Italia gran riserva: è ora di Belotti e Chiesa, Mancini studia le alternative

Andrea Belotti, 27 anni, otto reti nella gestione azzurraa guida Mancini ct. Stesso bottino conquistato da Immobile

Domenica pomeriggio c’è il Galles: terza ed ultima gara azzurra a Roma. poi gli ottavi di finale a Londra o ad Amsterdam

Nessun calcolo, ma una piccola rivoluzione sì. Roberto Mancini, ct azzurro, guarda al Galles e non al tabellone: domani pomeriggio chiederà ai suoi ragazzi di chiudere il girone al primo posto e poco importa se finire primi ti può mandare a sbattere contro corazzate come Belgio o Francia prima dell’eventuale, ultimo, atto. Diverso è il discorso legato agli interpreti che chiuderanno la nostra parentesi romana di questo Europeo: tre partite, due già vinte ed ottavi in tasca da mercoledì notte. La piccola rivoluzione può diventare grande perché grande è l’occasione che avranno quei giocatori rimasti nella rete di ballottaggi persi: Chiesa e Belotti. Mancini ha scelto il tridente più funzionale al suo gioco, ma il ct della ripartenza è tutto tranne che un integralista: Berardi, Immobile ed Insigne, oggi, sono un passo avanti rispetto alla concorrenza, ma, alle loro spalle, è giusto aspirare ad un ruolo che non sia soltanto da comparse a cominciare dal duello con i gallesi.

Chiesa e Belotti, il loro Europeo può cominciare. Chiesa si è affacciato all’evento itinerante con il miglior bottino possibile: dentro ad una stagione bianconera sulle montagne russe è stato il giovane attaccante la nota meno stonata. «In Nazionale mi porto la mentalità vincente della Juve: sono pronto, voglio lasciare il segno con la maglia dell’Italia», racconta l’ex ragazzo d’oro della Fiorentina. Chiesa ha perso la volata con Berardi, ma la corsa è ancora lunga: l’ha persa (per ora) perché l’esterno d’attacco del Sassuolo sa trovare una migliore armonia con i compagni e, soprattutto, ha quel gusto del gol che allo juventino manca quando si ritrova in azzurro dove, su 27 gare, ha realizzato solo il nono gol del 9-1 contro l’Armenia. Belotti è rimasto un passo indietro all’amico Immobile non tanto per colpe proprie, ma per meriti di Ciro: il laziale è uscito dal momento di appannamento con l’Europeo alle porte e, improvvisamente, ha ritrovato la strada del gol nelle ore in cui il Gallo era ostaggio della cattiva stagione granata e di un forma frenata dal post-Covid.

Mancini chiede il primo posto nel girone e cerca il giusto equilibrio tra desiderio di chiudere la prima fase in bellezza e la necessità di far rifiatare i titolari più titolari degli altri. Chiesa e Belotti, rispettivamente al posto di Berardi ed Immobile, potrebbero non essere le uniche novità, anzi: là dietro, Toloi si candida a sostituire Di Lorenzo ed Emerson il vivacissimo Spinazzola con Chiellini ai box in attesa degli ottavi di finale. In mezzo al campo, riecco Verratti, recuperato a tempo di record in base a quanto previsto dallo staff medico del Paris Saint Germain che ne avevano messo in dubbio la partecipazione agli Europei. E in mezzo al campo, uno tra Locatelli e Barella usciranno di scena. Cinque anni fa, dalla seconda alla terza gare del girone e con la qualificazione conquistata, l’allora ct Conte affrontò la Repubblica di Irlanda ad Euro 2016 con ben otto giocatori diversi: finì con un ko indolore. Mancini cambierà, ma non così profondamente.

(fonte: La Stampa)