Dalla Corsica scatta una foto... alla Torre di Pisa. Mangiavacca: «Ecco come ho fatto»

La foto di Antoine Mangiavacca scattata dalla Corsica e sopra l'ingrandimento di piazza dei Miracoli a Pisa. La foto è sul sito Klape.fr e su Facebook Klape

Piazza dei Miracoli si staglia sulla costa a 190 km di distanza. Colpo di un giovane fotografo francese che sperimenta la tecnica a infrarossi 

PISA. All’apparenza sembra una semplice distesa di monti e colline. Una foto in bianco e nero che sembra trasformare un pezzo della costa toscana in un paesaggio spettrale. L’azzurro del mare e il verde delle montagne annullati dalle tonalità di grigi. Le sinuose forme della natura prive di elementi di vivacità. Uno scatto del fotografo francese Antoine Mangiavacca nasconde invece elementi che rendono sensazionale quella che inizialmente doveva essere una semplice sperimentazione: la Torre Pendente, il Battistero e il Duomo di Pisa. L’intera Piazza dei Miracoli.

Niente di eccezionale, almeno all’apparenza, per quella che è una delle piazze più fotografate e postate sui social. Milioni di scatti. Realizzati da ogni angolazione. Il fotografo di Marsiglia, 22 anni, è invece riuscito nell’impresa di immortalare la Torre Pendente dal monte Cinto, la vetta più alta della Corsica, ad oltre 190 chilometri di distanza. Uno scatto quasi innaturale, reso possibile dalla tecnica dell’infrarosso.

Antonio "Klape" Mangiavacca


La foto è stata realizzata nel 2018, ma solo domenica scorsa Mangiavacca ha deciso di renderla pubblica postandola sulla sua pagina Facebook (Klape). «Sono salito sul monte Cinto con l’obiettivo di fotografare il panorama che si estende da Tolone alla costa toscana e soprattutto per capire quanto lontano potevo spingermi usando la tecnica dell’infrarosso – spiega Mangiavacca al “Tirreno” – È stata una sorta di sperimentazione. Ho elaborato la foto senza però osservare tutti i dettagli». A distanza di due anni, da un archivio digitale è riapparso quel piccolo capolavoro. Quasi a voler ripercorrere le tappe di quello scatto, il giovane fotografo ha iniziato a scrutare ogni singolo frammento della foto dimenticata. In lontananza, tra la distesa di tetti che appare ai piedi delle montagne, ha notato quei piccoli particolari che spuntano imponenti dal paesaggio circostante. Zoom, ritagli e un confronto con Google Earth hanno fatto emergere la monumentale piazza pisana, trasformando in eccezionale quello che ai profani può apparire uno scatto anonimo.

Fotografo professionista, amante delle foto paesaggistiche e naturalistiche, Mangiavacca è specializzato nella foto in bianco e nero. «Prendendo spunti da altri fotografi e sperimentando varie tecniche ho iniziato a praticare la foto dell’infrarosso – prosegue il giovane, che lavora tra il sud della Francia e l’Italia – Questa tecnica permette di ottenere alti livelli di qualità, tantissimi particolari e soprattutto purezza delle luci». Una tecnica già utilizzata in passato e successivamente adattata anche alla fotografia digitale che, grazie a filtri particolari e nel caso della Torre Pendente immortalata dal monte Cinto una focale equivalente di 1000 millimetri, permette di creare un effetto schiacciamento della prospettiva, annullando la profondità delle distanze. «La visibilità deve essere ottimale, quindi occorre essere bravi a pianificare questo tipo di scatti in base alle previsioni meteo – conclude Mangiavacca – Nel mio caso sono riuscito a fotografare l’intero panorama che va da Tolone alla Toscana, passando per Nizza, Ventimiglia, Genova e perfino il massiccio del Monte Rosa a 407 chilometri di distanza. Fotografare la Torre di Pisa è stato quindi qualcosa in più di quello che stavo provando a fare». 
 

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