Corsi: «Venti minuti al top e i cambi giusti, così abbiamo vinto il derby»

Il presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi, qui col direttore sportivo Pietro Accardi

Il numero uno dell'Empoli: «Battiamo il ferro finché è caldo, Andreazzoli ci ha fatto un bel regalo in un momento per lui molto doloroso»

EMPOLI. Presidente Corsi, siamo a poco più di un terzo del campionato, l’Empoli ha già fatto la metà dei punti che teoricamente servono per salvarsi, ha già vinto sul campo della Juventus e ha appena vinto il derby con la Fiorentina. Basterebbe questo per dare un senso a una stagione intera...

«Sì, se si fosse domandato ai tifosi di scegliere due vittorie probabilmente avrebbero scelto queste. Con la Juventus non ci pensavamo, con la Fiorentina ci stava, perché era già successo e poteva succedere di nuovo».


Lei di derby ne ha già vinti cinque in campionato. Quella di sabato è stata la vittoria più bella?

«Non lo so, si dice che l’ultima vittoria sia sempre quella più bella. Di sicuro il successo di sabato ricorda molto quello del 1997, anche quella volta in rimonta. Quando l’Empoli vince con la Fiorentina è sempre la vittoria di Davide contro Golia, la vittoria del sacrificio e di chi non molla mai. Siamo orgogliosi di aver regalato a questa piccola città un evento di questo tipo, che è anche uno spot per Empoli. So che dalle nostre parti ci sono anche tanti tifosi della Fiorentina e che non possono essere contenti, ma quando gli passerà la delusione per la sconfitta capiranno l’importanza che ha questa vittoria per la loro città».

Quando ha capito che il risultato poteva essere ribaltato?

«Quando ho visto che negli ultimi 20 minuti andavamo più forte di loro. Il mister ha scelto il momento giusto per fare i cambi e tutti quelli scesi in campo hanno dato il loro contributo».

Dunque ora l’Empoli può cominciare a pensare in grande oppure deve continuare a guardarsi alle spalle?

«No, scordiamoci subito questa partita e cerchiamo di gestire l’ebbrezza. Stamattina al campo abbiamo scherzato cinque minuti e poi ci siamo messi subito al lavoro per Torino. Tutte le partite possono essere decisive per la salvezza, anche un punto a Torino potrebbe essere decisivo quando si faranno i conti. Dunque bisogna battere il ferro finché è caldo, perché siamo coscienti che potranno arrivare delle difficoltà e dovremo farci trovare pronti».

Aurelio Andreazzoli ha perso il fratello alla vigilia della partita e nonostante questo è rimasto in ritiro ed è andato regolarmente in panchina sabato pomeriggio. Che cosa si sente di dirgli?

«Che ci ha fatto un bel regalo in un momento per lui molto doloroso, un regalo che abbiamo apprezzato. Quando si perde una persona cara spesso la negatività arriva anche dopo qualche giorno, lo so per esperienza».

Lo scorso 4 settembre Corsi ha perso la madre, Marisa Talini, ed è stato il primo di una serie di lutti che è continuata l’8 settembre con la morte del padre del giovane difensore azzurro Fabiano Parisi, il 26 novembre con la scomparsa del fratello del tecnico e proprio ieri con la morte della madre di Mattia Viti, facendo calare un velo di tristezza proprio nel momento di maggiore soddisfazione sportiva.

Lo stesso Andrea Pinamonti, match winner del derby con la Fiorentina, aveva voluto dedicare il gol del 2-1 proprio ad Aurelio Andreazzoli per essere rimasto vicino alla squadra anche in un momento di particolare difficoltà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA