Mr 100mila followers

Iannacone con El Shenawy

Da Pistoia al Il Cairo: Iannacone è il preparatore atletico dell’Al Ahly dal 2019

Da Foggia all’Egitto, passando per Germania e Belgio, ma con il cuore (e la casa) in Toscana, a Pistoia. Un uomo sempre in viaggio, Michel Iannacone: l’ultima tappa del preparatore dei portieri dell’Al Ahly, la squadra più titolata d’Egitto, è stata il Qatar, in occasione del Mondiale per Club.

Un’avventura ricca di soddisfazioni, conclusasi con un insperato terzo posto raggiunto grazie alle parate del "suo" numero uno, Mohamed El Shenawy. Il 32enne egiziano, estremo difensore della sua Nazionale, ha recitato la parte del protagonista, piegandosi soltanto davanti a sua maestà Robert Lewandowski in semifinale e ipnotizzando una vecchia conoscenza del calcio italiano come Felipe Melo, capitano del Palmeiras, nella lotteria dei rigori per il bronzo.

Iannacone, è soddisfatto delle prestazioni del suo pupillo?

«È stato grande. Dico che sarebbe pronto per fare il grande salto in Europa: ha la stoffa giusta, è alto e ha ottimi riflessi, anche se magari gli manca un po’di esperienza a certi livelli. Tuttavia finché resterò all’Al Ahly spero che non me lo portino via».

Vi siete arresi soltanto al Bayern Monaco degli invincibili. Che effetto le ha fatto?

«È stata una soddisfazione immensa confrontarsi con loro. E poi ho avuto l’onore di vedere all’opera Manuel Neuer, il prototipo del portiere moderno. In tv non sempre ci si rende conto di quello che fa, ma dal vivo è impressionante. È un modello per i miei allenamenti».

Insomma, la sua avventura in Egitto procede per il meglio.

«Abbiamo vinto tutto al termine di una stagione formidabile: Campionato, Coppa d’Egitto, Caf Champions League, adesso questo terzo posto al Mondiale per Club. In attesa di giocarci la Supercoppa d’Egitto».

L’Al Ahly l’ha chiamata nel 2019: da allora a Il Cairo è diventata un personaggio famoso, come testimoniano gli oltre 100mila follower su Instagram. Come si vive il calcio all’ombra delle piramidi?

«All’italiana. Sono tutti tifosi sfegati e bisogna vincere sempre, anche una semplice amichevole: la sconfitta non è accettata. In campionato abbiamo messo insieme 28 partite senza prendere reti, per dire. Io sono il primo preparatore dei portieri straniero nella storia del club, ma non pensavo di diventare così noto. Addirittura la gente mi ferma per strada chiedendomi foto e autografi».

Ci racconti la sua storia.

«Sono nato a Foggia ormai 61 anni fa, poi mi sono trasferito con la famiglia in Germania e successivamente in Belgio. Lì ho iniziato a giocare e poi ho intrapreso la mia carriera di preparatore dei portieri, prima al Raec Mons e dopo al Charleroi. Infine è arrivata la chiamata dell’Al Ahly e da allora vivo un sogno».

Segue anche il calcio nostrano?

«Assolutamente, quella italiana è sempre stata la scuola di portieri più importante al mondo. Anche se ultimamente ci stiamo un po’perdendo, come testimonia l’alto numero di stranieri tra i pali».

L’estremo difensore che apprezza di più in Serie A?

«Sarò banale, ma Buffon porta ancora tutti a scuola. Poi c’è Donnarumma, chiaro. E anche Gollini merita una menzione».

Chi vince il campionato?

«Vedo un bel duello tra le milanesi, ma punto sul terzo incomodo: la Juventus. Guai a darla per battuta».

Le manca l’Italia?

«Mi piacerebbe molto tornare in pianta stabile per poter lavorare in una squadra italiana. Il mio contratto con l’Al Ahly scade a settembre 2022, vedremo cosa mi riserverà il futuro».

E Pistoia?

«Purtroppo manco da oltre un anno a causa del Covid e mi dispiace molto. Non solo perché mia figlia abita lì (è sposata con Massimiliano Brio, figlio di Sergio, ex stopper della Juventus con un passato nella Pistoiese, ndc), ma anche perché ho una casa in centro dove sto benissimo. Mi sono innamorato di questa città e, quando finirò la mia avventura all’estero, è a Pistoia che voglio vivere». --

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