Mai stati i coccodrilli nei fossati dei castelli e di rado c’era l’acqua... gli orsi invece sì 

Scavare canali attorno alle mura serviva ad aumentare le difese ma che ci fossero alligatori è leggenda

Questa storia è stata tratta dal “Blog dell’impossibile” di Luciano Donzella, giornalista e narratore, pubblicato su www.artedirealizzarelimpossibile.com/blog e anche sul profilo Facebook dell’autore.

Sembra impossibile ma...


L'immagine del castello circondato da un fossato dove nuotano i coccodrilli fa parte dell'immaginario collettivo; eppure è solo una leggenda metropolitana. Intorno a un castello nella Repubblica Ceca c'era invece (e c'è ancora) un fossato pieno di orsi.

Scopo principale di un fossato è la difesa da soldati che attaccano le mura; dispositivi come gli arieti e torri mobili diventano inutilizzabili, ma già trabucchi e catapulte ne riducono l'efficacia. In realtà fin dai tempi più antichi i fossati avevano un'altra e più importante funzione: fermare gli attacchi sotterranei. Una delle tecniche favorite per violare le città infatti era lo scavo di tunnel al di sotto delle mura per indebolirle e farle collassare, cosa che un profondo fossato rendeva impossibile.

I fossati pieni d'acqua poi erano molto più rari di quanto si pensa, intanto perché l'acqua aggiungeva poco alle potenzialità difensive, poi perché erano assai difficili e costosi da mantenere: a meno che non ci fosse una sorgente naturale, servivano molte risorse per evitare che il canale si trasformasse in uno stagno putrido pieno di alghe, di insetti e di liquami. Per questo andavano regolarmente drenati, puliti e riempiti di nuovo. Un lusso che in pochi si potevano permettere, e questi li usavano più come uno status symbol, riempiendoli di pesci e di piante acquatiche. Ma veniamo ai coccodrilli (o alligatori): non esistono casi documentati di una loro presenza. Introdurre grandi rettili in habitat molto diversi da quelli naturali sarebbe cosa oltre che costosa, assai difficile; inoltre sarebbe stato pericoloso per gli stessi residenti, visto che niente vieta che gli animali escano dal fossato. Di fatto l'unico riferimento concreto a livello europeo è la Storia del coccodrillo di Castelnuovo raccontata da Benedetto Croce nel suo "Storie e leggende napoletane”. Una leggenda appunto. Tornando ai fossati dal letto asciutto, in alcuni rari casi i proprietari di fortezze vi hanno allevato animali pericolosi, ma più come spettacolo e divertimento che per difesa, come Guglielmo V di Baviera che teneva leoni e un leopardo nel fossato del maniero di Trausnitz. Il caso più famoso è quello del castello di Krumlov nella Repubblica Ceca: il primo riferimento al “fossato degli orsi” è del 1707, dopodiché ha quasi sempre contenuto almeno un plantigrado. Oggi di orsi ce ne sono tanti, per la gioia di turisti e visitatori e soprattutto dei bambini. —