La cura della pelle inizia a tavola

Carenze o eccessi alimentari possono causare l’invecchiamento cutaneo. Anche i capelli ne risentono. Due esperti e la beauty-routine edibile
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Non solo creme e sieri: per avere e mantenere una pelle luminosa e capelli forti serve una beauty-routine “edibile” fatta di alimenti che hanno dimostrato scientificamente di nutrire, proteggere e rigenerare la cute. A suggerirla sono il nutrizionista Nicola Sorrentino, direttore scientifico della Iulm Food Academy e docente presso le Università degli studi di Milano e Pavia, e la dermatologa Pucci Romano, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, che insieme hanno scritto "BeautyFood. La dieta della bellezza" (Sperling & Kupfer, 16,90).

Il nesso tra alimentazione e pelle è poco analizzato, ma di recente uno studio dedicato al cibo e all’invecchiamento cutaneo e pubblicato sulla rivista scientifica Nutrients ha dimostrato che i problemi che causano i radicali liberi all’interno dell’organismo, come danni al Dna e stati infiammatori, sono una delle cause dell’invecchiamento della pelle. Gli antiossidanti, invece, sono capaci di proteggere e riparare le cellule.

Ma quali sono gli antiossidanti di cui si nutre la pelle? «I polifenoli come i flavonoidi, le catechine e il resveratrolo contenuto anche nel vino rosso e che si trovano nel tè verde, nell’uva, nel caffè, nella soia, nell’olio d’oliva, nel cioccolato fondente», spiega Nicola Sorrentino. «E poi i carotenoidi, le vitamine e i sali minerali: insomma tutti i nutrienti che può garantirci la nostra dieta mediterranea che, oltre a tenere a bada i livelli di colesterolo, la pressione e la glicemia, ci aiuta a mantenere giovane la pelle». La dieta mediterranea si prende cura della pelle anche perché è ricca di pesce azzurro, una fonte di omega-3, acidi grassi polinsaturi dall’azione antiossidante. Danno un contributo le spezie – come peperoncino, curcuma e rafano – che in cucina ci aiutano a ridurre l’utilizzo di sale. «Attenzione ai carboidrati», avverte Sorrentino: «Un consumo eccessivo può innescare meccanismi di glicazione che accelerano l’invecchiamento cutaneo». L’olio d’oliva non può mancare: una ricerca pubblicata sull’International Journal of Cosmetic Science gli ha attributo la capacità di attenuare i segni dell’invecchiamento causati dallo stress. Alimentarsi in modo sano è importante per mantenere in equilibrio il microbiota cutaneo.

«Un microbiota cutaneo in salute – spiega la dermatologa Pucci Romano – significa una barriera cutanea efficiente ed è fondamentale per il benessere della pelle e non solo. L’equilibrio alterato del microbiota la rende più sensibile alle aggressioni esterne: inquinamento, raggi Uv, attacchi di virus e batteri. La conseguenza è un rallentamento dei ricambi cellulari». Come si fa a mantenere in buona salute il microbiota cutaneo? «I saponi e i detergenti aggressivi possono alterarlo e una detersione eccessiva impoverisce o azzera il film idrolipidico».

Il libro propone un ricettario combinando la scienza dell’alimentazione e la cucina. Si scopre che preparare il salmone al pesto di nocciole è un modo per fare il pieno di omega 3 e di grassi polinsaturi fondamentali per mantenere la pelle elastica, mentre gli involtini di bresaola con fiocchi di latte sono l’ideale per i capelli e con un piatto di spaghetti di grano saraceno con acciughe e pomodoro si combatte la fragilità capillare. Bisogna tener presente, però, che l’alimentazione influisce sullo stato della pelle, non in modo istantaneo. Le reazioni cutanee ai cambiamenti dell’alimentazione possono impiegare anche tre mesi a manifestarsi. Per questo è difficile individuare quale sia l’interazione fra cibo e disturbi della pelle. Facile credere alle false notizie come l’idea che eliminare il glutine faccia bene alla pelle. «Se non si è affetti da celiachia, rimuovere dall’alimentazione i cereali contenenti glutine, significa privarsi di minerali, vitamine, proteine e fibre», conclude Pucci Romano. «È vero che la glicazione favorisce l’invecchiamento cutaneo, ma si tratta, come sempre, di eccessi alimentari».