Sport, rimettiamoci in moto: così faremo nuoto, ciclismo, running, basket e tennis

La pandemia rivoluziona la vita degli atleti e di tutti gli amatori dello sport. Ma non sarà possibile rinunciare a oltranza agli allenamenti: così si pensa seriamente a come sarà possibile rimettersi in moto in sicurezza. Ecco cinque approfondimenti sugli sport più amati e praticati: il nuoto, il tennis, la corsa, il ciclismo e il basket

«Confido che dal 4 maggio ci sia un'apertura, con tutte le prescrizioni e le indicazioni concordate con il ministro Vincenzo Spadafora e il comitato scientifico naturalmente. Ci sono 387 discipline sportive chiuse. Il governo ci farà sapere, ma noi stiamo già preparando tutto». L'auspicio arriva dal presidente del Coni Giovanni Malagò. «Ci sono molte differenze. Sport individuali e di squadra. Outdoor e indoor. È evidente che un golfista che sale in macchina, va da casa sua al campo, si allena senza passare dallo spogliatoio, sta due ore sul green e poi torna a casa in auto a farsi la doccia, è cosa diversa da un match di judo o di pugilato. Va tutto codificato. Non si può dire solo "stai a casa". Si potranno fare soltanto allenamenti senza contatto, oppure gli atleti dovranno certificarsi. Certo, chi fa atletica leggera e corre da solo a distanza di 30 metri dagli altri all'aperto non mette in pericolo nessuno. Ecco, se non ci saranno controindicazioni, dal 4 maggio questi potranno ricominciare. Con le dovute differenze a seconda delle discipline».

Tutto pronto, dunque. Ma nella pratica? Di certo gli sport individuali, sono nettamente favoriti. E pur con tutte le cautele del caso sarà possibile rivedere i ciclisti per strada, i runners sul lungomare o nei parchi, i circoli del tennis riaprire i battenti. Quelli che soffriranno di più sono gli sport di squadra, tra tutti il basket e il calcetto, i più praticati nella nostra regione, ma anche il beach volley. I “gabbioni” a Livorno, ad esempio, difficilmente apriranno la prossima estate. Un ragionamento,semmai, si sta tentando di fare sul calcio camminato, quella disciplina a bassissima intensità agonistica che non prevede scontri e contatto fisico, e che dunque potrebbe costituire un primo passo di riavvicinamento all’agonismo.

Il nuovo decalogo del tennis: guanto, gel e grip monouso

Il tennis, quello degli amatori, dei circoli, si appresta a ripartire ed è pronto alla fase 2. E' stato sottolineato nell'evento digitale «Il tennis al tempo del Coronavirus» che la federazione guidata da Binaghi ha voluto con forza per sollecitare la ripartenza di uno degli sport più popolari.

«Non possiamo fare previsioni sulla ripresa ma possiamo anche immaginarci una ripartenza differenziata. Il tennis, per esempio, come altre discipline dove non si deve necessariamente condividere lo spogliatoio potrebbe riprendere prima di altre – ha spiegato Vito Cozzoli presidente di Sport e Salute - Anche il ministro Spadafora ci sta lavorando in questi giorni, sta operando a una ipotesi di riapertura graduale anche del mondo sportivo».

«Il nostro è uno sport sicuro - spiega il presidente regionale della Federtennis Toscana, Luigi Brunetti - la priorità per noi è la rapida riapertura dei circoli, che sono chiusi ormai da oltre un mese. Abbiamo insegnanti competenti e migliaia di giocatori e allievi che vogliono rientrare in campo. Nella classificazione degli sport più adatti ai tempi del Coronavirus, sicuramente il tennis è in testa – continua Brunetti -: non è uno sport di contatto, si gioca in questo periodo quasi esclusivamente all’aperto e in un campo di 1000 metri quadrati possono entrare al massimo quattro; dunque, si può fare. Il nostro sport dovrebbe essere il primo a ripartire. Ripartenza che dovrebbe essere alle porte con le dovute accortezze».

