Obiettivo3, come il numero dei giovani che Zanardi lancerà verso Tokyo 2020

Alex Zanardi in gara a Marina di Massa

Il campione di sport e di vita a Marina di Massa per la “Due giorni del mare”

Quando si parla di Alex Zanardi si parla di orgoglio, forza di volontà, entusiasmo e gioia di vivere senza dimenticare gli altri. Si parla di un uomo eccezionale prima ancora che di un atleta eccezionale, un esempio di coraggio che tutti dovrebbero seguire per non fermarsi di fronte alle difficoltà. Già, perché Alex dalle difficoltà - dopo il pauroso incidente che anni fa gli ha portato via le gambe - ha tratto quella linfa vitale che gli permette di andare avanti come e più di prima. L’ultima sua impresa si chiama “Obiettivo3”, un programma da lui ideato per agevolare l’avvicinamento allo sport delle persone disabili, peraltro presentato nei giorni scorsi a Marina di Massa durante la “Due giorni del mare”, importante competizione ciclistica internazionale riservata alle categorie Handbike, Tandem e Disabili fisici. Tanto per cambiare, Alex Zanardi è stato uno dei protagonisti assoluti vincendo la prova in linea.

Alex Zanardi presenta Obiettivo3: "Vorrei portare tre giovani a Tokyo 2020"

Alex, in cosa consiste “Obiettivo3” ?

«Sono una persona che ha degli strumenti in più rispetto a tanti altri, una visibilità che mi accompagna e che mi dona il potere di fare cose che per altri sarebbero molto più complicate. Per questa ragione ho cercato di restituire qualcosa ad un mondo che mi ha già dato tantissimo, quello paralimpico, in particolare il paraciclismo, e così mi è venuta questa idea. Si tratta di un progetto di solidarietà. Spesso è molto complesso per persone con disabilità praticare o avvicinarsi allo sport, ci sono delle spese che tante volte sono pesanti, così abbiamo acquistato attrezzature sportive che diamo in comodato d’uso consentendo a tante persone di fare una prima esperienza. Per noi è un vanto essere qua a Marina di Massa, la “Due giorni del mare” è ormai diventata una classica, una delle prime della stagione e, per noi del progetto, il primo impegno stagionale con quasi quaranta nostri atleti in gara.È molto bello ad un anno da quando è stato avviato il progetto avere così tanti ragazzi in gara, sono molto orgoglioso di questo».
 

Non si smentisce mai, anche stavolta è riuscito a vincere la gara dopo una bella lotta…

«Sì, ho vinto, ma a dire la verità sono stato un po’ cattivo, nel senso che ci tenevo molto a vincere questa gara con una bicicletta che porta il mio nome e che ho contribuito a realizzare.
C’era un altro atleta e compagno di nazionale, Diego Colombari, un caro amico che correva con lo stesso mezzo che ha avuto un inconveniente all’inizio e poi c’era questo ragazzo portoghese molto forte a cui mi sono accodato per tutta la gara facendogli fare il lavoro duro. Magari non è un modo molto sportivo di correre ma lui ha capito il perché e non si è offeso quando in volata l’ho superato abbastanza agilmente. Comunque devo dire che questa gara è sempre bellissima grazie ad una organizzazione perfetta che ogni anno la fa crescere aggiungendo sempre qualcosa».
 

Il prossimo traguardo?

«Avanti con “Obiettivo3”, che è anche uno slogan. Avevamo bisogno di raccontarci alle persone che si domandano quale sia il fine. Il fine è sostanzialmente dare l’opportunità a quante più persone possibili di “assaporare” lo sport. L’ambizione è di riuscire a trovare, tra i ragazzi che mettiamo in strada, almeno tre di loro che possano qualificarsi per Tokio 2020».