Schietti e succulenti: ecco i primi porcini d’Amiata scovati da esperti e... ciclisti

Giovanna Fazzi e il marito Franco, celebri fungaioli, fanno incetta di primizie. Maurizio Bianchini, biker, li trova dalla bici

MONTE AMIATA. Misteriosi, profumati, succulenti e principi delle tavole. Nonostante il periodo sia stato particolarmente siccitoso, fino a qualche giorno fa, i funghi dell’Amiata cominciano a occhieggiare, ma si concedono solo ai più esperti o a qualche fortunato.

I metodi per la cerca sono vari: chi va a piedi e gira ampie zone, chi va diritto alle sue note porcinaie. Ma c’è chi preferisce addirittura cercarli dal sellino della bici.


I coniugi Fazzi, grandi fungaioli

Fra le prime a portarne a casa un cestino, è stata Giovanna Fazzi di Castel del Piano, storica cercatrice anche se, dice, «mio marito Franco, lui sì che è un fungaiolo vero, che si alza anche alle 5 per andare a porcini e torna sempre con la cesta piena». E già da qualche giorno Giovanna e Franco sono andati a cercar funghi. Ognuno per proprio conto, però, perché «ciascuno ha le sue porcinaie e siamo gelosissimi anche fra di noi. Lui le sue non me le vuole dire e allora nemmeno io. Ma riconosco che il fungaiolo vero è lui. Quando lavorava ancora era capacissimo di prendere le ferie se sapeva che ci sarebbe stata la fungata».

I porcini trovati dalla signora Fazzi

Sono trent’anni che la coppia, che vive a Tepolini di Castel del Piano, è rinomata per trovare porcini, un’attività che i due hanno cominciato fin da ragazzini. «Io – racconta Giovanna – andavo a cercar funghi con mia nonna. Si partiva a buio, con la lampadina, e si risaliva a piedi la montagna dai Tepolini alla Croce. Oggi non ce la farei più, ma in quel modo ho imparato tantissime porcinaie. Tornavamo a casa coi panieri pieni ed era una bellezza. Adesso non ce ne sono tanti come una volta e non ho più la forza di allora, ma me la cavo». Quelli trovati alcuni giorni fa da Giovanna e da Franco a Castel del Piano si chiamano “castagnicci”, un porcino che all’inizio è molto chiaro e diventa marroncino col tempo. «Si tratta – spiega l’esperto micologo Giorgio Bonelli, a lungo presidente dell’associazione micologica Monte Amiata – del boletus aestivalis che una volta era denominato reticulatus. Ma noi, a Castel del Piano, lo chiamiamo castagniccio, ad Arcidosso lo chiamano giugnolo, a Santa Fiora fungo di primavera e ad Abbadia biancarellu. Tanti nomi per uno stesso fungo che esce verso maggio spesso nello stesso periodo del porcino rosso che cresce fra i sassi e torna in autunno. Il porcino rosso è l’ultimo fungo della stagione e non è raro trovarlo anche sotto la neve».

Giovanna Fazzi


Se tutto andrà bene, quest’anno i funghi potrebbero tornare, dopo la pessima performance del 2019. «L’anno passato fu un mezzo disastro – dice Giovanna – per un clima poco piovoso, la tramontana e altre cause che ci fecero penare parecchio. Quest’anno questi primi esemplari parrebbero non male e lasciano ben sperare per l’estate e l’autunno». «D’estate si aspetta il nostro settembrino – chiosa Bonelli – quello che ad Abbadia chiamano montagnolu, e che spunta ad agosto e settembre».

Andar per funghi dalla mountain bike


Ma Giovanna e Franco non sono gli unici fungaioli ad aver trovato precocemente i castagnicci. Anche Maurizio Bianchini di Arcidosso, conosciuto come “Pantani” per la sua passione della bicicletta, proprio andando a fare il suo classico giro alle Piane, una lunga striscia di castagneto che collega Castel del Piano ad Arcidosso, ha avvistato, l’altro giorno, due funghi fra il muschio sotto ai castagni: «Erano due porcini giugnoli. Sono sceso e li ho fotografati – racconta –. Gli ho messo accanto la mascherina per mostrare che erano proprio di quest’anno, al tempo del coronavirus. Ma anche giovedì ne ho trovati altri, sempre nei castagni sopra Arcidosso. Io vado in mountain bike, che è la mia grande passione, per i sentieri e i prati dell’Amiata e così cerco funghi. Spesso ne avvisto qualcuno. Ed è un momento straordinario».


Maurizio Bianchini di Arcidosso