Nella cucina a colori di Shamira Gatta bolle anche il cacciucco a vapore - Video

La foodblogger livornese aggiunge nuove ricette al suo ricco curriculum e pubblica un nuovo libro

LIVORNO. Tanti colori nel piatto, tanta fantasia. Così la foodblogger livornese Shamira Gatta ci invita ad affrontare il grigiore dell’inverno, quest’anno più cupo che mai a causa della pandemia. Shamira è ottimista, allegra, piena di inventiva e lo dimostra anche nel nuovo libro edito da Giunti: “La cucina al vapore” ovvero “I segreti per preparare piatti leggeri e ricchi di gusto” (pag. 187, euro 19,50). Ha già pubblicato libri come “Alchimie in cucina-Ingredienti, tecniche e trucchi per piatti che sembrano magie” sulla cucina molecolare di cui è grande appassionata, o “La cucina senza- glutine, latte, uova, carne, sale, zucchero e nichel”, ma questo nuovo libro sembra proprio fatto apposta per farci superare con delicatezza questi momenti tristi.

Nella cucina di Shamira Gatta bolle anche il cacciucco a vapore



Cucina sana quella a vapore, come sanno bene gli orientali che da sempre la praticano, ma non solo. Con i consigli di Shamira i fornelli di casa possono trasformarsi in una palestra di creatività. Nella prima parte del libro lei ci spiega le regole per la cucina a vapore, ci dice tutto sugli utensili da usare, che sono semplicissimi, ci svela un po’ di trucchi per rendere i cibi più saporiti e poi via con le ricette. E si va dai ravioli cinesi – lei li fa a forma di pesce con ripieno di gamberoni – al burger di manzo con bacon e cipolle. Ma c’è pure il paté toscano e il cartoccio di pesce misto alla vaniglia e tra i dolci spunta un piccolo pandoro. L’ultima parte è dedicata alla cucina creativa e qui un posto d’onore lo merita un piatto che lei ha chiamato “Volevo esse un cacciucco al vapore” versione tutta salute e raffinatezza del celebre piatto livornese. Shamira che adora i gatti – non poteva essere altrimenti dato il cognome, ne ha cinque – è una che ama viaggiare e assaggiare: i suoi diari di viaggio hanno una grande parte nel suo blog Lovely Cake, ma anche il suo gruppo su Facebook in collaborazione con Andrea Montanari (CMDI Cucina molecolare design e innovazione) va alla grande, ad oggi ha 21.400 membri.

Ora anche lei dovrà fermarsi. Fino ad ora dove era arrivata ad esplorare?

«Avevo cominciato dall’Istria, la mia famiglia viene da lì e stava nascendo un progetto abbastanza importante, ma ora si è fermato tutto. Purtroppo quest’inverno ci sarà da stare in casa parecchio. Già nel precedente lockdown stando in casa con mia figlia Keira Yamila mi sono messa a cucinare e sono nate tante ricette».

Che criterio ha usato per il suo nuovo libro?

«Erano anni che cucinavo a vapore, piatti semplici e veloci, dove le verdure mantenevano colori più brillanti e i sapori rimanevano integri. Il pesce al vapore ad esempio non ha quasi bisogno di condimenti e per fare un budino al vapore bastano solo 5 minuti di cottura. Nel libro ci sono ricette più tranquille, alla portata di tutti, ma c’è anche una parte gourmet che riguarda piatti più impegnativi come gli gnocchi tartufo e zafferano ripieni di stracciatella su fonduta di parmigiano».

E il cacciucco a vapore come si prepara?

«Si cuociono a vapore pesci e salsa separatamente poi si assemblano. La salsa è preparata come una passata con i pomodori a cui viene incisa la buccia e messi nel cestello con la salvia, così si spellano molto facilmente e alla fine vengono frullati e conditi con l’olio. Metto l’aglio sul pane bruschettato e spolvero il tutto con un po’ di salvia essiccata».

Ci sono piatti dall’Istria nel libro?

«Il baccalà mantecato con salvia secca, come fanno a Cherso dove la salvia cresce spontanea e gli gnocchi di susini, un dessert fatto da tante palline al cui interno c’è un composto di susine e zucchero». Che cosa ha interrotto lo stop dovuto alla pandemia? «I corsi che tenevo a Firenze da Eataly nella sede di via de’ Martelli, ma spero di riprenderli presto. Li tengo con grande piacere, così come quelli al Cordon Bleu scuola di alta cucina sempre a Firenze».

Da chi ha imparato?

«Da sola in casa, ma lavorare accanto a chef stellati mi è servito per crescere. Ho imparato tantissimo da professionisti come Wicky Pryan o Viviana Varese a Milano, ma anche da Errico Recanati nelle Marche specializzato nella cucina alla brace». —


 

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