Coronavirus in Italia, il bollettino del 28 novembre: 26.323 nuovi contagi e 686 morti. Scende ancora l’indice di contagiosità

Si piega ancora da 28.352 a 26.323 la curva dei contagi con tremila tamponi in meno. Calano anche i decessi che restano comunque tanti: 686. Scende di nuovo l'indice di positività, cioè il rapporto fra i contagi e i tamponi effettuati: si ferma all'11,65% contro il 12,72% della precedente rilevazione. C'è poi un altro segno meno che fa ben sperare. Riguarda i ricoverati in terapia intensiva: dove scende ancora la pressione con 20 ricoverati in meno mentre sono 365 i letti che si liberano nei reparti di medicina.
Calano leggermente i casi in Lombardia, da 5.389 a 4.615, mentre più sostanziosa è la decrescita in Piemonte, da 3.149 a 2.157 nuovi contagi. Anche nella ancora rossa Valle d’Aosta diminuiscono da 101 a 72 i nuovi casi.

Curva dei contagi Covid stabile in Veneto. Oggi i nuovi casi positivi sono 3.498 (ieri la crescita era stata di 3.418), per un totale dall'inizio dell'epidemia che raggiunge 140.972 infetti (compresi i decessi e i guariti). Lo riferisce il bollettino quotidiano della Regione. Il report segnala anche un'impennata dei morti, 83 in più rispetto a ieri, per un dato complessivo di 3..644.

 

Tre decessi (523 complessivi) e 494 nuovi casi positivi al coronavirus in Alto Adige contro i 410 di ieri.

Nel Lazio Con oltre quattromila tamponi in più si registrano 207 nuovi contagi in meno, per un totale di 2.070 casi nelle 24 ore. Calano anche i decessi, oggi 25, meno 44 rispetto a ieri.

Scendono da 490 a 473 i positivi al covid rilevati nelle Marche nelle ultime 24ore su 1.610 tamponi testati nel percorso nuove diagnosi.
In Puglia sono stati registrati 1.573 casi positivi su 10.032 test per l'infezione da Covid-19 e sono 30 i decessi. Si tratta di dati in leggero calo (ieri 1.737 positivi su 9.505 test e 48 decessi).

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Sale l’età media dei contagiati, e questo fa aumentare il rischio di ricoveri e decessi «L'età mediana» dei casi di Covid in Italia è «intorno a 48 anni», contro i 42 di poche settimane fa. Questo indica che sono sempre più anziani a contrarre l'infezione. Da qui l'importanza di proteggere queste categorie. A chiarirlo è il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull'analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia. Per i deceduti l'età media supera gli 80 anni.

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Il Lazio annuncia battaglia contro la decisione del Tar regionale che accogliendo un ricorso di uno dei sindacati di categoria ha detto no alle visite a domicilio dei medici di famiglia ai loro assistiti con  Covid. «Abbiamo 250 Usca, il doppio di quante previste dalla norma nazionale, e anche per questo siamo in zona gialla. Il primo elemento dell'assistenza domiciliare però non è tanto legato alle Uscar ma dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, un esercito di 4.500 medici che debbono recarsi a domicilio». Così l'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato, in conferenza stampa. Il Tar del Lazio ha dato però ragione ai medici che si opponevano alle visite domiciliari, gli è stato sottolineato: «Difenderemo questo modello - ha risposto D'Amato - anche in Consiglio di Stato. Tutte le Regioni sosterranno questa posizione del Lazio ad adiuvandum, e anche altre associazioni. Abbiamo 250 Usca a fronte delle 112 previste dal decreto, ma quando si ha una dimensione così rilevante di isolati domiciliari dovremmo costituirne migliaia».

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Intanto la Toscana ancora in zona rossa allenta da se la stretta. Il presidente della Reggione, Eugenio Giani. ha firmato la nuova ordinanza che regolamenta gli spostamenti e le attività consentire trovandosi la regione in zona rossa ancora. Lo rende noto lo stesso governatore su Fb.
In particolare il provvedimento consente gli spostamenti in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, spiega Giani, «per raggiungere seconde case, camper o roulotte, imbarcazioni di proprietà per manutenzione e riparazione in tutta la regione; in comuni limitrofi per prodotti necessari alle proprie esigenze o per maggiore convenienza economica; per andare a trovare figli presso l'altro genitore; per coltivare il terreno per uso agricolo e l'attività diretta alla produzione per autoconsumo; per l'attività di raccolta tartufi, funghi e pesca esclusivamente a titolo professionale fuori dal comune di residenza; per accudire gli animali allevati». Gli spostamenti, si precisa, «devono essere autocertificati indicando tutti gli elementi necessari per la relativa verifica».

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Attenzione al termometro quando è un bambino a far salire la colonnina di mercurio.
L'infezione da Sars-Cov-2 nei bambini è per lo più senza sintomi ma, qualora questi si presentino, è la febbre il segnale d'esordio frequente. Si verifica infatti nell'81,9% dei casi, seguita da tosse (38%), rinite (20,8%) e diarrea (16%). A evidenziarlo sono i risultati di uno studio condotto dalla Società Italiana di Pediatria e dalla Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (Sitip) in oltre 50 dei principali Centri infettivologici italiani. È stato presentato in occasione del Congresso straordinario digitale della Sip e da cui emerge anche come gli adolescenti abbiano invece sintomi più simili a quelli degli adulti.

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(fonte: La Stampa)