Abbiamo chiesto quale potrebbe essere un decalogo per iniziare a giocare a Michelangelo Dell'Edera, direttore dell’Istituto di Formazione Roberto Lombardi. «Stiamo giocando una partita difficile ma siamo convinti di poterla vincere grazie alla formazione - mette in luce il direttore Dell'Edera - e gli appassionati dovranno mettere in campo molte e nuove accortezze. in prossimità dei campi bisogna arrivare sempre con la mascherina, i guanti e gel igienizzante nel porta racchette. Mantenere sempre la distanza di sicurezza di almeno un metro prima, durante e dopo aver giocato a tennis, soprattutto nel doppio; Quando giochi, ricordati di indossare il guanto con la mano non dominate con cui lanci la palla nel servizio o raccogli le palline. Se non riesci a giocare con il guanto, poiché giochi il rovescio a due mani, utilizza il gel disinfettante ad ogni cambio campo. La stretta di mano puoi sostituirla con un tocco della punta della racchetta. Prima e dopo il match lavati accuratamente le mani e utilizza il gel, cambia campo dal lato opposto rispetto al tuo avversario, infine togli l’over-grip al termine di ogni incontro e rimettine uno prima del successivo. Ogni circolo dovrà costruirsi il suo decalogo – conclude dell’Edera - perché in Italia le strutture sono troppo differenti una dall’altra. Abbiamo circoli con 1 o 2 campi e spogliatoi ampi e circoli con 10 campi e spogliatoi piccoli. Circoli che hanno o non hanno bar e ristorante, circoli dove si prenota solo on line o circoli con la segreteria o la reception». —

Piscine, percorsi separati e corsie meno piene

In attesa che la Federazione Italiana Nuoto - attraverso una task-force di esperti e nella persona del presidente Paolo Barelli, tra i più attivi in queste settimane perché ben consapevole dei costi che dovranno affrontare gli impianti natatori - vari la relazione richiesta dal Coni al fine di indicare i fattori di rischio legati all’attività sportiva agonistica e amatoriale, così come i diversi luoghi o momenti in cui essa è praticata, e agevolare la redazione dei protocolli relativi alla cosiddetta Fase 2 (distanziamento, indice di affollamento di una palestra, modalità di svolgimento delle competizioni), il mondo delle piscine s’interroga sul come sarà vissuta un’ipotetica riapertura il 4 maggio.

Ovviamente - ma come detto si tratta di semplici supposizioni - sarà difficile pensare ad un corso di nuoto adulti con 20 persone in una corsia, oppure agli allenamenti delle categorie Esordienti e lezioni della scuola nuoto con intere famiglie sugli spalti. Per non parlare dell’acquafitness che ogni anno richiama centinaia e centinaia di utenti. Sarò complicato, insomma. Ma non impossibile.

Anche perché, stando ai pareri degli specialisti, l’acqua clorata e l’alta temperatura tipica delle piscine sfavorirebbero la diffusione del virus. Detto questo a Livorno e in diverse altre piscine della nostra regione, ancor prima che l’emergenza si trasformasse in pandemia, il gestore dei due impianti comunali (Officina dello Sport in collaborazione con Sport Management) aveva prontamente sanificato tutti i locali, il piano vasca e disposto alcuni interventi per attuare le norme di distanziamento nelle aree comuni il tutto seguendo i punti descritti in uno dei primissimi Decreti ministeriali. In tal senso il presidente della Federnuoto ha ribadito l'urgenza di sostenere le associazioni e società sportive che gestiscono i 70.000 impianti sul territorio nazionale.

