Quella coppa alzata al cielo: i ricordi dell’Europeo sono onde

“Tranquilli, dorme al sicuro: la proteggiamo noi”, il post di Bonucci e Chiellini a letto con la coppa

E uropei. Un mese dopo. Di quell’impresa mi porto appresso una serie di ricordi. Riaffiorano come flash. Si accavallano come onde. E sono talmente tanti (e tutti talmente belli) che l’ultimo prende il sopravvento sul precedente. Come sfogliare un album dei ricordi ed esclamare ad ogni foto:

«ma ti ricordi questa?»

«no, no, ma questa?»

«no ma questa le supera tutte»

«aspetta, questa è la migliore».

I giorni in Sardegna, l’esordio a Roma, i sorrisi delle cene a Coverciano, l’abbraccio di Vialli e Mancini, l’inno cantato a squarciagola, la vittoria contro il Belgio, ‘o tir a giro, Wembley, la finale in casa loro, i messaggi di Salva, la conquista «centimetro dopo centimetro», Donnarumma che para, l’esplosione di gioia, gli abbracci con Manu, la Coppa in cielo e poi nel letto con Bonnie, Mattarella, Draghi, la gente in strada, il rumore dell’amore, un MEME che mi accompagna ormai ovunque, ma soprattutto le facce di ogni mio compagno e di tutto il team azzurro: timorose, coraggiose, consapevoli, incredule, in estasi. Me le porto tutte dentro. Perché vincere un Europeo è qualcosa che va oltre l’ordinario e in ogni flash ringrazio queste persone straordinarie che mi hanno accompagnato in questo incredibile viaggio che non dimenticherò mai.

Londra, 11 luglio 2021, stadio di Wembley: gli azzurri alzano la coppa degli Europei 2020 dopo aver battuto l’Inghilterra ai calci di rigor

(fonte: La Stampa)