Italia-Turchia: la lettera di Mancini, i sogni e le scelte tattiche per l'esordio

Euro 2020, allenamento della nazionale di calcio italiana allo stadio Olimpico di Roma

La carica non manca, adesso va trasformata in risultati. Perché un campionato europeo non concede seconde chance

ROMA. Come disse il buon Vujadin Boskov, “Se uomo ama donna più di birra gelata davanti a tv con finale, forse vero amore. Ma non vero uomo”. Non è una finale, ma è già tempo di scelte. E forse di birre.
L’apriamo noi il campionato Europeo affrontando la Turchia, l’apriamo noi che ormai abbiamo le ragnatele sull’ultimo trofeo vinto in questa competizione: era il 1968, l’anno ribelle, nel quale solo Riva e Anastasi unirono l’Italia. Ci riproviamo a distanza di 53 anni, con una nazionale che ha preso lo skilift dopo aver toccato il fondo, e ora sogna di arrivare lassù. Quanto “lassù” è complicato a dirsi. Ma abbastanza da farci divertire.

Euro 2020, l'attesa all'Olimpico per il debutto degli azzurri

LA LETTERA DEL MANCIO

La vigilia è stata segnata da una lettera che Roberto Mancini ha voluto scrivere a tutti gli italiani. Parole che trasudano senso di appartenenza e voglia di rappresentare un Paese. «Lo sport in questi momenti - si legge tra le righe - è uno strumento essenziale della nostra vita. Può aiutarci a stare meglio. La nostra Nazionale è consapevole di rappresentare un popolo fantastico e determinato, e per questo io insieme allo staff e ai 26 ragazzi che scenderanno in campo, sfrutteremo tutti i minuti di questa manifestazione per onorare il Paese che rappresentiamo». E ancora: «Onoreremo ogni minuto, scenderemo in campo con la spensieratezza di quando si è ragazzini e si comincia a giocare a calcio, ma anche con la responsabilità di chi rappresenta uno dei Paesi più forti e belli al mondo. Uniti sotto un unico cielo azzurro, con indosso la maglia azzurra, stringiamoci in un unico coro che unisce più di 60 milioni di italiani:Forza Azzurri !».

LE SCELTE DI STASERA

La carica non manca, adesso va trasformata in risultati. Da subito. Perché un campionato europeo non concede seconde chance, se sbagli sei praticamente tagliato fuori. E allora ecco che serve una vittoria contro la Turchia, squadra che nel ranking Uefa sta dieci posizioni sotto: terzi noi, tredicesimi loro. Ma attenzione perché sono squadra tosta, rognosa, che aggredisce e non ti fa giocare.

Mancini le scelte le ha già fatte. L’infortunio di Pellegrini è stato un brutto colpo, ma non da ko visto che il romanista comunque sarebbe partito dalla panchina. E poi il rientro di Verratti è ormai dietro l’angolo: appena il regista del Psg sarà pronto, è probabile che torni lui il titolare con Locatelli prima alternativa a centrocampo.
Stasera comunque ce la giocheremo col 4-3-3 e una formazione robusta, col giusto mix tra classe e potenza. In porta Donnarumma, due centrali a cui di certo non tremeranno le gambe come Bonucci e Chiellini che di partite internazionali ne hanno giocate in quantità industriali, esterni bassi Florenzi a destra e Spinazzola a sinistra. A centrocampo Jorginho play con ai lati l’esuberanza di Barella e la classe di Locatelli. In attacco Immobile sarà la punta centrale, col tridente completato da Insigne a sinistra e Berardi a destra.

Ma non ditelo al Ct che le scelte sono già fatte e stavolta c’è ben poco da nascondere. «Non è deciso ancora nulla per la formazione e tutti i giocatori sono molto concentrati perché sanno che anche se non dovessero partire dall'inizio, poi devono farsi trovare pronti. La concentrazione è massima, altrimenti sarebbe un problema».

PARTIRE DALLA DIFESA

Come si vince questa partita? Dalla difesa. Può sembrare un ossimoro, ma in gare come queste è fondamentale non subire gol. L’Italia viene da una striscia di otto partite consecutive senza subire gol ed è il mattone sul quale costruire questa prima parte di Europeo, con squadre alla nostra portata. Là davanti c’è qualità e un gol prima e poi ci scappa. Se dietro Bonucci e Chiellini fanno muro davanti a Donnarumma, siamo già un bel passo avanti.

VOGLIAMO ARRIVARE A LONDRA»

Massima non è solo la concentrazione, ma anche l’aspirazione di Roberto Mancini. «Ero fiducioso tre anni fa e ora lo sono ancora di più. Abbiamo lavorato bene, abbiamo dei giocatori bravi. C'è un ottimo gruppo. È tanto tempo che siamo insieme, ci siamo divertiti e vorremmo continuare a farlo e, alla fine, se riusciamo, ad arrivare a Londra... Ne riparleremo. Ma sono molto fiducioso».

Come detto, nel gruppo azzurro è arrivato Castrovilli, mentre l’Europeo resterà un maledetto rimpianto per il povero Pellegrini. «Sono dispiaciuto per gli infortuni di Sensi e Pellegrini. Spiace per Lorenzo, perché stava molto bene. Erano giocatori importanti per noi, si sarebbero meritati di giocare questo Europeo».

Poche parole sulla Turchia («Dobbiamo rispettarla, è una nazionale piena di talento») e un riferimento al pubblico: «Vista la situazione sarebbe stato più bello avere più gente. L'Olimpico pieno ci avrebbe dato una spinta in più ma giocare con nessuno e sedicimila... E' già un primo passo».

L’ultimo pensiero del Ct è alla sua notte. « Spero di dormire stanotte come le altre notti... Sarà una notte diversa dalle altre: spero di arrivare più avanti a non dormire, al 9 o al 10 luglio magari...». E se ci arriviamo, allora sì che serviranno birre fresche. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA