Più tristi in autunno? Ma il disturbo affettivo potrebbe essere un falso mito

Secondo i  ricercatori dell’università di Groninga non si può parlare di depressione
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GLI INGLESI lo chiamano Sad (Seasonal affective disorder), con un acronimo perfetto, visto che significa 'triste'. In italiano, più banalmente, è il disturbo affettivo stagionale. Quel malessere che ci prende proprio all’inizio dell’autunno, quando le giornate si accorciano, le ore di luce diminuiscono e si riesce a stare meno all’aria aperta. I sintomi sono molto comuni: irritabilità, letargia, umore nero, stanchezza, calo di energia, difficoltà nel concentrarsi. Ora però uno studio olandese, pubblicato su Plos One, si chiede se davvero la Sad esista e se non siano altri fattori, invece delle stagioni, a giocare un ruolo principale.
 

Cosa dice lo studio 

I ricercatori dell’università di Groninga hanno arruolato un piccolo esercito di oltre 5.000 volontari e chiesto loro di auto analizzare, attraverso una serie di questionari, il loro umore. Una parte di soggetti ha sviluppato delle forme di ansia all’arrivo dell’autunno, ma quasi tutti, riporta lo studio, avevano un marcato tratto di neuroticismo (uno dei cinque fattori che delineano la personalità, insieme ad apertura mentale, coscienziosità, estroversione, gradevolezza), ovvero la tendenza a sviluppare emozioni negative in risposta a fattori di stress.

"Quello che abbiamo scoperto non supporta la credenza diffusa che le stagioni influiscano sull’umore – ha spiegato l’autore della ricerca Wim Winthorst – Le persone che credono di soffrire di Sad potrebbero avere la tendenza ad attribuire il loro umore negativo a fattori che sfuggono al loro controllo (come l’avvicendarsi delle stagioni)". Un altro studio, condotto nel 2016, che tracciava l’umore di oltre 30.000 americani adulti, aveva concluso che probabilmente la Sad è solo un mito.

Difetti nella ricerca 

"Nello studio olandese la correlazione tra stagionalità e neuroticismo non è chiara. Inoltre, il campione di volontari reclutato non è equilibrato. Il 70% sono donne, il 40% ha un reddito medio alto e il 66% dei questionari sono stati compilati durante una sola stagione, la primavera - proprio il periodo dell'anno in cui si ha in genere la remissione della “depressione stagionale” - e non spalmati su tutto l’anno", spiega le criticità dell’articolo di Plos One, Paolo Brambilla, direttore della Clinica Psichiatrica del Policlinico di Milano e docente di Psichiatria all’Università degli Studi del capoluogo lombardo e presso la University of Texas a Houston.

 

La Sad esiste?  

Bisogna fare una distinzione, avverte Brambilla: "Non confondiamo le variazioni dell’umore fisiologiche con le patologie stagionali come la depressione. Nella popolazione generale, al cambiamento di stagione, possiamo osservare piccoli mutamenti psicologici, dovuti a minime variazioni dei livelli di cortisolo e melatonina. Ma la vera depressione stagionale non è molto diffusa, ne soffre in media tra il 2 e il 5% dei pazienti con depressione, in base alla latitudine e ad altri fattori. È vero invece che chi è già depresso può subire dei peggioramenti in concomitanza con l’autunno".
 

I rimedi  

Chi si sente un po’ giù con l’arrivo di ottobre può adottare alcune misure efficaci: «Fare esercizio fisico regolare, cercare di non modificare il ciclo sonno/veglia, quindi andare a letto e svegliarsi più o meno sempre alle stesse ore, avere una dieta bilanciata, ricca di frutta e verdura di stagione, assumere integratori di melanina, zinco e prodotti nutraceutici in generale», consiglia l’esperto.   

Anche la terapia della luce, molto diffusa nei Paesi dell’Europa del Nord, può portare benefici. Diverse ricerche hanno suggerito che i dispositivi di light therapy (in pratica delle lampade che simulano la luce naturale, n.d.r.) possono alleviare i sintomi alzando i livelli dell’ormone serotonina nel cervello", ha spiegato lo psichiatra Norman E. Rosenthal, inventore dell’acronimo Sad.