Ecco Giulio Scarpati da “Un medico in famiglia” al “Misantropo” di Moliere

Domani sera e domenica appuntamento al Teatro Era di Pontedera e incontro con il pubblico oggi alle 20 al Mandarino Caffè Bistrot  

Saranno Giulio Scarpati, volto noto sul piccolo schermo per il personaggio di Lele di “Un medico in famiglia” , insieme a Valeria Solarino, che lo scorso giugno è stata tra le presenze più prestigiose del Festivaldera, in scena domani e domenica, al Teatro Era di Pontedera nei panni del “Misantropo” di Moliere. E saranno anche i grandi protagonisti di un incontro, questa sera a partire dalle 20, al Mandarino Caffè Bistrot a Pontedera.

Un’occasione aperta al pubblico con la partecipazione del sindaco Matteo Franconi per un saluto alla compagnia e alla cittadinanza. Un momento conviviale nel corso del quale Scarpati e Solarino, insieme alla regista Nora Venturini, potranno rispondere alle domande del pubblico e raccontare coì in prima persona il loro “Misantropo” .


Un lavoro dove i due noti attori vestono i panni di un uomo e di una donna con torti e ragioni equamente distribuiti, protervi nel non cedere alle richieste dell’altro, attaccati tenacemente alle proprie scelte di vita, in perenne conflitto tra loro. Mentre attorno alla coppia si muove un carosello di tipi umani: il politico con velleità da scrittore, i giovani bene, vanesi e modaioli, la dama della carità, ipocrita e bigotta; parodie dei vizi e dei difetti dell’altra società di ieri, di oggi e di domani. “Il Misantropo è un testo meraviglioso – spiega lo stesso Giulio Scarpati – che riesce sempre ad essere attuale. La Corte di Moliere è il potere di oggi. Il mondo in fondo non è cambiato molto, con le sue dinamiche di ipocrisia, di finta amicizia, nel suo rincorrere la superficialità della vita, che grazie a questa compagnia, con la quale lavoro da molti anni, abbiamo voluto sperimentare quanto un classico potesse trasmettere anche più di un testo contemporaneo».

Ma soprattutto il fatto di portare sul palco «un personaggio così puro nelle sue scelte che alla fine si innamora di una donna (Valeria Solarino) che è la più mondana della corte. Proprio l’opposto di quello che lui va predicando aprendosi ad un amore così impossibile, ma anche contraddittorio. Una bella rappresentazione con la quale la regista Nora Venturini – continua Scarpati – si è voluta cimentare per raccontare la storia di un amore sbagliato, mettendo al centro di tutto l’aspetto privato del tormento, che dal punto di vista teatrale è altrettanto interessante oltre a quello sociale, perché ne evidenzia il fattore umano e ce lo rende sempre attuale a distanza di secoli».

Scarpati è entusiasta. Per lui il teatro è la sua vita. Una passione nata quando ancora è giovanissimo. «A dodici anni ho fatto il primo spettacolo a teatro – continua nel suo racconto l’attore – poi a sedici ho frequentato la scuola e a diciotto sono entrato in una cooperativa teatrale. Da quel momento ho decido che questo sarebbe diventato il mio lavoro. Poi, è arrivata la televisione, ma il teatro resta sempre il punto fermo nella mia vita. Il primo amore che non si scorda. Recitare a teatro per un artista serve molto, in quanto, soprattutto nel momento del successo, il teatro rappresenta un bagno di umiltà, dove tu devi avere energia e forza e niente ti viene regalato. Sei tu solo, davanti a tutti e questo è un esercizio molto importante».

Di personaggi Scarpati nella sua lunga carriera ne ha vestiti molti, ma tra i suoi più cari restano “l’Idiota” di Dostoevskij, Rosario Livatino nel film “Il giudice ragazzino” e ovviamente Lele di un “Medico in famiglia” che gli ha regalato grande notorietà. –