Mancini senza dubbi: “Italia, spirito giusto. Sono molto fiducioso”

Roberto Mancini, 56 anni, Ct dell’Italia dal 14 maggio 2018

Roma si è colorata d’azzurro, torna il tifo sugli spalti. L’emozione del ct: «Noi favoriti dal fattore campo? No, sarà come giocare in campo neutro. Se facciamo quello per cui ci siamo preparati, non vedo problemi, pur con un avversario di qualità»

ROMA. Prima tre, poi due e, ora, zero. I dubbi su chi aprirà il nostro Europeo dentro l’Olimpico di Roma sono svaniti e il ct azzurro Roberto Mancini rinvia il tempo delle notti insonni. «Spero di non dormire tra qualche settimana, magari - dice - tra il 9 e 10 luglio. La formazione? La sapete già...». Il 9 o 10 luglio sono i giorni di vigilia della finalissima di Wembley, dove la nave Italia ha puntato la propria prua e dove spera di arrivare superando uno dopo l’altro gli ostacoli, a cominciare dai turchi.

Roma si è tinta di azzurrino, il colore di Euro 2020. Un po’ di immagini, un po’ di maxischermi sparsi per la città: l’Europeo itinerante, da queste parti, durerà dieci giorni più un quarto di finale che non ci riguarderebbe nel caso di qualificazione. «Pensavo di poter contare sul tifo di un pubblico più numeroso, ma - racconta il Mancio - poco più di quindicimila spettatori è sempre meglio di niente. Noi favoriti dal giocare in casa? Direi di no, Italia-Turchia sarà come disputarla in campo neutro alla luce anche della presenza dei turchi sugli spalti». Campo di casa, ma non troppo: così sottolinea il nostro ct.

Campo amico, ma non dodicesimo compagno per gli azzurri. «Lo sarebbe stato con lo stadio pieno, stile notti Mondiali del ‘90. Ma accontentiamoci...», così Mancini.

Il messaggio che il commissario tecnico della rinascita si sforza di consegnare ai suoi ragazzi suona così: si gioca per divertire e divertirsi e solo con un pizzico di sana follia e di leggerezza si vince. «Se facciamo quello per cui ci siamo preparati, non vedo particolari problemi pur rispettando un avversario che ha molta qualità», precisa il comandante azzurro. Tradotto: serviranno coraggio e spensieratezza per rischiare i tocchi o i movimenti meno convenzionali. «Ero fiducioso tre anni fa quando ho accettato la Nazionale, lo sono ancora di più ora che stiamo per cominciare il nostro Europeo», così Mancini. Il nostro Europeo lo cominceranno quei giocatori che, al netto di infortuni o di una condizione meno brillante, si sono guadagnati credibilità e fiducia. Donnarumma è intoccabile così come intoccabile appaiono gli esterni Florenzi e Spinazzola e, almeno in partenza, i senatori Chiellini e Bonucci. In mezzo, c’è da valorizzare la vivacità e forza fisica di Barella, la regia di Jorginho, il jolly Locatelli, quest’ultimo titolare in attesa del rientro di Verratti. E, poi, l’attacco: Berardi, Immobile, Insigne il primo tridente.

Mancini è emozionato, ma non fino al punto di perdere il sonno: per quello, come detto, ci dovranno essere momenti migliori. L’Europeo è il primo esame per un ct che, nella sua agenda, ha sempre messo il Mondiale in Qatar nell’inverno del 2022 come punto più alto nella maturità del gruppo: vivere l’avventura europea da protagonisti fino alla fine darebbe un senso, immediato, al tentativo di ripartenza del nostro calcio dopo lo choc per un Mondiale nemmeno raggiunto. L’Italia «ha un grande spirito...», ci racconta il Mancio. E, oltre allo spirito, c’è un’idea e la sua realizzazione: tra poche ore scopriremo come la rivoluzione filosofica del nuovo corso reggerà l’impatto con le sfide che contano davvero. L’Olimpico aprirà le sue porte ad una percentuale di pubblico enorme rispetto agli ultimi quindici mesi, ma troppo piccola se messa in relazione alla capienza dello stadio romano. La città ha i colori di Euro 2020, adesso ci aspettiamo la trasformazione in azzurro vivo. «Si gioca a pallone e a pallone ci si diverte...», il passaparola da Mancini al gruppo. Fino ad oggi, i risultati hanno accompagnato i buoni propositi. Da oggi, lo scenario cambia. «Ma io sono molto, molto fiducioso: siamo pronti», così il ct. Turchia, poi Svizzera e Galles, tutto in dieci giorni. L’Europeo di Roma è una scarica di adrenalina pura. 

(fonte: La Stampa)