Arbitri, lo scandalo dei voti taroccati arriva alla Procura: «Referti modificati»

L'arbitro fiorentino Niccolò Baroni

La denuncia del varesino Minelli e del fiorentino Baroni. Il legale: è una truffa per favorire i fischietti “amici”

ROMA. «Anche la Procura della Federcalcio è da settimane al lavoro sulla denuncia secondo la quale sarebbe stata manipolata la graduatoria degli arbitri della Can B dell'Aia della stagione 2019-20, attraverso la falsificazione dei voti attribuiti dagli osservatori che avrebbero poi determinato le dismissioni di alcuni associati». Lo si è appreso nelle ultime ore da fonti della Federcalcio. L'esposto è stato presentato alla Procura della Repubblica di Roma da due ex direttori di gara della Serie B, il varesino Daniele Minelli e il fiorentino Niccolò Baroni, che a conclusione dell'anno erano stati esclusi dall'organico dei fischiettiper la stagione successiva.

La Procura della Figc diretta da Giuseppe Chinè nelle scorse settimane ha già svolto decine di interrogatori ed ha inoltre acquisito una serie di documenti presso gli uffici dell'Aia. La conclusione delle indagini è prevista nei prossimi giorni», fanno presente a Via Allegri. «Denuncia di Minelli e Baroni? La vicenda viene da lontano, viene dalla storia di Gavillucci e dal rapporto della prestazione e dei voti che non corrispondevano. Il caso di Orsato è emblematico di quanto queste discrepanze sono incisive». Lo ha detto Gianluca Ciotti, avvocato dei due arbitri,, a proposito dello scandalo che rischia di travolgere il mondo arbitrale con la denuncia presentata da due fischietti alla procura della Repubblica di Roma. «Minelli e Baroni hanno esaminato dei referti che mostravano incongruenze e questo riguardava da vicino gli arbitri Robilotta e Abbattista. Una delle contestazioni fatte era che i voti non venivano trasmessi in maniera rapida, anzi anche dopo due mesi, e soprattutto il referto non veniva comunicato.


Questo ha portato a paventare che in questo arco di tempo - aggiunge - sarebbero avvenute delle modifiche nei referti». Sempre secondo il legale dei due arbitri «la procura federale farà un’indagine migliore e una valutazione su questi documenti.

Vedremo se ci saranno deferimenti, mi aspetto un intervento. Tutto questo si è verificato perché i deputati ai quali l’associazione aveva affidato una tutela legale sono colpevoli di non aver tutelato le norme». «Devo segnalare che quanto fatto con Gavillucci non era frutto del risentimento dell’arbitro. Senza Gavillucci questa vicenda non sarebbe mai emersa», precisa l’avvocato Ciotti.

«È un limite di chi doveva inserire delle norme. Questo fa capire di quanto ci sia bisogna di una tutela legale in grado di anticipare queste vicende. Una maggiore trasparenza sarebbe gradita.

Per quanto mi riguarda - conclude - questa può essere truffa e alterazione della competizione sportiva. La faccenda deve essere esaminata dal pubblico ministero. Vorrei che fosse fatta giustizia il prima possibile, per far sì che i miei clienti tornino in campo». —