Quando il Ponte a Moriano sconfisse le Ss

1943, un'amichevole passata alla storia contro i soldati nazisti. E nel romanzo del club bianconero anche la sorella di Galeazzo Ciano e uno stadio costruito a forza di braccia

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PONTE A MORIANO. Raramente la storia di una società dilettantistica si fonde e si interseca con la storia, quella con la S maiuscola, come quella del Ponte a Moriano. C'è tutto, proprio tutto in questa lunga vicenda che parte dal 1905, quando in paese viene fondata la prima società sportiva, che però si diletta soltanto di ciclismo e di palla ovale, ovvero il rugby. 

Ci sono anche, e soprattutto, le sfide contro i soldati tedeschi che, nel 1943-44, occupavano la Lucchesia. Partite vere, che da queste parti sono ancora ricordate. Undici ragazzi in bianconero, i pontammorianesi, contro undici ragazzi con la divisa nazista che presidiavano il paese e le valli vicine. Quei novanta minuti erano un modo per sconfiggere la noia e forse anche la paura, era come evadere dalla realtà.

Secondo le cronache del tempo furono i tedeschi, probabilmente più allenati, a vincere quasi sempre. Salvo una volta, che infatti è passata alla piccola storia del paese: una partita dellì'estate del 1943 in cui il Ponte a Moriano vinse per 4-2, e quella partita ebbe eco persino sulla stampa nazionale.

C'è anche la storia della contessa Magistrati, sorella di Galeazzo Ciano, che nel 1926 fece da madrina alla cerimonia di inagurazione del nuovo campo di gioco del paese, celebrata con una vittoria per 2-0 con il Borgo a Mozzano con incasso record per l'epoca (700 lire).

Nel 1930 fu realizzato un campo sportivo ex novo, per venire incontro alla passione crescente della gente. Un'impresa, anche questa, entrata nella leggenda:  con i soldi di alcuni benefattori del posto e le braccia di centinaia di volontari, il campo finalmente vide la luce: sarà utilizzato fino al 1965.

Nella storia del Ponte a Moriano c'è anche il primo esperimento di Totocalcio: era il 1947 quando un gruppo di sportivi varà un sistema di scommesse sulle partite delle squadre lucchesi, con tanto di montepremi e regolamento. I proventi, ovviamente, andavano al finanziamento della squadra.

Oggi, a Ponte a Moriano, la storia continua. Una società saldamente ancorata al paese, al territorio, una squadra che continua a farsi onore in Prima categoria. Con un pcchio al futuro e uno al passato, a quelle sfide con i soldati tedeschi e a quei campi realizzati a forza di braccia.