Mancino, forte, moderno. Viti è già una realtà

Mattia Viti

Chi sono i giovani emergenti della serie A? Quali sono gli astri nascenti che rappresentano il futuro del nostro calcio? Uno di questi è sicuramente Mattia Viti dell’Empoli. Spesso impiegato nel campionato in corso come titolare al centro della difesa dal tecnico Aurelio Andreazzoli, Viti è un prodotto di quell’autentica fucina di talenti che è il fertile vivaio dell’Empoli.

Classe 2002, originario di Borgo San Lorenzo, Viti arriva da bambino nel settore giovanile della squadra azzurra, facendo tutta la trafila nelle formazioni under e contemporaneamente nelle selezioni nazionali di categoria. Le ottime prestazioni di Viti con la formazione Primavera non passano inosservate e il tecnico Alessio Dionisi (allora allenatore dell’Empoli e oggi al Sassuolo) lo chiama in pianta stabile in prima squadra. Mattia non evidenzia alcuna difficoltà nel salto di categoria, nonostante abbia compiuto i 18 anni solo da qualche mese. Alla fine della stagione, Viti colleziona cinque presenze totali nell’anno in cui gli azzurri raggiungono il sognato obiettivo del ritorno in serie A. È nel campionato in corso, però, che si registra la consacrazione definitiva del talento di Viti, con l’esordio da titolare in serie A nell’incontro vinto per 2-0 contro il Cagliari. Una prova magistrale in marcatura sulle esperte punte della squadra sarda.

Mancino, centrale di sinistra, Viti incarna tutte le qualità del difensore moderno: forte fisicamente, nonostante una struttura importante (un metro e novanta di altezza) è dotato di una discreta frequenza di passo, è abile in marcatura con grandi capacità nell’anticipo sia palla a terra che nel gioco aereo ed è in possesso di buone qualità in fase d’impostazione. Tutte caratteristiche fondamentali nel calcio di oggi, la cui continua evoluzione impone sempre più al difensore di saper marcare e, al tempo stesso, di essere il primo costruttore del gioco. E Mattia Viti alterna bene la precisione nelle giocate corte a un efficace calcio lungo, capace di innescare con precisione anche i compagni in profondità.

Insomma, un talento quello azzurro che dimostra personalità nella gestione della palla tanto è vero che non è raro vederlo destreggiarsi nel dribbling per liberarsi del pressing avversario. A volte rischiando qualcosa di troppo ma dimostrando un estro e una tecnica non comuni per il ruolo. Viti deve acquisire ancora esperienza ma il tempo è dalla sua parte: “Il ragazzo si farà” come recita il testo di un famosissimo successo di Francesco De Gregori.

* direttore sportivo