Litiga col fidanzato e getta il solitario, settant’anni dopo glielo ritrova il nipote

Altre volte negli anni i due sposi erano andati a cercarlo nel campo dove fu buttato

Questa storia è stata tratta dal “Blog dell’impossibile” di Luciano Donzella, giornalista e narratore, pubblicato su www.artedirealizzarelimpossibile.com/blog e anche sul profilo Facebook dell’autore.

Quando Violet in un impeto di rabbia gettò via l’anello di diamanti che il fidanzato Samuel le aveva regalato, chissà, magari pensò anche che prima o poi qualcuno l’avrebbe trovato e glielo avrebbe riportato. Quello che non avrebbe mai potuto immaginare è il “quando” e il “chi”: a restituirle l’anello sarà 70 anni dopo il nipote (suo e di Samuel) che sarebbe nato 45 anni dopo.


Anno 1941, siamo a Thurmaston vicino a Leicester. Violet Booth è furiosa; a farla arrabbiare a pochi mesi dal matrimonio è stato Samuel, il futuro marito. «Basta, questa volta hai esagerato!». Alle parole segue l’azione: si sfila l’anello di fidanzamento e lo scaglia con tutte le sue forze in un campo. Lui è troppo impegnato a calmarla per andarlo a cercare subito. Poi, come spesso accade, dopo il temporale le nubi nere si allontanano e torna il sereno, i due fanno la pace, ma intanto è calata la sera. Ci torneranno il giorno dopo a cercare l’anello di diamanti, e il giorno dopo ancora: niente, nell’erba alta è come cercare il classico ago nel pagliaio. E poi qualcuno può averlo preso. Alla fine i due si arrendono: è andato perduto. «Abbiamo messo da parte i soldi e ne abbiamo preso uno nuovo, ma non era la stessa cosa».

Violet Booth oggi ha 88 anni, il suo Samuel è morto 15 anni fa. Il figlio Andrew, che vive con lei, ricorda di aver sentito parlare della storia dell’anello perduto, e di essere andato con la mamma e il papà a cercarlo nei campi quando era più giovane. È una specie di leggenda di famiglia. Anche suo figlio Leighton, 33 anni, nipote di Violet, ne ha sentito parlare; e lui ha un metal detector: «Ho portato alla nonna alcune mappe e lei ha individuato il campo. Poi ho ottenuto il permesso dal proprietario del terreno. Non speravo di trovarlo, invece sono bastate 2 ore. Era sepolto sotto 10 centimetri di terra, e senza un graffio». «Non avrei mai pensato di rivederlo – dice commossa Violet – non ci credevo, non smettevo di guardarlo; quell’anello mi ricorda il mio Samuel. Se penso a quanto lo abbiamo cercato, e a tutte le cose che sono successe mentre è rimasto lì...».