Non c’è storia, vince sempre Nole

Djokovic esulta con in mano il trofeo appena conquistato

Djokovic batte in tre set (7-5 6-2 6-2) il russo Daniil Medvedev. È il nono successo a Melbourne per il croato, il 18° in uno Slam

Nole Djokovic si conferma il numero uno degli Australian Open, conquista il nono titolo a Melbourne Park e porta a casa il diciottesimo Slam superando in una finale a senso unico Daniil Medvedev per 7-5 6-2 6-2 in 1 ora e 53 minuti «Posso anche dire che l’età è solo un numero, e non mi sento vecchio, ma la realtà biologica è che arrivato a quasi 34 anni devo centellinare le mie energie e programmare la mia stagione in modo da raggiungere la forma migliore negli Slam, perché sono questi gli appuntamenti che contano - dice Nole - Quelli e il numero uno del mondo».

La prima posizione del ranking Nole la conserverà ancora per un bel po’e una volta che l’8 marzo supererà il record delle 310 settimane in testa al ranking di Federer potrà accantonare la classifica dalle sue priorità e iniziare sul serio a rivedere la programmazione stagionale, per dedicare più tempo alla famiglia. Altro discorso per i 20 major di Roger e di Rafa, che ora sono nel mirino: «Non sono ancora arrivato al record di Nadal a Parigi, ma c’è una storia d’amore con Melbourne e con gli Australian Open». Un match perfetto, con cambi di ritmo, smorzate e attacchi a rete che hanno dimostrato la duttilità del serbo. Al servizio è stato chirurgico, merito anche di Goran Ivanisevic come coach, con rotazioni differenti a secondo del momento. Slice esterno sul dritto del russo per poi attaccare con il colpo di controbalzo o servizi centrali per la successiva discesa a rete o prendere il campo. I due momenti chiave sono stati dal 3-0 al 3-3 nel primo set per poi andare 5-5 e sul 6-5 fare il break decisivo. Medvedev strappa il servizio a Nole, ma al numero uno riesce subito il controbreak e da quel momento il campo è nelle mani del number one con il finale identico alle otto volte precedenti: con la schiena sul greenset, l’abbraccio ai tre reduci del suo clan, il bacio alla Norman Brookes Challenge cup e il cuore lanciato verso le tribune, scosse da 7500 spettatori. «Questo successo è un capolavoro perché Djokovic ancora una volta ha mostrato al mondo che tennista eccezionale sia - spiega Goran Ivanisevic - Questa vittoria è ancora più dolce per la prestazione in finale contro Medvedev, ma anche per le difficoltà e il dolore che ha dovuto sopportare negli ultimi giorni». «Non mi piace perdere. Non importa se è un primo turno o una finale. Sono stato molto vicino a lui nel primo set, sono stato avanti di un break nel secondo, ma ho finito per perdere in tre set - spiega Medvedev - Non posso dire di aver giocato male, ma di certo non ho mostrato il mio massimo livello, anche perché lui col suo gioco non mi ha permesso di farlo. Lui è stato semplicemente migliore di me».

MUSETTI KO A BIELLA

Al Challenger di Biella il vincitore dell’Australian Open junior 2019 Lorenzo Musetti si ferma all’ultimo ostacolo. Dopo essersi aggiudicato in rimonta la semifinale-derby con Andreas Seppi (36 63 64), il 18enne di Carrara non è riuscito a conquistare il secondo titolo in questo circuito cedendo per 62 63 in finale, in un’ora e 12 minuti di gioco, al coreano Soonwoo Kwon. Comunque grazie a questo risultato il Next Gen azzurro migliorerà il proprio best ranking salendo al 115° posto della classifica Atp. --

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