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Mamma a tempo pieno, Martina Guiggi si ritira

Martina Guiggi con le figlie Maja e Mia

La campionessa da Peccioli agli scudetti in serie A e le Olimpiadi di Rio: «Il brivido di cantare l’inno e il ruolo di capitana, un’esperienza unica»

PECCIOLI. «Sono arrivata anche io ai titoli di coda»: sono le parole consegnate a Instagram da Martina Guiggi, che dopo essere stata per vent’anni ai vertici della pallavolo nazionale e internazionale ha deciso di ritirarsi dal volley giocato per godersi in pieno la sua vita privata. Quella di Martina non è una storia come tutte le altre: dai campi di provincia e più precisamente quelli di Peccioli, dove è cresciuta anche pallavolisticamente, fino a poi spiccare il volo verso il Club Italia di Ravenna, un trampolino che le permise di entrare nelle realtà italiane più quotate, Pesaro e Novara in primis, dove collezionò diversi successi, nazionali e internazionali. Una carriera in azzurro conclusa, come ultimo grande appuntamento internazionale, con le Olimpiadi di Rio nel 2016.

«Ho avuto l’onore per tanti anni di vestire anche la maglia azzurra e rappresentare il mio paese in tutte le manifestazioni internazionali: Europei, mondiali, grand prix, olimpiadi, avere il brivido di cantare il nostro inno ad ogni partita e per una stagione di esserne stata anche capitano è stata un’esperienza unica».


Dopo vent’anni la pallavolista Martina appende le scarpette al chiodo, dopo l’ultima stagione passata al Calcit Kamnik in Slovenia, squadra in cui era andata a giocare “accompagnando” il marito Mitar Djuric, che militava nel Lubiana. L’esperienza slovena era arrivata dopo il periodo di inattività che la giocatrice si era ripresa dopo la nascita della primogenita Mia. L’arrivo lo scorso giugno della secondogenita Maja ha sicuramente avuto la sua parte nella decisione della ex centrale di interrompere l’attività agonistica e dedicarsi alla famiglia. Che ora si trova nell’isola di Syros, per seguire, ma stavolta solo dagli spalti, le orme del marito che ha firmato quest’anno con il Finikas. Ma non è da escludere un suo ritorno alle origini: «Ora siamo tutti in Grecia, dove gioca mio marito e ci resteremo fino a maggio. Poi valuterò, il Volley Peccioli è da dove sono partita e mi ha chiesto se avessi voglia di mettermi in gioco». Martina, che all’inizio dell’estate è diventata agente immobiliare, vuole tenersi aperte tante porte. È necessario, lo sa lei e lo sanno le tante neo mamme che devono quotidianamente barcamenarsi tra impegni privati e professionali. Martina ha dovuto lottare per chiedere che venissero riconosciuti, a lei e alle sue compagne di squadra, precise garanzie che a metà anni duemila non erano riconosciute. L’occasione fu quella dello storico oro della nazionale agli Europei del 2007: «Eravamo un bel gruppo, tecnicamente molto forte con il giusto mix di giocatrici esperte e altre più giovani. In quell’estate vincemmo, per la prima volta nella storia della nazionale femminile, l’europeo in Belgio e Lussemburgo, battendo la Serbia e la World Cup in Giappone. Iniziammo, forti anche dei nostri successi, a chiedere una parità con i nostri colleghi maschi. Parità di salario, contratti più sicuri. Un percorso lungo che ora ha dato più garanzie a quelle giocatrici che, oggi, sono personaggi al pari anche di giocatori maschi di basket o di calcio. Questo grazie anche ai social, strumenti che danno la possibilità di avere molta più visibilità. Noi abbiamo aperto la strada».

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