Da Michelangelo a Pontormo, i capolavori degli Uffizi per la supermostra su Dante

Il ritratto di Dante realizzato da Andrea del Castagno

Uscire dall'emergenza sanitaria ancora in corso nel nome di Dante può essere un segnale di ripresa e rilancio culturale per il nostro Paese. Dante, patrimonio dell'umanità, si appresta a celebrare i 700 anni dalla morte che cadono il prossimo anno. Il Ministero ha istituito una apposita commissione col compito di organizzare iniziative in tutta Italia, con naturali epicentri Firenze, la città in cui nacque nel 1265, e Ravenna dove morì nel 1321 e dove sono conservate le sue spoglie. Fra i primi progetti varati gli Uffizi lanciano “Dante.

La visione dell’arte”, la mostra che il 12 marzo 2021 si apre a Forlì, nei Musei San Domenico (fino al 4 luglio), realizzata insieme alla Fondazione Cassa dei Risparmi della città romagnola, con la cura di Antonio Paolucci e Fernando Mazzocca. «La scelta di Forlì – spiega il direttore degli Uffizi Eike Schmidt - fa parte di una strategia complessiva di valorizzazione di un luogo e di un territorio che non costituisce solo un ponte naturale tra Toscana ed Emilia Romagna, ma intende anche sottolinearne l'identità dantesca, perchè a Forlì il poeta trovò rifugio, lasciata Arezzo, nell’autunno del 1302, rimanendo per oltre un anno presso gli Ordelaffi, signori ghibellini della città.

Con questa mostra vogliamo creare un momento di riflessione complessivo sulla figura di Dante e sul suo immenso lascito, in un rispecchiamento tra linguaggio dell’arte e figura letteraria». Per Forlì partiranno il ritratto dell’Alighieri e quello di Farinata degli Uberti di Andrea del Castagno (di solito non visibili in Galleria poiché si trovano nella chiesa di San Pier Scheraggio), un altro ritratto di Dante dipinto da Cristofano dell’Altissimo, la “Cacciata dal Paradiso terrestre” di Pontormo, un foglio di Michelangelo che ritrae un dannato all’Inferno, oltre a una scelta di disegni eseguiti da Federico Zuccari per l’edizione cinquecentesca illustrata della Divina Commedia. E poi i personaggi: un busto marmoreo di Virgilio, dello scultore Carlo Albacini, per finire con una delle più recenti acquisizioni della Galleria, la tela del protoromantico toscano Nicola Monti intitolata “Francesca da Rimini all’Inferno”.