abaci, racconta degli incontri che segnarono le sorti del suo lavoro, spiega il significato delle sue opere. In una parola fornisce al lettore la chiave per la comprensione di uno dei personaggi più grandi della storia di Pisa. —


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