Agli Uffizi il capolavoro di Joseph Wright of Derby

In trasferta dalla National Gallery di Londra resterà fino al 24 gennaio Fa parte di un circuito che lega l’arte alla scienza

FIRENZE

Che fine farà quel povero pappagallino che fa da cavia alle sperimentazioni sul vuoto d'aria tramite pompa pneumatica messe a punto nel Seicento dal chimico, fisico e naturalista irlandese Robert Boyle?


Ce lo chiediamo ora che la coscienza animalista è ampiamente diffusa ma se lo chiedevano anche i protagonisti del quadro che raccontava l'evento, dipinto nel 1768 da Joseph Wright of Derby. Un timore palpabile sonda dai loro volti, spaventati e incuriositi, appena rischiarati dalla luce della lanterna e dal flebile chiarore della luna.

In trasferta dalla National Gallery di Londra, da cui si allontana molto raramente, il capolavoro di Joseph Wright sbarca per la prima volta in Italia, agli Uffizi, dove resterà fino al 24 gennaio, al centro di un circuito fra arte e scienza curato da Alessandra Griffo. Che osserva: «Proprio le reazioni umane nei confronti della ricerca scientifica sono il tema portante di quest'opera, che per l’occasione diventa anche simbolo dei legami culturali tra Londra e Firenze nel segno della storia, dell'arte e della natura. Tra gli spettatori meravigliati deve essere incluso anche chi osserva il quadro; le dimensioni dei personaggi, della strumentazione e degli stessi spazi, creano infatti la finzione di una stanza nella stanza, con un effetto realistico potenziato dalla qualità pittorica nitida, minuziosa, dettagliatissima. Proprio così. Siamo anche noi partecipi di una esperienza che all'epoca veniva proposta con fini divulgativi e didattici nelle sedi più disparate. Lo stesso accadeva anche a Firenze, dove prima a Palazzo Pitti per i propri figli, poi per un pubblico più ampio nel neonato Museo di fisica e storia naturale della Specola, il granduca Pietro Leopoldo commissionava analoghi esprimenti e laboratori dimostrativi che introducevano alla conoscenza delle principali leggi della chimica e della fisica. Le strumentazioni utilizzate, simili a quella riprodotta nel quadro londinese, sono in seguito confluite nel Museo Galileo, dove sono tuttora custodite.

L’Esperimento di Wright of Derby raffigura una riunione in una casa di campagna davanti a un campionario di tipi umani diversi che permette all’artista di raffigurare le espressioni con una teatralità rafforzata dai contrasti di luce ed ombra, e dall'abbigliamento da illusionista dell’uomo al centro: è lui che, girando la chiavetta ed eliminando l'aria dalla campana, può decretare la morte del volatile: un pappagallino bianco (al posto del consueto canarino) che rende ancora più drammatico il contrasto tra il candore delle piume e l’oscurità intorno. Gli fanno cornice il “San Girolamo con due angeli” di Bartolomeo Cavarozzi del 1617 e il disegno di Enea Vico, “L’Accademia di Baccio Bandinelli” del 1560. —

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