Nel nome di Maradona il Napoli manda un segnale ai navignati / Il punto

La squadra di Spalletti si gode soprattutto il primato solitario disintegrando il maestro Sarri che lo scudetto in azzurro lo ha solo sfiorato

Nel nome di Maradona, fra emozioni e amarcord, il Napoli manda un segnale forte al campionato: è l’anno buono?

Lo capiremo, ma intanto la squadra di Spalletti si regala una notte di magie, figlia di un gioco brillante, imprevedibile e geniale, fatto di tecnica e velocità. Si gode soprattutto il primato solitario disintegrando il maestro Sarri che lo scudetto in azzurro lo ha solo sfiorato.

Fili che forse si riallacciano quando le assenze di Osimhen e Anguissa facevano pensare al peggio. Il Napoli c’è, Spalletti l’ha ridisegnato e Mertens è tornato il falso nueve perfetto che conoscevamo.

Il Milan invece ha pagato lo sforzo di Champions, le assenze e il gioco brillante del Sassuolo. I rossoneri si staccano, l’Inter è in agguato, ci guadagna lo spettacolo in una insolita corsa a tre. Continua invece a deludere la Juve, è difficile stabilire chi sta facendo peggio fra la squadra e la società. Di sicuro è una bella lotta. L’inchiesta sulle plusvalenze riporta vecchi e nuovi fantasmi nelle stanze bianconere e, in attesa di avere certezze dalla magistratura, è incredibile che ci sia di nuovo la Juve, la più importante società italiana, al centro di un’inchiesta. Ancora tu, ma non dovevi caderci più?

Già, evidentemente la regola della casa "vincere è l’unica cosa che conta" spesso diventa un’ossessione che periodicamente porta su terreni scivolosi.

Questa volta, dietro nove anni di successi supportati da un gigantismo economicamente insostenibile culminato con l’ingaggio di Ronaldo, per la magistratura ci sarebbe un patto con il Diavolo e con altre società, per far quadrare i bilanci.

Non sappiamo se i dirigenti della Juve siano colpevoli, il garantismo e la presunzione di innocenza sono dogmi, ma di sicuro questo è un altro momento difficile per la credibilità del pallone. E’ possibile che questo mondo sia sempre "border line" con le regole e accetti questo sistema senza ribellarsi in nome del fair play in campo e del fair play finanziario fuori? Il discorso va oltre la Juve e prima o poi andrà affrontato seriamente. Passando alla Juve che gioca non so come andare oltre quello già scritto spesso. Ripeto che in un contesto normale e se non avesse un contratto quadriennale da nove milioni netti, Allegri sarebbe da esonero.

A questa squadra senza campioni veri servirebbe il gioco che non c’è. I limiti e le contraddizioni sono evidenti e irrisolvibili anche perché con i conti in rosso e l’inchiesta in corso, non si possono certamente comprare i grandi giocatori. Altro che corto muso, qui è tutto corto.

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