«Temo la chiusura di molti di essi - ha spiegato Barelli - dopo questa pandemia che mette non solo in crisi i campioni, ma tutti i cittadini che utilizzano le strutture per svolgere attività motoria. I campioni del nuoto potranno rientrare in acqua quando il Governo riterrà terminata la Fase 1 e darà il via alla Fase 2 (A questi, inoltre, potranno seguire ulteriori disposizioni regionali e comunali, ndr); ma le piscine sono impianti molto costosi e delicati, quindi bisognerà riaprirli nel modo giusto, tutelando la salute ma consentendo l'accesso a più utenti, altrimenti i costi non reggerebbero il peso e l'urto di pochissimi atleti che li frequentano».

Insomma, sarà possibile tornare a nuotare tra non molto, ma dovranno essere messe in campo una serie di accortezze del tutto nuove, che però saranno necessarie per usufruire della piscina in assoluta sicurezza. Una delle misure di cui si sta parlando in questi giorni indicherebbe il numero massimo delle persone che dovrebbero occupare una corsia: si va da tre a cinque, ma si tratta - come detto - di supposizioni che dovranno poi tenere conto delle indicazioni da parte del ministero della Salute. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni. —

Basket: allenamenti contingentati e nuovi format

Il basket avrà qualche difficoltà in più a ripartire, perchè si tratta di uno sport di contatto. Il presidente della Fip Gianni Petrucci ha dichiarato conclusi tutti i campionati, dalla Serie A in giù. Inoltre, rispetto ad alcune discipline come il tennis e il nuoto, la pallacanestro vive per un buon novantacinque per cento di eventi agonistici.
Non esiste un’attività corsuale (amatoriale) come accade nelle piscine, ma soltanto i campionati amatori - gestiti per lo più dalla lega Uisp - che comunque comportano contatti e soprattutto cene di squadra post partita.

Di conseguenza, un’eventuale ripartenza il 4 maggio potrebbe ridursi a semplici allenamenti basati sui fondamentali a piccoli gruppi, ma tutto è ancora da scrivere sotto questo aspetto. Solo fondamentali. Zero contatti. E neppure una sfida uno contro uno, tanto per intenderci. Poi ci sarebbero i casi limite: la Fiba, ad esempio, ha mantenuto in calendario i campionati del mondo Under 18 (Budapest, in agosto). E Ivan Onojaife - gioiellino 2003 di casa Pallacanestro Don Bosco (bronzo europeo lo scorso anno a livello di Under 16) - potrebbe ambire appunto ad una maglia azzurra iridata.

Molte società toscane hanno dichiarato di essere già proiettate sul futuro, con la volontà di farsi trovare pronte in qualsiasi momento alla ripartenza per Minibasket e settore giovanile. Una delle proposte è quella di abolire le tasse gara o rimodulare le formule dei tornei giovanili,m se ne parlerè diffusamente nel corso dell’estate. Per i campionati Senior bisognerà invece attendere le nuove disposizioni federale e trovare i soldi, ma questo è un altro discorso. —

In bici distanziamento di due metri, meglio le strutture protette

Anche il ciclismo è pronto per la ripresa dell'attività. In attesa della valutazione da parte della task force istituita dal Coni, il consiglio federale ha avviato un iter di valutazione riguardo la ripresa degli allenamenti.
«In realtà il ciclismo non si è mai fermato in questi giorni di emergenza - dichiara il presidente Renato Di Rocco - nonostante il blocco, il nostro mondo ha mostrato una vitalità e forza propositiva che permetteranno anche di arricchire le nostre attività in futuro. Penso alle iniziative virtuali legate al Giro d'Italia, a tutte le forme di allenamento online che la Federazione ha messo a disposizione sin dai primi giorni di lockdown e alle attività di volontariato di molti nostri atleti». Sì, ma come ripartire? «I nostri tecnici stanno ragionando come farlo, anche alla luce di diverse evidenze scientifiche che sconsigliano, in questa fase, l'allenamento di gruppo».

