Classifica horror e l’ombra della Procura: quanti acciacchi per la Vecchia Signora

Max Allegri

Tre sconfitte nelle ultime cinque partite, zona Europa lontana e l’inchiesta sui bilanci societari: il momento nero della Juve

TORINO. Poco bianco. Tanto, tantissimo nero. C’è poco da stare Allegri in casa Juventus. Facili giochi di parole a parte, quello che sta attraversando la Vecchia Signora è uno dei momenti più delicati della propria storia recente. Quella che inizia dal post-calciopoli. Era il 2006. Andamento in campionato a dir poco deludente, gioco tutt’altro che spettacolare, una tifoseria sempre più irritata dai (non) risultati della banda di Max. E venerdì sera anche il blitz della guardia di finanza negli uffici societari. Si è aperta un’indagine sui bilanci degli ultimi anni. Gli inquirenti vogliono vederci chiaro. Da regina incontrastata del calcio italiano a campo minato pieno di problemi da risolvere. La Juve non brilla più.

L’ULTIMA CADUTA


Allegri parla di «buona prova della sua squadra». Ma sabato, allo Stadium, è arrivata la terza sconfitta nelle ultime cinque partite. L’Atalanta ringrazia Zapata e firma il blitz. “Acciuga” è un marpione e sa benissimo che non è il momento di alzare i toni. Anche se la sua Juve sta facendo una fatica bestiale. Ora sono sette i punti di ritardo dalla zona Champions. Lo scudetto non è quasi più neppure contemplato come obiettivo. «Dopo la partita ho detto ai ragazzi di non essere delusi, hanno fatto una bella prestazione ma con cose da migliorare – ha detto il tecnico dopo il ko con la formazione allenata da Gasperini –. L’episodio chiave ci ha girato contro: abbiamo avuto cinque o sei occasioni per segnare, non è che vero che non abbiamo gol nelle gambe ma dobbiamo continuare a lavorare». C’è da lavorare – certo –, ma la Juventus deve prima di tutto cominciare a fare punti. Lo spettro di una stagione catastrofica si scorge già all’orizzonte.

L’INCHIESTA

«Come doveroso, Juventus sta collaborando con gli inquirenti e con la Consob e confida di chiarire ogni aspetto, ritenendo di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie, in conformità ai principi contabili e in linea con la prassi internazionale della football industry e le condizioni di mercato». Sono le dichiarazioni del club bianconero a seguito dell’avvio di indagini da parte della Procura della Repubblica nei confronti della società. Gli indagati sarebbero il presidente, Andrea Agnelli, il vicepresidente, Pavel Nedved, l’ex ds, Fabio Paratici, passato in estate al Tottenham, lo chief corporate e financial officer, Stefano Cerrato, il suo predecessore, Stefano Bertola e l’ex dirigente finanziario, Marco Re. La contestazione riguarda i proventi dalla gestione dei diritti dei calciatori, relativamente ai bilanci 2019, 2020 e 2021. I reati ipotizzati sono false comunicazioni sociali delle società quotate, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e, per quanto attiene alla società, l’illecito previsto dagli articoli 5 – responsabilità dell’ente – e 25-ter – reati societari – del decreto legislativo 231 del 2001. «Si rammenta – prosegue la nota della Juventus – che la società è attualmente soggetta a una verifica ispettiva da parte della Consob, anch’essa avente a oggetto la voce “proventi da gestione diritti calciatori”, come descritto nel prospetto informativo relativo all’aumento di capitale in opzione, pubblicato il 24 novembre 2021, e nella relazione finanziaria annuale consolidata al 30 giugno 2021». La Juventus conclude: «In relazione all’aumento di capitale in opzione, deliberato dall’assemblea degli azionisti il 29 ottobre 2021, si conferma la tempistica resa nota con comunicato del 22 novembre e l’avvio dell’offerta in opzione e della negoziazione dei diritti di opzione a partire dal 29 novembre 2021».

SPOGLIATOIO E TEGOLA

L’inchiesta che riguarda la società rischia di avere ripercussioni sulla tenuta mentale dello spogliatoio. Allegri ha detto che i giocatori sono sereni e che il presidente, Andrea Agnelli, ha parlato alla squadra infondendo tranquillità. Tornando al campo, il calendario della Juventus è invitante. Salernitana, Genoa, Venezia, Bologna e Cagliari non sono avversari irresistibili. Cinque tappe prima della fine del girone di andata. Cinque occasioni per rimettersi in marcia verso la classifica che conta. Ma la Juve – più che con gli altri – deve fare i conti con se stessa. A cominciare dal reparto offensivo. Morata non segna. Chiesa si è rotto. Per lui lesione di basso grado del bicipite femorale della coscia sinistra. Il suo rientro è previsto dopo la sosta natalizia.

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