Coronavirus in Italia, il bollettino del 23 novembre: 22.930 nuovi contagi e 630 morti. In Italia superata quota 50mila decessi

Discesa verticale dei nuovi casi, che in 24 ore passano da 34.767 a 22.930, ma con un calo dei tamponi, 149 mila circa contro i 188mila di ieri. Anche se scende di poco la percentuale dei positivi sui tamponi, ora al 15,3% contro il 15% di ieri. Con le nuove 630 vittime di oggi l’Italia supera di 453 la soglia dei 50mila decessi.  Sono invece 418 i ricoverati in più nei reparti di medicina e solamente 9 quelli in terapia intensiva. Un segnale evidente do come il raffreddamento della curva dei contagi stia allentando anche la pressione sugli ospedali, anche se per vedere migliorare le cose bisognerà attendere che il saldo giornalieri dei ricoveri divenga negativo.

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In Lombardia casi in leggerissimo aumento a quota 5.289. Scdndono9 invece da 2.641 a 1.730 i contagi in Piemonte.
In Veneto scendono da 2.956 a 2.540 i nuovi positivi nelle ultime 24 ore, dato che porta il totale nella regione a quota 73.727. I morti sono 37.
Sono 5 i decessi Covid nelle ultime 24 ore in Alto Adige. I laboratori dell'Azienda sanitaria hanno effettuato 1.468 tamponi e registrati 260 nuovi casi positivi, dato in calo rispetto ai 535 di domenica.

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I nuovi casi positivi Covid registrati nelle ultime 24 ore in Toscana scendono da 1.929 a 1.323 a fronte di 10.551 tamponi molecolari e 1.182 test rapidi effettuati, circa seimila in meno rispetto a ieri.
In calo nell'ultima giornata nelle Marche il numero di positivi e la percentuale dei positivi sul numero di tamponi che è stato piuttosto basso: da 529 sono scesi a 161 nel percorso nuove diagnosi, comunica il Servizio Sanità della Regione. Il totale di test eseguiti è di 1.239, 633 nel percorso nuove diagnosi e 606 nel percorso guariti; il rapporto tra numero di contagi e test è del 25,4% (29,5% il giorno precedente) considerate solo le nuove diagnosi e del 12,99% (16,1%) sul totale di tamponi. Tante le vittime: 48 nelle ultime 24 ore.

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È molto alto il numero di vittime per il covid 19 in Puglia, 40 le vittime nelle ultime 24 ore. Molto ridotto invece il numero di test registrati, 3.869, che hanno consentito di individuare 980 nuovi casi positivi contro i 1.377 di ieri.

Una grave denuncia viene dai medici che curano cardiopatici, malattie del sangue e tumori. «Denunciamo la gravissima situazione che si sta determinando negli ospedali a danno dei pazienti cardiologici. Dalla Lombardia alla Sicilia vengono ridotti i posti letto cardiologici per fare posto ai pazienti Covid, addirittura vengono chiuse intere unità di terapia intensiva cardiologica e convertite in terapie intensive Covid. Il rischio concreto è di avere nelle prossime settimane più morti per infarto che per Covid», è l'allarme della Federazione degli oncologi, cardiologi e ematologi (Foce).

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I contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all'Inail alla data del 31 ottobre sono 66.781, pari al 15,8% del complesso delle denunce pervenute dall'inizio dell'anno e al 9,8% dei contagiati nazionali comunicati dall'Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data. È quanto emerge da rapporto dell'Inail in cui viene sottolineato che «dopo il rallentamento post lockdown, il mese di ottobre, con 12mila casi in più, conferma la recrudescenza delle infezioni di origine professionale già rilevata in settembre. I casi mortali sono 332, 13 in più rispetto al monitoraggio precedente al 30 settembre (quattro decessi sono avvenuti a ottobre, i restanti sono riferiti a mesi precedenti per effetto del consolidamento dei dati) e pari a circa un terzo del totale dei decessi denunciati all'Inail dall'inizio dell'anno, con un'incidenza dello 0,9% rispetto ai casi mortali da Covid-19 comunicati dall'Iss».

Il Tar di Catanzaro ha intanto sospeso l'ordinanza con cui il presidente facente funzione della Regione Calabria Nino Spirli' aveva disposto, dal 16 al 28 novembre, la sospensione della didattica anche delle scuole materne, elementari e medie (limitatamente alla prima classe) escluse dalle chiusure previste dal Dpcm del premier Giuseppe Conte. Il Tar ha poi fissato l'udienza di merito al 16 dicembre prossimo. Il Tar ha ritenuto sussistente «il requisito del `periculum´ avuto riguardo in particolare al grave pregiudizio educativo, formativo ed apprendimentale ricadente sui destinatari ultimi del servizio scolastico».

(fonte: La Stampa)