Euro 2020, l’Italia ha voglia di stupire: si può entrare nelle prime quattro

Superato il momento più nero della nostra storia calcistica. La rosa è discreta, il gioco c’è

A volte la sensazione di aver toccato il fondo è un’illusione. O comunque è una inconscia speranza, che rischia di scontrarsi con la realtà. La nostra nazionale, no, il fondo l’ha già toccato eccome: 13 novembre 2017, Italia-Svezia, 0-0 al termine di 90’ di una bruttezza disarmante, Ventura e i giocatori escono dal campo a testa bassa e tra i fischi, la nazionale è fuori dai Mondiali, come non accadeva dal 1958.

Quel giorno a fine partita esplosero le lacrime di Gigi Buffon. «Scusateci. Abbiamo fallito. Ma noi siamo testardi e caparbi, dopo delle brutte cadute troviamo sempre il modo per rialzarci e lo faremo anche stavolta». Aveva ragione. Ci siamo rialzati.

NUMERI RECORD

Non è una sensazione, ci sono dati e numeri che lo confermano. L’Italia di Roberto Mancini è reduce da 22 vittorie e 5 pareggi, non perde una partita dal 10 settembre del 2018 (ko 1-0 in Portogallo) e nella storia soltanto Vittorio Pozzo ne ha contate di più (30 consecutive). Non solo: col Mancio, in 32 match disputati dal 28 maggio 2018, abbiamo segnato 79 reti. Il che significa addirittura 2,46 a partita, un record per una nazionale storicamente abbastanza "stitica" quando si parla di gol segnati. In questo periodo sono state anche subite soltanto 14 reti, con gli azzurri che non prendono gol da 8 partite. Vero che nel calcio i numeri non sono una verità assoluta, ma qualche segnale lo lanciano.

IL PIACERE DELL’AZZURRO

Ha avuto un grande merito Roberto Mancini: averci dato di nuovo il gusto di guardare le partite della nazionale. Parliamoci chiaro: ma quanti Maalox bisognava buttar giù dopo una partita dell’Italia di Ventura? I veri eroi erano gli spettatori, e anche i telespettatori capaci di arrivare fino al 90’ senza aver cambiato canale.

Forse bastava tornare a vincere per far sbocciare di nuovo la passione. Ma Mancini ci ha messo sopra il carico, regalando alla nazionale un’anima e soprattutto un gioco. Già, l’Italia gioca bene. È un piacere guardarla. E ci siamo conquistati la qualificazione all’Europeo con una serie di partite da leccarsi i baffi.

I PUNTI DI FORZA

Ci tuffiamo in questo Europeo con la sensazione che il gioco e il gruppo siano i nostri veri punti di forza. Abbiamo un portiere di livello mondiale (Donnarumma), un centrocampista che ormai vale un top-player (Barella), il play della squadra che ha vinto la Champions (Jorginho) e una lunga lista di giocatori di ottimo livello che in nazionale riescono ad esaltarsi (come ad esempio Insigne). Il Ct oggi ha le idee chiare sulla formazione da schierare al debutto, ma dietro abbiamo soluzioni alternative interessanti, senza dimenticare che il rientro di Verratti appare ormai dietro l’angolo.

I PUNTI DEBOLI

Ci manca un campione, uno di quelli che ti risolvono la partita. Va detto che non sono molte le nazionali ad averlo, ma forse noi in particolari abbiamo un livellamento verso l’alto senza però punte vertiginose. In difesa molto dipenderà da due giocatori che sono comunque sul vialone che porta alla fine della carriera: Bonucci (34 anni) e Chiellini (36 anni). In un Europeo nel quale si gioca ogni quattro giorni, sarà complicato gestire il serbatoio delle energie.

In attacco forse manca una prima punta che ti fa dormire tra due guanciali. Immobile è giocatore di valore che in nazionale non ha però medie realizzative strepitose (46 partite giocate e 13 gol segnati), Belotti viene da una stagione non certo entusiasmante, la terza opzione è il giovanissimo Raspadori (21 anni) che però può essere solo un jolly. Certo, ci sono altri giocatori d’attacco che possono dare una bella mano (da Berardi a Insigne, ma anche Chiesa) ma il finalizzatore puro oggi non è una garanzia.

IL GIRONE

Chiaro che l’Italia sia la favorita del proprio girone (quello "A") non fosse altro che per il fatto di giocare tutte le partite di questa prima fase nel proprio stadio, all’Olimpico di Roma. Turchia e Svizzera nascondono delle insidie, mentre più defilato appare il Galles. Con la Svizzera il caso ha voluto che ci ritroveremo presto, visto che sono stati sorteggiati con noi nel percorso di qualificazione al mondiale qatariota del 2022.

Ylmaz il faro a cui la Turchia si aggrappa dopo la favolosa stagione con il Lille, ma occhio anche a Calhanoglu. La Svizzera è quadra insidiosa, certamente più quadrata rispetto alla fantasiosa Turchia: in attacco occhio a Seferovic (22 gol in campionato e 26 stagionali con il suo Benfica) ma l’uomo di maggior talento è certamente Granit Xhaka. Quanto al Galles, sembra la squadra più debole del girone, ma attenzione a Gareth Bale, che nonostante gli acciacchi è sempre una garanzia quando si parla di Nazionale.

Sarebbe molto importante chiudere il girone al primo posto. Per acquisire ulteriore entusiasmo, per proseguire il cammino europeo evitando una trasferta infinita (a Baku, in Azerbaigian) e per affrontare agli ottavi una squadra sulla carta più semplice (la seconda del gruppo C).

OBIETTIVO FINALE

Dove può arrivare l’Italia? Una indicazione di massima la forniscono spesso i quotisti delle varie agenzie di scommesse. E anche stavolta le loro valutazioni (della vigilia) sembra le più logiche: per Snai ad esempio la Francia è la squadra favorita, a seguire ci sono Inghilterra e Belgio, mentre come quarta forza è indicata proprio l’Italia, appena sopra a Germania, Portogallo e Spagna. Diciamo che, a meno di cataclismi, la vincente dell’Europeo uscirà da questo lotto di sette squadre.Partendo da questo presupposto, l’Italia ha come primo obiettivo di entrare nelle prime quattro. Di raggiungere insomma le semifinali che si svolgeranno (come le finali) a Londra. Guardare oltre è complicato anche se un pensierino ce lo fanno in molti. D’altronde non vinciamo un campionato Europeo dal lontanissimo 1968 e c’è voglia di tornare a sognare. --

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