Bertelli, il braveheart della vela riapre la caccia ai neozelandesi

Pragmatismo e lavoro di squadra, così l’armatore coltiva il sogno della rivincita: «Il segreto? Timonieri impeccabili e grande equipaggio: miglioreremo ancora»

L’ho ancora negli occhi quel gesto: si avvicinò a un tavolo vicino a una vetrata dello Yacht Club di Punta Ala e spostò un vassoio ricolmo di frutta. Poi sorridendo, ma non troppo, esclamò: «Peccato, così si sciupa tutto…». Insomma, Patrizio Bertelli nel giorno in cui annunciava la sua prima partecipazione all’America’s Cup (era il 5 maggio 1999) e varava la splendida Luna Rossa, con una operazione del costo di decine e decine di miliardi, si preoccupava anche di mele, banane e arance. Questo è il nostro uomo a capo dell’impero della moda e leader della vela italiana: un pragmatico che ha conservato la sobrietà di quando ventenne iniziò a farsi largo nell’imprenditoria. Con in più l’ossessione per la precisione. E per il lavoro di squadra, che deve essere costruito su basi di impegno massimo.

A SUA IMMAGINE


Ecco, la Luna Rossa-Pirelli che va in finale per la seconda volta dopo aver travolto 7-1 gli inglesi di Ineos Uk, è figlia di tutto questo e quindi del suo armatore aretino che apprese i primi rudimenti della vela a Castiglione della Pescaia ed è “sopravvissuto” a tutti i cambiamenti della vela, anche i più estremi, da perfetto braveheart, un cuore impavido.

Luna Rossa non era partita bene nelle World Series, ma la capacità di reazione è risultata vincente e mentre americani e inglesi si gongolavano il team italiano in quattro mosse, durante la Prada Cup, ha trasformato la barca non veloce e poco equilibrata in un vero e proprio siluro che ha mandato a casa prima gli americani di Dan Barker e poi la scorsa notte il pluri medagliato olimpico Ben Ainslie e il team Ineos Uk sin troppo “sponsorizzato” dai neozelandesi che ora perdono anzitempo un possibile alleato. Patrizio Bertelli, che non può essere a Auckland a causa delle leggi sulla pandemia, ha mandato il suo messaggio: «L’equipaggio è stato davvero bravo, i nostri timonieri impeccabili, ma ora dobbiamo lavorare senza soste per arrivare ancora più forti alla finale».

LA DIFFERENZA

Già, la finale. Ci torniamo dopo oltre un ventennio. Allora vincemmo la Louis Vuitton, che per la prima volta si chiama Prada Cup (vittoria doppia per Bertelli). Accadde la prima volta nel 2000 (il Moro di Venezia di Gardini c’era riuscito già nel 1992). Il nostro timoniere Francesco De Angelis e il navigatore Torben Grael si consegnarono alla storia della vela per i match race infuocati con America One di Paul Cayard e John Kosteki. Dopo una elettrizzante “battaglia navale” vincemmo 5-4 ma arrivammo in finale al cospetto dei detentori di New Zealand emotivamente spremuti (tracollo 5-0), un po’ come era accaduto alla nostra nazionale di calcio al Mondiale 1970: dall’impresa del 4-3 alla Germania al tonfo con il Brasile (4-1) senza mai essere stati in campo. Torniamo alla Coppa America: questa volta il 6 marzo (al meglio di 13 regate) New Zealand troverà un’altra Luna Rossa, che niente ha a che vedere con quella di ventuno anni fa, perché il team è cresciuto sotto tutti i punti di vista, dall’esperienza all’organizzazione, sino al know how. E non troverà neppure la barca del 7-1 a Ineos, perché Luna Rossa ha in serbo un altro paio di cambiamenti, uno sicuramente ai foil, per guadagnare velocità in più. Certo Team New Zealand parte favorita, perché è veloce e ha pronto un nuovo set di vele (soprannominate Batman, per la forma) che le farebbero toccare velocità mai raggiunte prima.

QUELLE CRITICHE

All’inizio delle eliminatorie della Prada Cup su Luna Rossa s’era abbattuto un diluvio di critiche. La barca era sbagliata nel progetto, l’equipaggio inadeguato, il doppio timoniere una palla al piede, senza parlare di foil e vele e del tattico inadeguato. Insomma, gran parte della critica aveva da subito bocciato la nuova sfida italiana, come accadde alla Nazionale di Valcareggi che invece nell’82 conquistò la Coppa del Mondo. E dal giorno dopo anche i critici salirono sul carro azzurro. Per il momento anche molti fini pensatori del mondo della vela si sono dileguati. La scelta del doppio timoniere (Francesco Bruni è mancino quindi sta a sinistra, James Spithill sul bordo opposto) è un colpo di genio di Max Sirena che si è rivelato fondamentale; mentre si è visto quante difficoltà incontrava Ben Ainslie quando doveva passare da un timone all’altro, specialmente con il mare formato. Foil e vele sono state all’altezza, l’equipaggio ben coordinato lavora all’unisono e l’uomo delle scelte in base al vento, Pietro Sibello, è una delle rivelazioni del pozzetto. Avanti così.

Max Sirena l’altro ieri si è commosso. «Questa è la vittoria del gruppo – ha confidato –. E per gruppo intendo chi è a bordo e chi lavora a terra. Per me andare in finale da capo del team dopo aver battuto la barca di Ben Ainslie è una grande soddisfazione ma adesso si riparte, da domani si torna a lavorare ancora più duro e il 6 marzo dovremo essere ancora più perfetti e preparati perché conosciamo bene il valore dei kiwi».

LUNA TOSCA

Il dna di Luna Rossa è toscano. Si va dall’armatore aretino Bertelli (e a uno dei suoi due figli che fa parte della squadra) a tutta una serie di personaggi del team. Come per esempio Marco Capitani, di Porto Santo Stefano, designer affermato di vele nonché capo della progettazione, che fu anch’esso – come Max Sirena – ingaggiato da Bertelli su segnalazione del livornese Antonio Marrai. Altro velaio è Maximiliano Valli, di Populonia, che da anni vive a Valencia dove lavora per la North Sails. C’è poi il “senatore” Gianni Tognozzi (Castiglione della Pescaia), in Luna Rossa dal 2000. Il responsabile dell’elettronica applicata alla vela invece è il viareggino Marco Donati, 49 anni, che è stato anche con Mascalzone Latino e con Emirates New Zealand e Oracle. Eppoi c’è il preparatore atletico del Team, quello che cura i muscoli: è Stefano De Pirro, anche lui di Porto Santo Stefano, conosciuto ai massimi livelli del tennis perché fisioterapista dei più grandi tennisti del mondo. —

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