L’Argentario da bere: quando si girava "Mi faccio la barca" e i vip erano tutti lì

Il set, le cene e gli aneddoti del cast del film con Johnny Dorelli, Daniela Poggi e Laura Sandrelli che all'epoca stava con Jean Paul Belmondo

Il 23 dicembre del 1980, usciva nelle sale italiane il film di Sergio Corbucci, “Mi faccio la barca”, una commedia all’italiana, che portava sul grande schermo il sogno dei nuovi ricchi: una barca, appunto. Anche usata, da sfoggiare nei porti à la page delle coste di quell’Italia – non solo Milano – da bere di inizio anni ’80.

Trama, critica e successo di botteghino a parte, l’anno prima, esattamente 40 anni fa, nell’estate del 1979, la troupe al completo stazionò per otto settimane tra Monte Argentario, Feniglia e Talamone, dove furono girate diverse scene clou, tra cui, proprio davanti alla spiaggia della Feniglia, quella decisiva dell’affondamento del “Biba”, lo yacht modello Multi 96, progettato da Studio Faggioni yacht design nel 1971. Nemmeno tra le barche più grandi e lussuose, ma abbastanza per le velleità del dentista Piero Savelli, protagonista della storia. Il film aveva un cast di eccezione: Johnny Dorelli, nel ruolo del dottor Savelli, la compianta Laura Antonelli, icona sexy degli anni ’70, nei panni di Roberta, la ex moglie del dentista; un giovane Christian De Sica, il ricco spasimante di Roberta, e una giovanissima Daniela Poggi, Alessia, assistente e amante di Piero, praticamente alle prime esperienze cinematografiche. Tutti insieme, con il regista e la troupe, spesso accompagnati da Jean-Paul Belmondo, allora compagno di Laura Antonelli, la sera si vedevano cenare sul lungomare di Porto Santo Stefano o a Talamone. Monte Argentario era già il cuore della mondanità e della dolce vita estiva, che si contendeva la “leadership” del settore con Portofino e Capri, frequentato da molti personaggi del cinema, dello spettacolo, della musica, della politica e della cultura. Erano gli anni di Susanna Agnelli, sindaco del promontorio dal 1974 al 1984 che aveva come assessore al Bilancio Guido Carli, del fratello Gianni e le sue barche da sogno, di Inge Feltrinelli, dei Moratti, di Juan Carlos di Spagna, Costantino di Grecia, re Farouk, la regina Giuliana d’Olanda, che aveva una villa allo Sbarcatello, dello scià di Persia, ma anche Luigi Barzini e Dino Buzzati, di Raffaella Carrà e Sergio Japino, di Antonello Venditti e Renato Zero. Quando al King’s di Cala Galera e allo storico “Le Streghe”, il celebre e raffinato locale affacciato su Cala Grande, chiuso ormai da anni, si entrava solo in giacca e cravatta.

E le barche non erano così tante, non riempivano lo specchio d’acqua davanti a Cala Grande in un “fittumaio”, si dice in Maremma, di vele e gommoni, di panfili e barchette. Erano molte meno ed erano la quintessenza del lusso. «Con la troupe alloggiavamo all’Argentario – racconta Daniela Poggi, che da allora è diventata di casa da queste parti, a Capalbio, dove si vede a Macchiatonda e al bagno dei vip “L’ultima spiaggia” – e la sera ci ritrovavamo a mangiare sul lungomare di Porto Santo Stefano, che era molto diverso da oggi. Anche se, essendo lì per lavorare, ho visto davvero poco. La mattina ci alzavamo presto, Corbucci era bravissimo, ma implacabile. Io ero una giovane attrice, acerba e inesperta, che aveva molto da imparare e mi trovavo lì con un cast strepitoso: lavorare con Dorelli e Laura Antonelli, sotto gli occhi di Belmondo, non era semplice, benché fossero sempre molto pazienti, gentili e generosi con me. Anche De Sica non era ancora la celebrità che poi è diventato pochi anni dopo. Corbucci era di una giovialità incredibile e ci metteva nelle condizioni di lavorare in piena serenità con questi due mostri sacri della commedia italiana.



Ricordo un aneddoto, in cui c’era da girare una scena con la cinepresa montata su un carrello. Io mi misi dalla parte opposta, finché Corbucci non mi disse “Tesoro, la macchina da presa è dall’altra parte! ”. Un’esperienza fantastica queste settimane all’Argentario».

Dopo quella prima volta in Maremma, Daniela Poggi ogni anno torna. Certo è cambiato molto da allora, le teste coronate che avevano dato il nome all’Argentario di “Promontorio dei re” non ci sono più, villa Feltrinelli è transitata dalle mani del furbetto del quartierino Stefano Ricucci, al magnate russo German Borisovich Khan, amico di Putin, la casa di Susanna Agnelli è stata venduta.



Nel 2011, è vero, The Edge ha festeggiato i 50 anni al Pellicano, insieme a Bono e compagni, ma i divi del cinema come quelli che negli anni ’60 facevano la gioia dei paparazzi (l’Argentario era frequentato da Anita Ekberg, Ava Gardner, Sofia Loren, Gregory Peck, Greta Garbo Marcello Mastroianni, Walter Chiari, Frank Sinatra), oggi non si vedono più. Soprattutto, quello che sembra essere cambiato, non solo a Monte Argentario, fa notare anche Daniela Poggi con dispiacere, è che c’è meno cordialità, meno spontaneità e prezzi ovunque troppo alti.
 

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