L’imperatore del trotto Bellei, 36 stagioni in pista e 10mila successi: la "nuova" vita del driver dei record

Il driver fiorentino Enrico Belle

Per il professionista toscano il 2022 è iniziato con un prestigioso riconoscimento: l'Equos awards. Il racconto di tutti i suoi record e delle prossime sfide

Nell'ippica il nome Bellei lo associ a trotto e a carriere folgoranti. Prima Nello Bellei, modenese trapiantato in Toscana, vincitore di undici frustini d'oro tra gli anni Sessanta e Settanta e grande allenatore guidatore di campioni come Sperlak, Sem, Scellino, Aprile e Steno, poi il figlio Enrico, capace di raccogliere il testimone del padre e di vincere 23 volte, di cui 17 consecutive, lo scudetto dei guidatori.

Trentasei stagioni in pista che l'Imperatore del trotto, come lo chiamano i suoi fan, ha riempito con vittorie in serie e tanti campioni portati al successo nelle classiche, da Wesgate Crown a Pascià Lest, da Timone Ek a Urlo dei Venti. Questo feeling con la vittoria del figlio del grande Nello è stata la costante di una carriera. Così, il 17 marzo 2021, è arrivato il successo numero 10 mila della carriera di Enrico. Un record niente male per il driver toscano.


Per il professionista toscano il 2022 è iniziato con un prestigioso riconoscimento: l'Equos awards, il premio ai cavalli e agli uomini che hanno lasciato un segno nell'anno che si è appena concluso.

A Bellei è stato assegnato il premio alla carriera. Ed arriva in un momento particolare del percorso professionale e di vita di questo straordinario uomo di cavalli. Nel 2021, proprio dopo aver staccato quel traguardo storico delle 10 mila vittorie, Enrico ha deciso di correre meno in pista per dedicarsi alla sua passione originaria: l'allenamento. «Oggi faccio le cose in maniera diversa - sottolinea -. Sono tornato ad allenare, ho in scuderia 32 trottatori. Non rappresenta una novità perché è quello che facevo quando ho vinto i primi sette/otto frustini».

Nel settembre 2018 un infortunio sulla pista di Roma lo aveva tenuto lontano dalle piste. Da lì una lunga rieducazione, tante riflessioni e l'approdo ad un cambio di filosofia di vita. "Voglio allenare e guidare meno. Non voglio girare più l'Italia a caccia di frustini d'oro", la sua dichiarazione d'intenti dopo quello stop. Il nuovo Bellei è comparso sulla scena dell'ippica proprio dopo quel fantastico traguardo delle 10 vittorie tagliato a marzo 2021. In quel momento il campione e l'uomo più vincente delle corse al trotto era davanti ad una svolta: proseguire puntando sull'allenamento e su un'esistenza meno frenetica.

Godendosi anche del tempo per se - le uscite in bicicletta al mattino, una sua passione -, i figli che crescono, tutto quello che quegli anni ad inseguire successi sugli ippodromi della Penisola aveva tenuto distante dall'uomo e dal campione.

A quasi 60 anni, l'uomo capace di sussurrare ai cavalli si è rimesso in gioco, cambiando.

Lo ha fatto a piccoli passi e dopo essere diventato Mister 10mila vittorie ha scritto un altro racconto, ha riaperto scuderia. Un team molto giovane, una bella squadra di ragazzi che lavorano nel centro di Migliarino. A dare la mano nell'allenamento dei cavalli anche la figlia Emily, che proprio in questo mese di gennaio ha vinto una corsa al galoppo all'ippodromo di San Rossore. Buon sangue non mente, per lei i cavalli sono una pausa dallo studio all'università ma quella corsa per gentlemen ed amazzoni al Prato degli Escoli ha messo in evidenza doti - stile di monta, uso solo delle braccia, tempi giusti nel dare i comandi - che ha solo chi in famiglia ha punti di riferimento di una certa classe.

Da nonno Nello e babbo Enrico, la giovane Emily può solo ispirarsi per avere quella mentalità di determinazione e concentrazione che fa dare sempre il massimo.

«Fai bene quello che ami direbbero gli americani. Così anche la più giovane ippica della dinastia Bellei, ha potuto aggiungere nel salotto di casa quella coppa vinta a Pisa. Uno dei tanti trofei che i Bellei alzano al termine di una corsa. Centinaia di gran premi vinti in carriera da Enrico, otto nel 2021 che, con un numero di cavalli limitato, sono un grande risultato.

Tra le più belle affermazioni della scorsa annata colte dal figlio del grande Nello ci sono il Gran Premio Continentale, vinto con Birba Caf all'ippodromo bolognese dell'Arcoveggio, e le Oaks del trotto, conquistate in ottobre a Roma, guidando Crystal Pan.

«Birba Caf è una cavalla dalla testa d'oro che da un anno e mezzo tiene la forma - afferma Enrico -, mentre con Crystal Pan siamo riusciti a portarla al top per la corsa che contava di più, le Oaks che per le femmine sono la massima prova. Direi che anche Achille Blv è stato ottimo protagonista, vincendo il Due Torri e piazzandosi al secondo posto nel Premio Duomo a Firenze, avvicinando nel finale un campione come Vernissage Grif».

Lo sguardo è al futuro, in primavera la stagione classica dei tre anni porterà sulle piste i puledri che guardano al Derby programmato in autunno.

«Tra i cavalli giovani - conclude Bellei - abbiamo diversi soggetti promettenti che stanno venendo avanti giorno dopo giorno con gli allenamenti. Non voglio fare dei nomi, tanto poi li vedrete...»

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