La donna che si spacciò per Giovanna d’Arco «Non bruciai sul rogo, e ora sono tornata» 

La storia è del 1436: cinque anni dopo la morte della pulzella un’avventuriera che le somigliava organizzò la truffa

Questa storia è stata tratta dal “Blog dell’impossibile” di Luciano Donzella, giornalista e narratore, pubblicato su www.artedirealizzarelimpossibile.com/blog e anche sul profilo Facebook dell’autore.

Un'avventuriera sfruttò la somiglianza con Giovanna d'Arco per prenderne il posto convincendo i seguaci di essere sopravvissuta al rogo. Anno 1436. Sono passati 5 anni dalla morte di Giovanna d'Arco. Nonostante in tanti l’abbiano vista bruciare sul rogo nella Place du vieux marché di Rouen, da un po' di tempo circolano voci di sue apparizioni: c'è chi pensa ad eventi soprannaturali ed evoca il suo fantasma, e chi crede sia riuscita a sfuggire alla morte. Sono tutti in errore: se la pulzella cavalca ancora è grazie a Claude du Lis, una giovane che per 4 anni riuscirà a spacciarsi per l'eroina di Orleans ingannando nobili e gente del popolo, raccogliendo un bel po' di soldi e gioielli, e arrivando a comandare un piccolo esercito. Claude è una vera avventuriera, in Italia si è fatta passare per uomo ed ha servito come soldato nell'esercito di Papa Eugenio IV, è lesta di lingua e di spada, cavalca alla perfezione e sa fare parecchi trucchi da prestigiatore. In più somiglia a Giovanna, tanto che quando questa era ancora in vita, si era spacciata più volte per la sorella. Nel 1436 Claude si taglia i capelli, veste abiti maschili e va dritta filata da Pierre e Jean, i fratelli di Giovanna, dicendo «sono tornata». Loro le credono, o forse, annusato l'affare, fingono di crederle, e s'imbarcano nell'avventura.


Per 4 anni vanno da un paese all'altro, lei si esibisce (il trucco preferito è strappare un fazzoletto e farlo riapparire integro) e parla alla gente con grande uso di parabole ed enigmatiche metafore. I nobili benefattori si moltiplicano e piovono soldi, il conte di Virnenbourg arriva ad innamorarsi di lei e le affida un piccolo esercito alla testa del quale si presenta a Colonia. Qui però attira l'attenzione del clero, e la Santa Inquisizione avvia un'indagine. Lei scappa in Francia dove si sposa col nobile lorenese Robert des Armoises. Nel 1439 a Orléans la portano in trionfo, ma anche qui deve fuggire per non incontrare il sarto di Giovanna, che l'avrebbe smascherata. Tanto clamore arriva alle orecchie di Carlo VII, che nel 1441 la convoca a corte. Il re, che con la pulzella aveva avuto un lungo rapporto epistolare, è prima scettico, poi perplesso; quando è quasi convinto lui le dice: «Giovanna, ricordi il nostro segreto? Lo sappiamo solo tu, io e Dio...». Lei sbianca. Poi si getta ai suoi piedi, confessa la truffa e chiede pietà. Il sovrano decide di graziarla, e la rispedisce in Lorena dal marito. Di lei non si sentirà più parlare. —