Se, infatti, un recente studio «Towards aerodynamically equivalent COVID19 1.5 m social distancing for walking and running» mette in evidenza come la distanza di un metro e mezzo non sia sufficiente quando subentra un azione di moto, impegnativa sul piano dinamico come quella del ciclismo e della corsa, la Federazione sta approntando diverse metodologie di allenamento.

Lo scenario più plausibile è legato alla ripresa degli allenamenti in solitaria. In caso di un allenamento con più persone, i centri territoriali, i velodromi, le scuole di ciclismo, i ciclodromi, gli impianti dedicati alla mountain bike o al fuoristrada rappresentano strutture che consentono il pienissimo rispetto delle prescrizioni sanitarie, oltre i luoghi di formazione e controllo sulla corretta preparazione da effettuare in questo periodo. —

Running: mascherine e distanziamento

Tornare a fare sport all'aperto, a partire dalla corsetta, anche oltre i limiti dei 200 metri o dei dintorni di casa, ma per il tempo necessario e, soprattutto, da soli. È una delle ipotesi che il governo sta prendendo in considerazione in queste ore per il nuovo decreto con le regole per la fase 2, quella dal 4 maggio. I tanti runners della nostra regione possono iniziare a pensare di riprendere la propria attività, non le gare, ma semplicemente allenamenti da soli rispettando le regole legate alla distanza e con mascherina. Tra le ipotesi c'è anche la possibilità di uscite scaglionati per fasce di età e un tempo massimo. Un primo passo per i tanti appassionati che si sono dovuti attrezzare in casa e se qualcuno si azzardava a correre non aveva certo occhiate positive.

Tra l'altro in Europa la corsa è vista come aspetto salutare e in Germania fare sport o attività individuali all’aperto è possibile purché sia rispettato il metro e mezzo di distanza. Anche in Francia si possono fare passeggiate e attività fisica, purché se da soli o in compagnia del proprio nucleo familiare per un’ora al giorno e in un perimetro di 6,28 km da casa. Nel Regno Unito è permessa una forma di esercizio fisico al giorno, corsa, bici, passeggiata, da soli o con i propri conviventi.

Ma da noi è tutto pronto per ripartire ? «In occasione dell’incontro con il Ministro dello Sport Spatafora,la Fidal ha presentato, una bozza di lavoro sottoposta ed inviata agli organismi territoriali, il disciplinare per la riapertura dei campi di atletica non solo agli atleti ma anche alle scuole di atletica, tenendo conto naturalmente di tutte le prescrizioni di sicurezza emanate dal Governo - spiega Alfio Giomi presidente della federatletica - Tale documento prevede e richiede l”apertura dei campi il 4 maggio, proprio in ragione del ruolo essenziale che ha l”attività motoria e sportiva per la salute, fisica e mentale, della persona. Per noi le società sportive sono il motore ed il cuore per qualsiasi iniziativa atta a riaccendere l’attività e preparandoci a riaprire dobbiamo tenere conto dello scenario nuovo in cui andremo ad operare».

Marco Ceccantini, presidente Uisp di Firenze: «Le misure dovranno tenere conto della reale applicabilità da parte delle società sportive dilettantistiche e di base all’interno di una palestra dove non è possibile mantenere il distanziamento sociale in questo momento è impossibile fare attività, Diversamente penso che un podista che corre in solitaria all’aperto e munito di mascherina non faccia nessun danno e per questo è giusto che la libertà di poter svolgere la propria corsa sia fondamentale anche da un lato psicologico».

Infine interviene Gerardo Vaiani Lisi sul tema dei Master (i veterani over 35) e spinge anche lui per poter iniziare a correre. « Bisogna ripartire prima possibile dal punto di vista dell’allenamento e della pratica sportiva che è essenziale, sia fisicamente sia mentalmente - spiega il responsabile del settore Master - Ritengo invece che l’attività agonistica possa e dovrà riprendere senza fretta e senza assilli. Il mondo Master significa certamente agonismo ma soprattutto salute, passione e amicizia oltre che turismo». —