L’affondo di Cipollini con Cassani nel mirino «Io mai stato positivo, tu puoi dire lo stesso?»

Attacco del Re Leone al ct azzurro: «La rovina del ciclismo? Dici che sono io, ma tu non puoi insegnare niente a nessuno»

LUCCA. I due non si sono mai amati, tanto per usare un eufemismo. Una vecchia ruggine tornata fuori improvvisamente in questo agosto di ripartenza del ciclismo. A dare fuoco alle polveri un lungo video postato da Mario Cipollini sul suo profilo Facebook: il Re Leone di certo non le ha mandate a dire al commissario tecnico della nazionale di ciclismo, Davide Cassani. Che, per il momento, non ha replicato cato alle parole dell’ex campione lucchese. Cipollini è tornato a un fatto di sette anni fa, quando furono pubblicate delle indiscrezioni in base alle quali l'ex campione lucchese si sarebbe rivolto a Eufemiano Fuentes, medico indagato nell'ambito dell'Operacion Puerto. Cipollini sarebbe rimasto molto infastidito da certe frasi del tempo di Cassani, allora opinionista della Rai prima di essere nominato ct della bicicletta.

Cipollini, nel video, ricorda che Cassani scrisse sui social che lui sarebbe stato la rovina del ciclismo, di avere deluso migliaia di bambini. «Quel post gli è stato suggerito da qualcuno, poi è stato rimosso - ha detto l’ex velocista - ma non l'ho mai rimosso dalla mia mente». Cipollini racconta di avere iniziato a fare controlli antidoping all'età di diciotto anni, ho vinto fino a 39, 189 vittorie, 42 al Giro e 13 al Tour. «Non sono mai stato positivo, lo giuro, così come è successo a Marco Pantani. Tu sei pronto a giurare davanti a tutti di non essere mai stato trovato positivo?», ha chiesto direttamente al ct. «Sono arrivato al professionismo nel 1989, ho gareggiato con i più grandi, dei giganti. Tu sei solo un burattino in mano al sistema . Come ct non insegni niente perchè non hai imparato niente. Hai più sponsor sulla maglietta di tanti atleti che corrono, la mia immagine del commissario tecnico è quella di Alfredo Martini e Franco Ballerini con la loro maglia “Italia”. I corridori o sono leoni o pecore, e tu sei pecora - continua Cipollini - non sei mai partito da un albergo con la vittoria in testa. L’anno scorso al campionato del mondo tu eri a 12 km dall’arrivo con l’ombrellino come un turista giapponese mentre Trentin si giocava la vittoria. Tu saresti dovuto essere sull’ammiraglia a parlare con il tuo corridore. Io ho parte cipato a due campionato del mondo e li ho vinti entrambi». Poi Cipollini parla anche degli sponsor. «Ma davvero certe aziende hanno bisogno di uno come Cassani? Come testimonial ci vuole uno come Moser. E perchè la nazionale dev’essere sponsorizzata da un’azienda di auto giapponese? E la cosa peggiore è che volete portare la partenza del Tour in Italia. Con quei soldi il ciclismo potrebbe ripartire...». Ora non resta che attendere la risposta del ct. —