La battaglia contro Yelp ora è un docufilm e lo chef livornese diventa una star in Usa

Davide Cerretini: «Dovevo pagare la pubblicità per avere buone recensioni, ho detto no ed è scoppiato il polverone»

“Il Botto Bistro merita 5 stelle per aver minato il terreno di Yelp” ha scritto il New York Times commentando la battaglia combattuta e vinta da Davide Cerretini contro il colosso americano delle recensioni online, una community internazionale in cui chiunque può dare il proprio parere su qualsiasi cosa, da un medico a un monumento a un ristorante.

Davide Cerretini, chef livornese trasferitosi a San Francisco dove ha fatto fortuna con un locale, il Botto Bistrot, osannato dai clienti e dai critici gastronomici, se la ride di quella battaglia che negli Usa gli ha assicurato una popolarità enorme e che ora lo vede protagonista di un docufilm a produzione indipendente che debutterà in prima visione assoluta il 20 maggio al Roxie Theater di San Francisco, a poche miglia di distanza dal locale di Cerretini e dalla sede centrale di Yelp. Perché lo scontro a suon di recensioni tra il Davide livornese e il Golia dell’online si è dispiegato in una manciata di miglia anche se è diventato un fatto a risonanza nazionale. E ora, per via del documentario, anche un caso globale, che andrà a scatenare molti dubbi sulle recensioni che si trovano in internet. Caso peraltro già evidenziato nel caso di TripAdvisor, che ha fatto venire più di un mal di testa a ristoratori ed albergatori, e ha visto il sito al centro di numerosi contenziosi legali.


«L’inscrizione a Yelp – spiega Davide Cerretini – avviene automaticamente. Il Botto Bistrot ed io non avevamo bisogno di pubblicità perché ci conoscevano e apprezzavano già tutti, come dimostrano gli articoli dei critici gastronomici locali e nazionali e quelle dei nostri clienti, lasciati su Facebook e su tantissimi altri siti. La nostra cucina è sempre piaciuta, ed è piaciuto anche il nostro modo ironico e scanzonato di condurre l’attività, che, per esempio, ci ha visti dedicare sul sito uno spazio quasi umoristico, squisitamente labronico, alle domande improbabili che sistematicamente ci vengono poste dai clienti. Quasi un Vernacoliere in salsa californiana. Una cosa che da queste parti non si era mai vista e che ha fatto dire all’emittente Abc News: la strategia di business di Cerretini è quella che gran parte dei proprietari di ristoranti non approverebbe».

Lo chef, dunque, non cercava pubblicità, ma Yelp, un colosso da centinaia di milioni di dollari di fatturato con oltre 4.000 dipendenti, sì. Perché il sito su cui chiunque può scrivere il proprio parere su qualsiasi prodotto o servizio, campa proprio sugli introiti pubblicitari. Così nel 2014 i suoi venditori hanno iniziato a invitare il ristoratore livornese a far pubblicità tramite la piattaforma, cosa che allo chef non interessava per nulla. Tanto le recensioni favorevoli al suo operato le aveva già in tasca. Anche su Yelp. Niente da fare, i venditori del sito non gli davano tregua. Un tampinamento continuo, che alla fine ha assunto le forme di una minaccia. Tipo: se non fai pubblicità con noi vedrai cosa succede, cambierai di sicuro idea. Cerretini della minaccia che suonava come la richiesta di un pizzo online se n’è fatto un baffo. Fatto sta che nel giro di 48 ore il rating del Botto su Yelp è passato da 4 stelle e mezzo a 2 stelle e mezzo. «Sono sparite tutte le buone recensioni e ne sono apparse altre chiaramente false, scritte da fantomatiche persone che era evidente non fossero mai entrate nel mio locale, che denigravano piatti e servizio», ricorda Cerretini. Yelp allora lo ha ricontattato chiedendo se a quel punto avesse deciso di fare pubblicità con loro. «E io in effetti ho fatto pubblicità – dice ridendosela lo chef – ma a loro, non a me: ho chiamato tutti i giornalisti che mi conoscevano, che avevano scritto del Botto, e ho raccontato cosa era successo.

Ed è iniziato il polverone mediatico che ora lo ha portato al documentario “Billion dollar bully” (Il bullo da miliardi di dollari). Prodotto in maniera indipendente dalla regista Kaylie Milliken di Prost Productions, il film vede Davide Cerretini al centro della vicenda che indaga le discutibili modalità di business di Yelp, anche attraverso interviste a personaggi famosi. Sarà scaricabile dal 21 maggio su Amazon e iTunes.

Cerretini, intanto, è diventato una star. Ha deciso di vendere il suo locale per dedicarsi solo a consulenze ad altri ristoranti, oltre che ad essere l’ospite degli show televisivi che se lo contendono. —