Una Butterfly ecologista e in difesa di tutte le donne

Un piccolo bosco in scena: le prove della Madama Butterfly con la regia di Manu Lilli

«Non avere più passioni provoca disorientamento - così esordisce il maestro Giorgio Battistelli, direttore del Festival Puccini alla presentazione di Madama Butterfly in scena nella 66a edizione del Festival domani, sabato 08, e il 21 agosto - Una società senza passione è più facile da controllare e l’arte è in grado di accenderla una passione». L’incontro con il cast è avvenuto a bordo del battello Airone sul lago di Massaciuccoli «per entrare in sintonia- dice Battistelli- con il messaggio che il Festival Puccini, grazie alla lettura della regista fiorentina Manu Lalli, lancia con questo spettacolo». Un messaggio forte a difesa dell’ambiente, per lei ecologista convinta. Per questo il tema ambientale sarà protagonista insieme a Cio Cio San interpretata da Shoko Okada, Suzuki da Annunziata Vestri, Pinkerton da Raffaele Abete, Sharpless da Alessandro Luongo. «L’arte ci aiuta a vedere le cose da vicino e la Butterfly è un’opera che ben si presta ad essere letta attraverso le lenti del tema più urgente di tutti, quello della natura», sostiene Manu Lilli. Come Pinkerton penetra con la sua nave cannoniera il fiordo che lo condurrà al porto di Nagasaki violando una natura rigogliosa, nello stesso modo possederà Cio Cio San. «La natura -continua la regista- la si può possedere senza conoscerla, ma non ci può essere amore senza conoscenza. Tutte le donne in palcoscenico saranno come Butterfly, all’inizio indosseranno abiti rossi, come la passione, la femminilità travolgente, ma alla fine si denuderanno dell’eros e vestiranno il bianco, colore del lutto in Giappone». Lilli firma oltre alla regia anche costumi e scene e racconta che a ispirarla nella messa in scena sia stata la frase di Madame Chrysanthème nel romanzo di Pierre Loti: «una casa all’ombra, in mezzo a giardini verdi, si, sarà sopra un ampio bosco e si aprirà davanti a noi come uno squarcio incantato per lasciarci penetrare fin dentro il suo cuore». E la natura sarà anche fisicamente sul palcoscenico: «Ho noleggiato da un vivaio pistoiese alberi e piante per creare una sorta di anfiteatro verde, che rimandasse all’idea del bosco che si ritrova nel libro di Loti, betulle, querce, bossi e molte altre lasceranno il posto nel secondo atto a piante secche e scheletriche una su tutte il grande albero bianco e spoglio da cui Butterfly prende il pugnale con il quale si ucciderà. La natura, come Butterfly, può morire se non ne avremo cura». Una Butterfly in difesa della natura e delle donne che simbolicamente muoiono tutte insieme a Cio Cio San. L’opera vede anche il debutto del giovane direttore Enrico Calesso confermato anche alla guida del Mainfranken Theater e dell’Orchestra Filarmonica di Würzburg.