Francesca, la farfalla che pedala nel fango «Ma quanti ostacoli...»

La Baroni, 21 anni, vive a Bozzano e ha un handicap uditivo «Non posso entrare in un gruppo militare, andrò all’estero»

MASSIMO GUIDI

Se esisteva ancora qualche dubbio su chi fosse la più forte under 23 nel panorama del ciclocross nazionale al femminile il campionato italiano che si è disputato domenica sul circuito di Lecce ha tolto le residue perplessità. La numero uno è Francesca Baroni, la giovane (21 anni lo scorso 4 novembre) campionessa di Bozzano, portacolori della Guerciotti Selle Italia Elite alla quale ha dedicato l'ennesimo successo, che ha messo in fila alla sua maniera, per distacco, la compagna di team Realini e la Casasola conquistando per il secondo anno consecutivo il tricolore di categoria, arrivato quattro giorni dopo avere concesso il bis anche nel Giro d’Italia di ciclocross competizione nella quale ha vinto ben quattro delle sette gare in programma. E' contenta per i risultati anche se probabilmente si aspettava qualcosa di più in ottica di crescita a livello internazionale.


«Sono soddisfatta per i risultati ottenuti in una stagione complicata causa il Covid. Per fortuna a livello personale non ho avuto problemi di contagio ma purtroppo non ho potuto gareggiare all’estero. Mi è dispiaciuto molto ma c’era poco da fare. Peccato perché essendo questo il mio ultimo anno da under 23 speravo di fare un bel po’ di gare fuori dall’Italia per confrontarmi con le più forti del mondo, capire qual è il mio livello attuale e verificare su quali aspetti concentrare il lavoro per vedere se esiste la possibilità di colmare il divario». Non si accontenta Francesca anche se in Salento ha confermato di potersela battere con le migliori a livello nazionale. Basta infatti scorrere l'ordine di arrivo per verificare che solo quattro ragazze della categoria elite partite quasi un minuto prima, hanno tagliato il traguardo prima della Guerriera versiliese che per il sesto anno consecutivo è salita sul podio della prova tricolore: primo posto nel biennio 2016-2017 tra le junior poi tra le under 23 un secondo ed un terzo posto che hanno preceduto i due successi di fila. Risultati arrivati grazie all’allenamento e ad un carattere di ferro che le hanno permesso di vincere corse anche in condizioni estreme come a Nalles nel dicembre scorso. Carattere forgiato dalle difficoltà derivanti dal deficit all’udito che la costringono in occasione della partenza di una gara – uno dei momenti più importanti nel ciclocross - ad affidarsi al gesto di un “mossiere” non essendo in grado di percepire il colpo di pistola dello starter. Determinante per la sua crescita sportiva anche la famiglia: papà Luca la scorta nelle uscite per gli allenamenti su strada e mamma Alessandra la accompagna in occasione delle corse. Nonostante i successi Francesca un piccolo cruccio se lo porta dietro. Quello di non poter partecipare ad un concorso per entrare in uno dei corpi militari che sostengono lo sport come è accaduto a tante sue compagne d’avventura che possono così continuare a gareggiare con più tranquillità. «In Italia per una donna non è facile vivere di ciclismo. La speranza dunque è quella di andare all’estero oppure entrare a far parte di un gruppo sportivo militare. Ma causa il mio handicap questa via è al momento preclusa, speriamo che in futuro qualcosa possa cambiare». In attesa di buone nuove che speriamo possano concretizzarsi in un futuro non troppo lontano continua a guardare avanti come è giusto alla sua età. «Appena terminata questa stagione di ciclocross mi dedicherò alle gare su strada con la mia nuova squadra la Isolmant Premac Vittoria formazione diretta da Giovanni Fidanza. Ho bisogno di fare tanta esperienza. Le gare più importanti alle quali ho partecipato sono state le Strade Bianche dove ho dovuto alzare bandiera bianca dopo poco più di venti chilometri causa un guasto meccanico ed il Giro d’Italia». Quando scende di sella dalla sua bici Francesca è una ragazza tranquilla senza troppi grilli per la testa. «Mi piace stare in famiglia, leggere libri e guardare qualche film. Quando c’è la possibilità passare un po’ di tempo con le mie amiche, poche ma buone. Faccio poca vita mondana perché gli allenamenti mi impegnano per buona parte della giornata e per questo dopo il diploma di scuola superiore ottenuto nel 2018 al Piaggia di Viareggio ho deciso di fermarmi con gli studi per provare la carriera ciclistica. Una strada non facile da percorrere e proprio per questo mi sono data un tempo di prova, vedremo».