L'Inter alza la Coppa Italia in faccia alla Juve: gol, emozioni e polemiche in una sfida che non finisce mai

I giocatori dell'Inter festeggiano la Coppa Italia vinta ai danni della Juventus (Foto Fabrizio Corradetti/LaPresse)

Lo stadio "sold out", diviso a metà tra i sostenitori delle due squadre che non hanno risparmiato coreografie, cori e sostegno costante, è uno stimolo per le due rivali, che non si risparmiano. Colpi di scena e decisioni arbitrali discusse. Tra nerazzurri e bianconeri il fuoco è sempre acceso

ROMA. E' festa Inter all'Olimpico, per tanti anni palcoscenico di Simone Inzaghi: i milanesi battono 4-2 la Juventus ai supplementari e centrano il secondo obiettivo stagionale, conquistando - nella sera di mercoledì 11 maggio - a spese dei bianconeri anche la Coppa Italia, l'ottava nella loro storia, dopo la Supercoppa a gennaio. Con la seconda stella ancora alla portata, i nerazzurri restano in corsa per un possibile triplete, pur in tono minore, visto che la Champions non è ancora una preda alla portata. La Juve, invece, chiude chiude con zero tituli una stagione che era nata con ben altre aspettative dopo il ritorno di Massimiliano Allegri e che si contava avesse una svolta con l'arrivo di Dusan Vlahovic.

Ma quello che rimarrà nei ricordi dopo le uscite anticipate dalla corsa allo scudetto e alla Champions e le sconfitte nelle coppe italiche sarà forse solo l'addio di Paulo Dybala, che non fa il miracolo, e l'espulsione di Allegri in un nervosissimo finale seguito al secondo dei due rigori assegnati all'Inter e alla rete del 4-2 siglata da un sempre gigantesco Perisic.

Lo stadio "sold out", diviso a metà tra i sostenitori delle due squadre che non hanno risparmiato coreografie, cori e sostegno costante, è uno stimolo per le due rivali, che non si risparmiano. Allegri vuole la rivincita della Supercoppa e anche del match beffa in campionato. Si affida a Paulo Dybala a suggerire per Vlahovic, con Bernardeschi e Cuadrado a sostegno e subito dietro Rabiot e Zakaria. Inzaghi conferma le sue certezze, col solo D'Ambrosio al posto di un Bastoni non al meglio e Darmian per Dumfries. L'equilibrio si spezza subito, perchè al 7' Barella al primo spazio utile fa partire un gran tiro che si infila all'incrocio. Il vantaggio sprona i nerazzurri, scesi in campo più convinti e abili nel dialogo, mentre la Juve cerca solo lanci per Vlahovic. La prima vera risposta bianconera arriva dopo il 20', quando prima Dybala e poi il serbo impegnano Handanovic. I nerazzurri allentano un po' la pressione e soffrono, con il portiere chiamato ancora in causa da De Ligt e Dybala che sul seguente corner manca di poco la porta. Bernardeschi è ispirato e crea più di qualche scompiglio tra i nerazzurri, che dal 40' devono fare anche i conti con Morata entrato per Danilo, infortunatosi. Ed è proprio lo spagnolo, in uno dei primi affondi della ripresa, a ingannare con la sua presenza Handanovic su un tiro già insidioso di Alex Sandro ma la rimonta Juve si concretizza 2' dopo con un letale contropiede finalizzato da Vlahovic, bravo a mettere in porta dopo la respinta del n.1 sul primo tiro. Il serbo, spesso discusso per il momento di appannamento, dà un segnale importante ma la partita non è chiusa. Inzaghi per l'ultima mezz'ora richiama Darmian, D'Ambrosio e un impalpabile Dzeko e inserisce Dumfries, Di Marco e Correa. Allegri risponde con Bonucci e Locatelli al posto di Bernardeschi e Zakaria. L'Inter si getta in avanti e colleziona corner, la retroguardia bianconera sbanda e alla fine su un contrasto in area Lautaro cade, l'arbitro fischia, la var conferma: rigore. Al 35' Cahlanoglu, gelido, trova di potenza l'angolo irraggiungibile per Perin e il 2-2 non cambia più. E' over time, con due squadre stremate. Escono Chiellini e Alex Sandro, così Calhanoglu e Lautaro, entrano da una parte Arthur e Pellegrini e dall'altra Sanchez e Vidal, insieme con un nervosismo crescente che coinvolge anche le panchine. L'Inter ne ha di più e la svolta arriva al 7' di recupero, quando De Ligt abbatte De Vrij in area. L'azione continua ma il var richiama l'arbitro che assegna il penalty dopo il video check. Perisic imita il compagno turco e porta i suoi in vantaggio. Poco dopo il croato batte ancora Perin - stop di destro, sinistro al volo dal limite - e chiude la gara. Esce Dybala, a testa bassa, Allegri viene espulso. La festa è solo dall'altra parte, l'Inter alza la coppa, ma le polemiche non mancheranno.

IL TABELLINO

JUVENTUS (4-2-3-1): Perin, Danilo (41' pt Morata), De Ligt, Chiellini (39' st Arthur), Alex Sandro (45' st Pellegrini), Zakaria (21' st Locatelli), Rabiot, Cuadrado, Dybala (9' pls Kea), Bernardeschi (21' st Bonucci), Vlahovic. A disposizione:1 Szczesny, 23 Pinsoglio, 24 Rugani, 38 Aké, 41 Nicolussi, 47 Miretti. Allenatore: Allegri.

INTER (3-5-2): Handanovic, Darmian (18' st Dumfries), Skriniar, De Vrij, D'Ambrosio (18' st Dimarco (11' sts Bastoni), Barella, Brozovic, Calhanoglu (45' st Vidal), Perisic, Lautaro (45' st Sanchez), Dzeko (18' st Correa). A disposizione: 97 Radu, 21 Cordaz, 13 Ranocchia, 5 Gagliardini, 18 Gosens, 88 Caicedo. Allenatore: S. Inzaghi.

ARBITRO: Valeri di Roma.

RETI: nel pt 7' Barella, nel st 5' Alex Sandro, 7' Vlahovic, 34' Calahnoglu (rig.), nel pts 9' (rig.) e 12' Perisic

NOTE: Angoli: 9 a 6 per l'Inter Recupero: 2' e 3', 2' e 2'. Ammoniti Brozovic, Locatelli e Vidal per gioco falloso, Allegri per proteste. Espulso Allegri al 13' pts per proteste. Spettatori: 67.944 per un incasso di 5.148.455 euro.