Le vie misteriose ed esoteriche di Trevisani

Esiste qualcosa che va oltre lo sguardo, e si declina adesso in un libro ora in un’ombra. Esiste qualcosa, insomma, che l’occhio non vede di primo acchito eppure si rivela al pensiero con lo studio e con l’uso della filosofia, esercizio di determinazione e sacrificio. In questo varco di ragione e di storia si insinua la prosa di Matteo Trevisani da San Benedetto del Tronto, classe 1986, che torna a far parlare di sé con “Libro del Sole” (Atlantide, pp. 185). A due anni da “Libro dei Fulmini”, Trevisani propone una nuova opera iniziatica che rimanda vagamente alla Roma de “Il segno del Comando” suggerendo un cammino spirituale che è smarrimento e confronto, disgregazione e sublimazione, all’insegna di una mappa iniziatica complessa e per questo ancora più affascinante. Seguendo una strada misteriosa ed esoterica, Trevisani accompagna il lettore in un mondo costruito da alchimia e astronomia fondendo insieme l’amore – protagonista è Eva, alla ricerca del suo fidanzato – e la sapienza. L’incontro fra Eva e Andrea avviene il giorno in cui la biblioteca della loro università va a fuoco; e nell’incendio, che si rivelerà essere molto di più di un semplice presagio, si va a costruire una narrazione che pone molte domande, e fornisce pochissime risposte, sostenendo invece un percorso a ostacoli che si rivela durante un’aurora boreale provocata da una tempesta solare. Lettura originale e appassionante, “Libro del Sole” si mostra come un testo fuori dal comune. Limpida emerge la formazione dell’autore – laureato in filosofia, cultore di letteratura, storia antica e delle religioni – e la passione dello stesso per la Capitale. —

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