Influenza: così le Regioni organizzano le vaccinazioni

Report di Cittadinanzattiva su scorte, pazienti e mancate risposte 
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VACCINO ANTINFLUENZALE, come si stanno organizzando le Regioni? Quante dosi sono state comprate? Cittadinanzattiva ha dato il via a settembre ad un'indagine civica relativa all'approvvigionamento dei vaccini da parte delle Regioni a cui è stato sottoposto un set di domande  sia sulle gare di acquisto dei vaccini, che di carattere più generale relative alle disposizioni adottate per anticipare la campagna vaccinale rispetto agli anni precedenti. Questione fondamentale, visto che vaccinarsi contro l'influenza quest'anno sarà basilare. Il ministero della Salute, data la pandemia da Covid-19, nella circolare del 4 giugno ha infatti esteso la raccomandazione alla vaccinazione antinfluenzale a partire dai 60 anni di età e ai bambini tra i 6 mesi e i 6 anni. Nellì'ottica di faciltare la diagnosi di positività a Sars-Cov2 e ridurre il sovraccarico del sistema sanitario.

L'accesso dei cittadini alle informazioni 

Le Regioni che hanno risposto alle domande di Cittadinanzattiva sono state in tutto dieci, esattamente la metà, e sono: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta. “E’ molto grave che solo 10 Regioni abbiano risposto alla nostra richiesta di accesso civico, in particolar modo in questo periodo, in cui ci sarebbe bisogno della massima trasparenza, anche per fugare dubbi su chi ha affrontato la necessità di approvvigionarsi in tempo di vaccini anti influenzali, e poter intervenire prontamente a supporto delle popolazioni delle regioni in cui questo non sia ancora avvenuto, o sia avvenuto solo parzialmente”, ha commentato il segretario generale di Cittadinanzattiva, Antonio Gaudioso. ”Nei prossimi giorni valuteremo tutte le possibili azioni da mettere in campo per far rispettare il sacrosanto diritto di accesso dei cittadini a queste informazioni fondamentali, non escludiamo di ricorrere al Tar".

Scorte, categorie di pazienti, precedenze

Tra i dati più significativi che emergono dall’indagine, le date di aggiudicazione delle gare. Le regioni che hanno risposto, hanno indetto gare tra aprile (Lazio, Puglia, Campania, Emilia) e settembre (Abruzzo) e chiuso tra maggio e settembre, comunque prima dell’avvio della campagna vaccinale, anche se con una variabilità a seconda della tipologia di vaccino. Anticipando le gare è stato possibile, almeno in queste regioni, iniziare prima la campagna vaccinale rispetto agli anni precedenti. Ci sono poi regioni che mostrano incrementi di dosi notevoli come il Lazio +112%; la Puglia + 320%; la Sicilia 65%; la Toscana 68%. Altre mostrano incrementi meno marcati come la Campania +20% e l’Emilia che comunque prevede un possibile ulteriore 20%. In tutte le regioni comunque l’avvio della campagna vaccinale è prevista tra il 1 ottobre ed il 15 ottobre, in molti casi la campagna sarà estesa fino al 31 gennaio 2020. La regione Sicilia ha poi esteso ai contatti stretti di bimbi fino a 6 mesi e per i soggetti eni (europei non iscritti come i rom) e gli extracomunitari oltre ad introdurre l’obbligo vaccinale per il personale sanitario pena l’inidoneità temporanea all’attività.

La Toscana presta particolare attenzione ai soggetti ricoverati in Rsa e strutture di lungodegenza, mentre Sicilia e Valle D’Aosta estendono la copertura alle donne in gravidanza, in qualsiasi trimestre. Il Lazio che aveva reso obbligatoria la vaccinazione per il personale sanitario, ma il Tar ha abolito questa parte dell’ordinanza.

Vaccinazioni anche nelle scuole  

Rispetto alle misure volte ad agevolare l’accesso le regioni hanno previsto molte disposizioni:
  • La Sicilia estende gli orari di apertura dei centri vaccinali sia di mattina sia di pomeriggio e il sabato almeno nella fase iniziale, prevede l’effettuazione della vaccinazione all’atto della dimissione dalle strutture sanitarie e la  co-somministrazione anti-pneumococcica e antinfluenzale, provvedimento previsto anche in Umbria.
  • la Campania prevede l’istituzione di Truck itineranti a supporto dei MMG;
  • il Lazio prevede l’apertura di Drive in, postazioni mobili, vaccinazioni in farmacia, l’organizzazione del vaccination day nelle scuole, ospedali, eventi sportivi, si prevede, l’istituzione di equipe vaccinali itineranti;
  • le Marche prevedono la possibilità di spostare i centri vaccinali in Auditorium- Palazzetti per permettere di erogare nel rispetto delle norme covid 19 un grande numero di vaccini in poche ore-giorni;
  • la Toscana mette a disposizione i locali delle aziende sanitarie a titolo gratuito alla medicina generale;
  • Emilia Romagna la possibilità di usufruire di strutture capienti come palestre e strutture sportive.
  • Valle D’Aosta oltre a siglare accordi specifici con i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera scelta volti ad incentivare la vaccinazione attraverso queste figure, ha anche previsto dei poli vaccinali messi a disposizione dall’Azienda USL della Valle d’Aosta, in cui saranno presenti i medici della struttura di Igiene e sanità pubblica del dipartimento di prevenzione
Infine per fronteggiare una possibile carenza per i soggetti non a rischio le Regioni hanno risposto che avvieranno le misure previste dalla Intesa siglata tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano che prevede l’impegno da parte delle Regioni di garantire una quota minima dell’1,5% di vaccini da redistribuire alle farmacie. L’Emilia Romagna prevede di aumentare la quota al 3% (36 mila dosi) se fosse necessario. Il Lazio potrebbe aumentare la quota al 5% (120 mila dosi).