Bellezza, suoni, profumi e storie: l’Arcipelago toscano come un romanzo

La copertina del libro di Elisabetta Arrighi, un meraviglioso scorcio dell’isola d’Elba e la magia di Capraia

Il libro di Elisabetta Arrighi sabato in abbinamento con “Il Tirreno”: foto mai viste e curiosità dentro e fuori dal mare

Il mare, d’estate, è una tavolozza di sfumature dal turchese al blu profondo. E il mare della Toscana è capace di offrire tante meraviglie: dalla danza delle stenelle a quella delle balene, fino al musetto curioso della foca monaca ritornata sulle coste di Capraia. Siamo nel cuore del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, in mezzo al Santuario dei Cetacei, circondati da isole e isolotti che raccontano una lunga storia geologica e umana. Sette isole e tante cose da scoprire seguendo un itinerario che partendo da Gorgona, ci porta scendendo verso sud a Capraia, all’Elba, a Montecriso, Pianosa, Giglio e Giannutri. Nel volume “Isole toscane”, pubblicato da Editoriale Programma e abbinato al “Tirreno” (a partire da sabato al prezzo di 9.90), queste “terre emerse” diventano protagoniste assolute, grazie anche ad alcune “guide” di eccezione intervistate dall’autrice, la giornalista Elisabetta Arrighi.

Il libro è illustrato da cartine geografiche e da numerose e bellissime immagini. Fra queste sono da segnalare le fotografie dell’’Elba scattate da Roberto Ridi/ VisitElba.info, e quelle di Gorgona di cui è autore il naturalista Angiolo Naldi. Le immagini di Pianosa sono invece della fotografa livornese Biancamaria Monticelli che è riuscita a cogliere l’essenza e l’anima solitaria dell’ex isola del Diavolo. Monticelli è autrice anche di alcuni scatti di Capraia, del Giglio (la tragedia della “Costa Concordia”) e della foto di copertina del volume.


«Amo il mare e questa full immersion nell’Arcipelago Toscano - sottolinea Elisabetta Arrighi - è stata per me molto emozionante. Un viaggio a ritroso nel tempo, fino agli anni in cui ho cominciato a frequentare le nostre isole prima per piacere personale e poi per lavoro. Ho così cercato di raccontarle partendo dalla loro origine, ma soprattutto focalizzandomi su quanto paesi, piccoli borghi, fortezze, fari, biblioteche, archivi, possono raccontare, aprendo al lettore, ma soprattutto al turista, un mondo fantastico tutto da scoprire passo dopo passo, profumo dopo profumo».

Eccoli, i profumi. A Franca Zanichelli, ex direttore del parco, Elisabetta Arrighi ha infatti chiesto di raccontare le isole toscane proprio attraverso i loro odori, quelli della macchia mediterranea, della vegetazione della gariga e delle dune, e quelli delle rocce residuo di cataclismi che hanno attraversato le ere geologiche. C’è poi la guida ambientale Marina Aldi che ha descritto con il cuore la sua isola, il Giglio, e la vicina Giannutri, tra fioriture primaverili e raccolta autunnale di bacche, mentre nelle cantine gigliesi si spandono i profumi della vendemmia di Ansonica. Ed ecco allora un itinerario, legato proprio alle vigne e alle eccellenze isolane, fra Aleatico e Vermentino: l’autrice ne parla con Paolo Valdastri, esperto di turismo ed enogastronomia, già direttore delle strade del vino a Bolgheri. Arrighi ha poi incontrato Angiolo Naldi, super esperto di Gorgona e Capraia. Mentre Umberto Mazzantini, storico esponente di Legambiente, racconta la “sua” Elba, con un focus particolare su quella meraviglia rappresentata dal Santuario delle farfalle. Non manca neppure un itinerario alla scoperta dell’Arcipelago in barca a vela: i consigli sono di Andrea Marini, velista livornese che da alcuni anni ha intrapreso il giro del mondo con la sua barca “Naso Blu”.

Il sottotitolo di “Isole toscane" è “Guida alle sette perle dell’Arcipelago”: nelle quasi 200 pagine viene sviluppato un racconto corale che va ben oltre la semplice guida. Nelle pagine si raccontano infatti la storia di ogni isola, lo sviluppo della presenza umana, la fatica della sopravvivenza, le incursioni piratesche, i Medici e l’utopia cosimiana di Cosmopoli (Portoferraio), per arrivare all’Unità d’Italia e ai nostri tempi. Un posto di rilievo nel volume è rappresentato dalle miniere di Calamita (Capoliveri) e di Rio Marina. Il ferro, nei secoli, ha caratterizzato profondamente la storia della parte orientale dell’Elba, dove il terreno mescola una tavolozza di colori, e dove i “cantieri” raccontano la durezza del lavoro dei minatori, prima dello stop definitivo all’estrazione avvenuto all’inizio degli anni Ottanta del Novecento.

“Isole toscane” non dimentica i fondali, dove i relitti parlano di naufragi e di dolore, racchiudendo anche tanti misteri. E poi ci sono anche le storie di amore e fantasmi, come quella dell’Innamorata a Capoliveri, dove ogni anno si svolge la disfida della ciarpa; oppure quella (reale), fra Ottocento e Novecento, di Gualtiero e Marietta sull’isola di Giannutri. E poi ci sono tante curiosità: dalle grandi fioriture fucsia del fico degli Ottentotti all’Elba e al Giglio fino ai ranuncoli d’acqua che in primavera ricoprono lo Stagnone a Capraia, dalle eccellenze artigianali (come gli orologi Locman progettati a Marina di Campo e le collezioni di profumo Acqua dell’Elba che nascono a Marciana Marina) alle grandi etichette di vino, dagli itinerari nell’Elba che trae origine dalla Corsica ai misteri di Montecristo (con la leggenda di San Mamiliano). Per parlare infine delle isole carcere. A nord c’è Gorgona che continua ad ospitare una colonia penale agricola dove da alcuni anni è in corso un progetto sociale insieme a Frescobaldi per la produzione di vino mentre a sud dell’Elba c’è Pianosa, ormai ex isola-carcere, che racchiude dentro di sé tante storie. Da non dimenticare, infine, un itinerario alla scoperta dell’Arcipelago in barca a vela: i consigli sono di Andrea Marini, velista livornese che da alcuni anni ha intrapreso il giro del mondo con la sua barca “Naso Blu”.